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Cura da 3,5 miliardi per la mobilità sostenibile

Dal Piano strategico nazionale e dal Pnrr la spinta a investire nei mezzi a basse emissioni

di M.Mor.

I punti chiave

  • Autobus diesel in calo
  • Il dibattito
  • Sapio punta sull’idrogeno

4' di lettura

Dal governo e dall’Europa arriva una robusta spinta alla mobilità sostenibile e alla transizione ecologica nel trasporto pubblico. Sul piatto ci sono almeno 3,6 miliardi di euro: 1,1 miliardi, destinati alle città con più di 100milia abitanti, del Fondo relativo al Piano strategico nazionale della mobilità sostenibile (Psnms), che consentiranno agli enti locali di acquistare nei prossimi anni circa 8.000 mezzi a basse e zero emissioni; 1,9 miliardi di nuovi fondi ai Comuni attraverso il Pnrr e ulteriori 600 milioni alle Regioni attraverso il Fondo Complementare.

I dati sono stati comunicati nel corso del Webinar “La domanda di nuova mobilità collettiva sostenibile per la Bus Industry e il Tpl” all’interno della Digital Green Week, la tre giorni di appuntamenti digitali organizzata da Ieg Italian Exhibition Group, a Rimini, dal 3 al 5 maggio 2022.

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Autobus diesel in calo

ll monitoraggio sull’evoluzione del parco autobus destinato al Tpl mostra un chiaro spostamento a favore di mezzi più moderni e meno inquinanti. Tra gli autobus diesel, la quota di mezzi Euro 1-3 scende, tra ottobre dello scorso anno e marzo 2022, dal 37,7% al 34,9%, mentre quella degli Euro 5-6 aumenta dal 55,4% al 58,1%. A partire da ottobre del 2021 si nota, per la prima volta, una diminuzione del valore assoluto di autobus diesel (da 38.936 a 38.803 unità), compensata dall’aumento del numero di autobus a emissioni zero.

Il dibattito

Al centro del webinar la presentazione della ricerca Gpf-Ibe sul trasporto collettivo su gomma e l’intermobilità (si veda altro pezzo online dal titolo: Trasporto su gomma motore dell’intermobilità, con l’aiuto della tecnologia).

In apertura del webinar, Corrado Peraboni, Ceo di Italian Exhibition Group, spiega: «Bus Industry e Tpl stanno affrontando un’eccezionale convergenza verso un nuovo ecosistema del trasporto collettivo pubblico-privato, guidati dalla transizione energetica e dalla tecnologia, temi sui quali come Ieg vantiamo un know-how strategico, grazie a manifestazioni come Ecomondo, Key Energy e, appunto, Ibe».

Alessandra Astolfi, Group Exhibition Manager di Ieg, aggiunge: «Il trasporto pubblico su gomma è il segmento che mostra l’evoluzione più marcata e un potenziale di sistema ancora inespresso. Può candidarsi come attore proattivo dell’evoluzione dell’intero comparto, un vero e proprio ambasciatore dell’intermodalità. Al centro del cambiamento c'è la tecnologia che ci propone soluzioni per trasformare l’utente in un cliente che oggi chiede mezzi più adatti ai ritmi delle nostre città, automatizzati e sostenibili».

Secondo Fabrizia Vigo (Anfia ) «la misura del Pnrr per la filiera italiana del bus elettrico rientra a pieno titolo nella strategia governativa per sostenere gli investimenti del settore automotive, per accrescere le produzioni di mezzi ad elevata sostenibilità nel nostro Paese. I costruttori italiani presenteranno certamente dei progetti importanti».

Riccardo Verona, Presidente AN.BTI: «Come associazione ci auguriamo che nel medio periodo si arrivi a bus turistici con motore elettrico in grado di sostenere i nostri itinerari. Attualmente, i motori più green per il comparto turistico sono gli Euro 6. Stiamo cercando di avere sostegni per dotare tutto il nostro parco veicolare di questi motori a impatto ambientale prossimo allo zero».

Sergio Veroli, presidente di Consumers' Forum, afferma: «Per invogliare i cittadini all’utilizzo del servizio pubblico servono alcuni requisiti che ad oggi sono insufficienti, soprattutto nelle aree urbane del centro sud. Puntualità e certezza degli orari e sicurezza nell’utilizzo del servizio, sia nella fruizione che in termini di affollamento soprattutto in questo periodo di pandemia. Una particolare attenzione va poi alle fasce più deboli e al rapporto tra costo e qualità del servizio».

Di seguito Federico Caleno, Head of Country Italy, Enel X Way sul tema della fornitura di energia pulita: «L’elettrificazione del trasporto pubblico è un tassello fondamentale per assicurare la vera decarbonizzazione del trasporto, come anche ribadito dal rapporto Stemi presentato dal Mims. Per consentire uno sviluppo sostenibile del trasporto pubblico elettrico è cruciale realizzare innovative soluzioni per la ricarica, sia in deposito sia in operation, ritagliate sulle specifiche caratteristiche del servizio da offrire».

Sapio punta sull’idrogeno

L’energia pulita al centro dell'attenzione anche per Michela Capoccia (Gruppo Sapio): «L’idrogeno rappresenta una delle principali soluzioni per la decarbonizzazione del settore dei trasporti. Grazie alla disponibilità di fondi europei e nazionali dedicati alla sostituzione dei bus e allo sviluppo delle infrastrutture di rifornimento, sarà possibile accelerare questa transizione anche in Italia. Tra i principali vantaggi, l’autonomia del mezzo e la velocità di rifornimento. Sapio, da un secolo nel settore idrogeno, è impegnata nel supportarne l'evoluzione».

Andrea Vecci (Redo SGR) sostiene: «Gli investimenti immobiliari a impatto sociale realizzati e gestiti da Redo promuovono la mobilità attiva e non motorizzata attraverso la riqualificazione delle infrastrutture ciclopedonali, la creazione di piccoli nodi intermodali di trasporto pubblico e di sharing urbano: partendo da una flotta dedicata di veicoli elettrici in condivisione - pensata per soddisfare le necessità di spostamento dei nuovi residenti - è possibile portare nuovi servizi in aree urbane poco connesse».

Stefania Di Serio (Almaviva), ribadisce il ruolo fondamentale della tecnologia più avanzata: «La mobilità sta cambiando. Cambiano gli utenti e i bisogni dei passeggeri, ma soprattutto ci sono nuovi attori che si affacciano in questo mercato, tutti diversi e interconnessi. In questo contesto il linguaggio comune che mette in relazione e fa comunicare tutti i protagonisti è la digitalizzazione del sistema e dei servizi e il mediatore culturale diventa chi è in grado di svolgere il ruolo dell'integratore, di gestire dati complessi trasformandoli in informazioni semplici e utili».

Le fa eco Giovanni Dimopoli (My Cicero) che si sofferma sull'utilità della tecnologia: «Con myCicero abbiamo anticipato l’idea di MaaS investendo in una piattaforma tecnologica che integra centinaia di servizi di mobilità per facilitarne l'utilizzo da parte di cittadini e turisti. Adesso, per una mobilità veramente smart, è necessario che tutti gli attori coinvolti, ovvero imprese, cittadini ed enti, si impegnino nel nuovo ruolo di membri consapevoli di un'unica community in cui ciascuno collabori perché le criticità creino nuove opportunità».


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