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Le foto più belle in mostra a Somerset House

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Sony World Photography Awards

Le foto più belle in mostra a Somerset House

Londra. Le strade della megalopoli londinese sono più congestionate che mai, con i ponti bloccati e luoghi nevralgici come Oxford Circus che si rivestono di colori e di piante in vaso, di balle di fieno a delimitare gli spazi con intere famiglie che bivaccano all'aperto come in un film anni 70. È la protesta – che sa di profumi contadini e di novelli figli dei fiori – degli attivisti per la salvaguardia del pianeta dai cambiamenti climatici e dall'inquinamento. E verosimilmente, ma anche giustamente e tempestivamente, la giuria del Sony World Photography Awards non è stata sorda al grave dibattito internazionale grazie al fiuto cronachistico e allo splendido lavoro di un fotografo italiano, Federico Borella. A lui è andato l'ambito titolo di “Fotografo dell'Anno”, insieme a un premio in denaro di 25.000 dollari, conferitogli durante l'intensa cerimonia di premiazione che qui a Londra ha premiato il suo suggestivo lavoro “Five Degrees” (le foto sono in mostra alla Somerset House fino al 6 maggio). Le sue fotografie hanno prevalso su tutte per “la sensibilità, l'eccellenza tecnica e la capacità di mettere in luce con espressione artistica un problema di portata mondiale”.

La serie racconta la piaga dei suicidi maschili nella comunità agricola di Tamil Nadu, nel sud dell'India, colpita dalla più grave siccità degli ultimi 140 anni. Partendo da uno studio dell'università di Berkeley, che ha trovato una correlazione tra il cambiamento del clima e l'aumento nel numero dei suicidi tra i contadini indiani, Borella ha esplorato l'impatto dei cambiamenti climatici su questa regione agricola e la sua comunità attraverso immagini vivide e toccanti del paesaggio, dei ricordi dei defunti e dei loro cari ancora in vita. Sono scatti difficili e potenti i suoi, in grado di raccontare l'assenza di uomini che sono andati incontro alla morte in comunità rurali che la siccità ha reso invivibili. Un silenzioso grido di dolore che traspare negli occhi delle loro vedove, nei teschi arsi come i terreni bruciati dal sole, nelle zappe abbandonate o nei ritratti appesi alle pareti che parlano di occhi prosciugati anch'essi dalle lacrime famiglie e orgogliose di un intero popolo fiero che soffre nell'indifferenza di un mondo globalizzato e folle - che sa solo guardare al profitto - mentre marcia indistinto e cieco verso un futuro avvelenato e invivibile.

Mike Trow, presidente del concorso professionisti, ha commentato: “Alla luce dei drammatici e sempre più rapidi effetti del riscaldamento globale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo e sottosviluppati, c'è sempre più bisogno del lavoro di artisti come Borella”.

Borella è stato selezionato tra i primi classificati delle dieci categorie del concorso Professionisti, annunciati insieme ai secondi e terzi posti di ciascuna categoria. Anche i nomi dei vincitori dei concorsi Open (miglior scatto singolo), Giovani e Student sono stati svelati durante la cerimonia nel corso della quale l'artista Nadav Kander ha ritirato il premio Outstanding Contribution to Photography 2019.

Promossi dalla World Photography Organisation, i Sony World Photography Awards sono uno dei più vasti e prestigiosi concorsi fotografici al mondo. La 12a edizione ha battuto ogni record con le sue 326.997 candidature, presentate da fotografi originari di 195 paesi e territori: il risultato è una variegata mostra alla Somerset House con una panoramica delle migliori opere contemporanee realizzate negli ultimi 12 mesi.

Le vedute aeree del tedesco Stephan Zirwes, hanno trionfato nella sezione “Architettura” con il lavoro “Cut Outs - Pools 2018”. La belga Rebecca Fertinel, si è aggiudicata la sezione “Brief” con il progetto “Ubuntu - I Am Because We Are”. La sezione “Fotografia creativa” ha avuto come vincitore l'olandese Marinka Masséus, per la serie “Chosen [not] to be”. Agli italiani Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, il premio nella sezione “Scoperta”con i loro scatti dal titolo “Güle Güle” che descrivono una Turchia in fermento sotto la dura mano del partito islamico e della dittatura del presidente Erdogan . La sezione “Fotografia Documentaria” ha visto trionfare lo stesso Federico Borella che poi si è aggiudicato per questo lavoro il premio più ambito di fotografo dell'anno. Nella sezione “Paesaggio” ha vinto il lavoro di Yan Wang Preston, Regno Unito, per la serie “To the South of the Colourful Clouds”. Nella competizione “Natura e animali selvatici” è stato premiato l'olandese Jasper Doest, altro favorito al premio più ambito con il suo eccentrico e bel lavoro “Meet Bob”, dedicato a “Bob” un simpatico fenicottero rosa al centro di un programma di recupero e salvaguardia della specie. Il miglior “Ritratto” lo ha fatto lo spagnolo Álvaro Laiz, con la serie di scatti in bianco e nero “The Edge”, che ricordano i volti di Francis Bacon. Nella sezione “Sport” il podio è andato all'italiano Alessandro Grassani, per la forte serie “Boxing Against Violence: The Female Boxers Of Goma”, con le immagini delle donne della regione africana impegnate nell'arte della boxe per difendersi dagli assalti violenti degli uomini che si fanno sempre più spesso predatori ciechi. Il gruppo dedicato alla “Natura morta” ha visto prevalere i francesi Nicolas Gaspardel e Pauline Baert, con la serie “Yuck”. Fotografo dell'anno, nel concorso Open , la statunitense Christy Lee Rogers. per “Harmony”, una fotografia che è quasi un quadro di Tiepolo, per gli effetti suggestivi creati con l'uso dell'acqua e della luce. I suoi scatti eterei intitolati “Muses” sono ispirati alla bellezza e alla vulnerabilità dell'essere umano.
La diciottenne studentessa americana Zelle Westall è “Fotografo dell'anno concorso Giovani”, per lo scatto “Abuot”, un'intensa immagine realizzata per il tema “Diversità”. “Fotografo dell'anno concorso Student” è invece lo spagnolo Sergi Villanueva, Universidad Jaume I. Infine Nadav Kander, tra gli artisti contemporanei più celebrati e di successo sulla scena fotografica mondiale ha avuto il premio alla carriera quale riconoscimento per il contributo versatile, potente e attento prestato al mezzo della fotografia.

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