Cultura

Joe Tilson in gloria di Venezia

  • Abbonati
  • Accedi
mostra

Joe Tilson in gloria di Venezia

Molti artisti amano Venezia, ma pochi la conoscono e la comprendono come Joe Tilson, che da oltre sessant'anni la frequenta e la studia. Ex protagonista della Pop Art britannica negli anni Sessanta con David Hockney e Allen Jones, Tilson ha cambiato registro mantenendo l'entusiasmo per il colore e una evidente gioia nella pittura che è stupefacente in un uomo che ha già compiuto 90 anni.

L'anno scorso la Royal Academy, di cui è senior fellow, ha celebrato il 90esimo compleanno di Tilson con altrettante bandiere appese su Regent Street a Londra. Nel maggio di quest'anno sarà la Biennale di Venezia a festeggiarlo, a 55 anni di distanza dalla Biennale del 1964 quando Tilson aveva rappresentato la Gran Bretagna.
Una nuova mostra dedicata a Tilson a Marlborough Art a Londra raccoglie opere gioiose nella loro esplosione di colore e volutamente decorative ma anche ricche di significato. I nuovi quadri, con pittura acrilica che l'artista predilige per la brillantezza dei colori, invitano a riscoprire Venezia prestando attenzione ai suoi dettagli che spesso passano inosservati, come gli intrecci geometrici dei pavimenti in pietra, le formelle delle facciate, l'intreccio di una finestra o le statue nelle nicchie.

Tilson dipinge dettagli di chiese e palazzi, aggiungendo iscrizioni scritte a mano e dando ai quadri una tridimensionalità sia trompe l'oeil sia reale, sollevando e piegando ad esempio il bordo di un'opera in carta. Tutto questo sottolinea l'interdipendenza di pittura, architettura, scultura e parola scritta, che si fondono e si alleano per creare opere che catturano gli occhi e aprono la mente.
Ogni quadro è un frammento di qualcosa più vasto, così come ogni pietra e formella sono una piccola parte della chiesa o del palazzo, a loro volta simboli della continuità della nostra civiltà e testimonianza viva di tradizioni secolari. I riferimenti sono precisi: San Cristoforo con in braccio il bambino Gesù, una statua fuori dalla Galleria dell'Accademia; Ca' Contarini Fasan; San Sebastiano; Sant'Alipio; Ca' Mastelli, e via osservando e scoprendo.
Tilson si è ispirato a “Le pietre di Venezia” del grande storico dell'arte inglese John Ruskin, uno studio in tre volumi dell'arte e dell'architettura della città pubblicato a metà dell'Ottocento. Ruskin, di cui quest'anno si commemora il bicentenario della nascita, descrive in grande dettaglio 80 chiese veneziane e sottolinea l'importanza estetica degli ornamenti e degli elementi decorativi dell'architettura.
In linea con Ruskin, i quadri di Tilson sono anche un omaggio dell'artista all'abilità degli artigiani che nei secoli hanno dato il loro contributo alla gloria eterna di Venezia scolpendo le pietre o creando le formelle delle facciate dei palazzi e delle chiese.
Tilson, che nella sua lunga carriera ha sperimentato con diverse forme artistiche, si considera un artigiano. Ha appena creato tremila formelle artistiche di vetro di Murano per il nuovo coloratissimo rivestimento della facciata est dell'hotel Ausonia Hungaria al Lido di Venezia, a oltre 400 mq la più grande opera mai realizzata in vetro di Murano.
La facciata principale del grande albergo è un'opera in stile Liberty di 7000 piastrelle artistiche in maiolica, creata nel 1913 dal ceramista Luigi Fabris. L'Ausonia Hungaria riaprirà in giugno dopo un lungo e attento restauro che ha riportato l'edificio e la facciata alla bellezza originale. Il contributo di Tilson aggiunge un tocco di colore e un guizzo di modernità allo splendore d'epoca.
Joe Tilson: New Paintings
Fino al 18 maggio 2019
Marlborough Art, Londra
www.marlboroughlondon.com

© Riproduzione riservata