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«John Wick – Parabellum», il terzo capitolo è il più spettacolare della saga

È uno dei film più attesi dell'anno dagli appassionati del cinema d'azione e non ha certamente deluso le aspettative: «John Wick 3 – Parabellum», terzo capitolo della saga con protagonista Keanu Reeves è un film perfetto per gli amanti del genere, capace di intrattenere per tutta la durata e di regalare uno spettacolo visivo di buonissimo livello.

Alla regia c'è ancora Chad Stahelski, che riesce nuovamente ad alzare l'asticella dopo il secondo capitolo del 2017, già di per sé superiore al primo film del franchise, datato 2014.

In questo terzo episodio, John Wick ha infranto una regola fondamentale, uccidendo una persona in un luogo protetto: contro di lui si scagliano una serie infinita di killer disposti a tutto pur di ammazzarlo e ottenere la ricchissima taglia che pende sulla sua testa.

La trama, come sempre, è a dir poco elementare, ma quello che conta non è la narrazione, ma la messa in scena: a colpire sono ancora una volta la fotografia (firmata da Dan Laustsen, danese già direttore della fotografia per Guillermo Del Toro ne «La forma dell'acqua» e «Crimson Peak»), le scenografie e soprattutto le notevolissime coreografie dei combattimenti.

Stahelski ha acquisito grande maturità nel montaggio e riesce a tenere incollati alla poltrona fino alla fine del film, nonostante qualche ridondanza faccia capolino qua e là.

Grazie anche all'uso delle luci al neon e di un suono molto accattivante, «John Wick 3 – Parabellum» è un vero e proprio concerto audiovisivo, con protagonisti sparatorie, inseguimenti e duelli di vario genere, capaci di divertire e affascinare.

Parte del merito va a Keanu Reeves, sempre più a suo agio nei panni dello spietato personaggio principale.

Tra le novità in sala si segnala inoltre una curiosa opera prima: «Quando eravamo fratelli» di Jeremiah Zagar, film indipendente americano premiato al Sundance Film Festival 2018.

Al centro della trama ci sono tre giovani fratelli, uniti dalla difficoltà di un complicato contesto familiare e dal sogno di potergli in qualche modo sfuggire.

Si tratta di un tipico racconto di formazione, filtrato, però, attraverso una regia dallo sguardo semi-documentaristico, che rende questa pellicola piuttosto originale e interessante.

Uno dei tre fratelli ha un grande talento per il disegno ed è proprio questo l'elemento di maggior spicco di un lungometraggio che vede la creatività (e la fantasia) come vero punto di fuga da una realtà insoddisfacente.

Alcuni momenti della sceneggiatura possono risultare decisamente acerbi e imprecisi, ma nel complesso è un prodotto toccante, capace di emozionare e ben interpretato da un gruppo di attori alle prime armi.

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