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Cuoio di Toscana rilancia con una collezione di pezzi unici. Dedicata ai talenti

Una capsule dedicata alle donne. Il messaggio del consorzio tra sette concerie del distretto di Santa Croce sull'Arno (Pisa): far capire ai consumatori che il cuoio è materiale sostenibile con applicazioni inesplorate

di Silvia Pieraccini

I punti chiave

  • Da Anna Magnani a Rita levi Montalcini
  • In cuoio il chiodo, il trench e lo chemisier
  • Ripresa legata alla campagna vaccinale

2' di lettura

Per chi realizza un prodotto intermedio com'è il cuoio da suola made in Italy (venduto ai suolifici e calzaturifici che assemblano le scarpe), il rapporto col consumatore finale non sempre è semplice e intuitivo.
«Tante volte ci siamo sentiti chiedere dai consumatori dov'è possibile trovare le scarpe col nostro marchio ”Cuoio di Toscana” - spiega Antonio Quirici, presidente del consorzio omonimo che associa sette concerie del distretto di Santa Croce sull'Arno (Pisa), produttrici del 95% del cuoio da suola italiano e dell'80% di quello europeo e fornitrici di tutti i grandi brand internazionali – e la nostra risposta fino a oggi è stata che non facevamo scarpe, ma solo suole». Ora non è più così.

Da Anna Magnani a Rita Levi Montalcini

Durante l'ultima fashion week milanese, il consorzio “Cuoio di Toscana” ha presentato la capsule collection Twenty21 firmata dal designer Simone Guidarelli e composta da abiti da donna, accessori e scarpe, tutto rigorosamente in cuoio. I capi sono dedicati a donne di talento in vari campi, da Oriana Fallaci a Anna Magnani, da Grazia Deledda a Rita Levi Montalcini fino a Nilde Iotti e Alda Merini.

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Usare cuoio anziché la classica pelle è stato possibile ingrassando il “fiore” del cuoio - la parte più delicata - in modo da farlo diventare più morbido, duttile e malleabile. Un esercizio di stile o un modo per avvicinarsi al mercato? «È un modo per far vedere com'è possibile utilizzare questo materiale – spiega Quirici – e quali sono le sue caratteristiche. Vogliamo mandare un messaggio al consumatore finale, fargli capire cos'è davvero il cuoio, un materiale altamente sostenibile che con questa capsule rivela doti inesplorate».

In cuoio il chiodo, il trench e lo chemisier

La collezione, presentata con un video, comprende un trench, un grintoso “chiodo”, una gonna e un elegante chemisier, una cappelliera, occhiali dalla montatura in cuoio, it-bag, cinture, borse, stivali: pezzi unici fatti da artigiani toscani che saranno messi in vendita, da maggio, sul sito del consorzio Cuoio di Toscana.

La capsule in cuoio è l'ennesima tappa del percorso avviato nel 2019 per comunicare i valori delle aziende del consorzio direttamente al consumatore finale.Un'operazione tanto più strategica in una fase ancora difficile per i produttori di cuoio da suola, fortemente colpiti dalla crisi Covid (prima dell'emergenza sanitaria i sette produttori fatturavano complessivamente 150 milioni per il 50% all'export con più di 200 addetti).

Ripresa legata alla campagna vaccinale

Il 2020 si è chiuso con una flessione dei ricavi del 40% e il 2021 è cominciato con pochi sussulti: l'Europa è ancora ferma, qualche segnale arriva dalla Cina (l'Asia vale il 20-30% delle vendite) e dagli Usa. «La ripresa è appesa alla campagna vaccinale - ammonisce Quirici – le nostre previsioni dicono che la produzione si risolleverà a partire da settembre-ottobre, per le collezioni della primavera-estate 2022».

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