il decreto

Cuneo fiscale, parte il confronto. Aumenti fino a 500 euro nel 2020

In busta paga da luglio, estesi gli 80 euro (trasformati in detrazione) a 4,5 milioni di lavoratori con redditi annuali compresi tra 26.600 e 35mila euro. Caccia a 1 miliardo per il 2021

di Claudio Tucci


La manovra non cambia più: ecco tutte le novità

3' di lettura

Parte il confronto sull’operazione “taglia-tasse” a vantaggio dei lavoratori che guadagnano fino a 35mila euro. Dopo le prime anticipazioni sul decreto attuativo allo studio del ministero dell’Economia (si veda Il Sole 24 Ore del 2 gennaio) per questa settimana sono previsti contatti, informali, con forze di maggioranza e parti sociali per concordare, nei dettagli, l’operazione. Che può contare, quest’anno, su una dote di tre miliardi di euro, che diventeranno cinque nel 2021 (e che potrebbero salire ancora, almeno di un miliardo, per arrivare a sei miliardi, visto che il beneficio, nel 2020, entrerà in busta paga da luglio, per sei mesi, ma l’anno successivo da gennaio, quindi per tutti e 12 i mesi).

Al momento, il dossier è in mano ai tecnici. Nei prossimi giorni sono attese le stime ufficiali degli esperti della Ragioneria generale dello Stato. Secondo le primissime simulazioni, l’esecutivo, con i fondi a disposizione contenuti nella legge di Bilancio, stima un incremento medio degli stipendi di circa 500 euro (il bonus, come detto, vale da luglio a dicembre) che crescono intorno ai mille euro in più l’anno successivo.

CUNEO FISCALE AL TOP IN ITALIA

Lavoratore single, senza figli, retribuzione media. Costo del lavoro=100 (Nota: * include nel costo del lavoro Tfr e trattenute Inail, non considerate dall'Ocse; Fonte: Elab. Centro Studi Confindustria su dati Ocse)

CUNEO FISCALE AL TOP IN ITALIA

Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, è intenzionato a fare presto: il “faccia a faccia” con i sindacati, e con carte e numeri precisi alla mano, dovrebbe scattare a metà mese; con l’obiettivo di varare il decreto tra gennaio, inizi di febbraio per consentire a tutti, datori di lavoro in primis, di adeguarsi alle nuove disposizioni.

La vera novità dell’operazione cuneo, targata Conte 2, riguarda i circa 4,5 milioni di lavoratori che guadagnano tra i 26.600 euro e i 35mila euro. A costoro infatti verranno estesi, totalmente o parzialmente, sotto forma di detrazione fiscale, gli 80 euro, introdotti dal governo Renzi, considerato che oggi non li percepiscono. Per loro gli 80 euro in più, sotto forma di detrazione, andranno a salire da 26.600 euro fino a redditi di circa 34mila euro, per poi ridursi con un décalage - esattamente come accade adesso per il bonus Renzi - fino alla soglia limite dei 35mila euro. Il beneficio medio che entrerà nello stipendio è stimato in circa 500 euro in più nel 2020, intorno a mille nel 2021.

TAGLIO AL CUNEO, L’IMPATTO MENSILE IN BUSTA PAGA

Per i circa 9,4 milioni di lavoratori oggi compresi tra gli 8.200 euro e i 26.600 euro, che attualmente prendono gli 80 euro, è prevista la trasformazione del bonus in detrazione fiscale. Ma non per tutti, probabilmente. Nella sotto-fascia tra gli 8.200 euro e i 15mila euro circa - dove sono collocati 2,4 milioni di lavoratori - infatti la trasformazione del bonus Renzi in detrazione non sarebbe tecnicamente possibile, visto che con il gioco delle detrazioni come quelle da lavoro dipendente o per carichi familiari, l’imposizione si azzererebbe, diventando, di fatto, soggetti “incapienti”. Ossia contribuenti che non hanno capienza per poter utilizzare a pieno tutte le detrazioni. Su costoro sono in corso approfondimenti tecnici; se la strada delle detrazioni dovesse risultare impossibile, non è escluso il mantenimento degli 80 euro sotto forma di bonus. Per la restante sotto-fascia, tra i 15mila e i 26.600 euro - circa 7 milioni di lavoratori - il problema non si dovrebbe porre. Per costoro gli 80 euro si trasformeranno in detrazione fiscale, e con le risorse in più in manovra questi lavoratori avrebbero un vantaggio economico, secondo le prime stime, tra i 20 e i 30 euro in più al mese.

Al momento restano esclusi gli oltre 4 milioni di contribuenti che rientrano nella no tax area.

Il sindacato è in attesa della convocazione ufficiale. «Per la Cisl – sottolinea il segretario confederale, Ignazio Ganga – la questione del taglio del cuneo fiscale è importante e delicata. Per questo è opportuno aprire un confronto serio con il Governo nei prossimi giorni sulle modalità di redistribuzione del cuneo fiscale, sapendo che ci saremmo aspettati di più per il 2020 e che le risorse previste per il 2021 sono a tutt’oggi insufficienti. Riteniamo che l’intervento sul cuneo debba essere l’anticipazione di una più vasta riforma dell’Irpef che riduca la tassazione, specie sui lavoratori dipendenti, rafforzando la progressività e semplificando e rendendo più equo il nostro sistema fiscale».

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