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Il Governo frena sul click day per gli autonomi. Catalfo: le risorse basteranno

Il chiarimento del ministro del Lavoro sull’ipotesi di un 'click day', lanciata dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico, per le richieste del bonus da 600 euro previsto dal decreto 'Cura Italia' per autonomi e partite Iva


Click-day bonus per lavoratori autonomi

4' di lettura

«Non ci sarà nessun “click day”: forniremo a breve la data a partire dalla quale tutti i cittadini che ne hanno diritto potranno iniziare a fare richiesta per ricevere gli indennizzi previsti dal decreto Cura Italia”» È quanto ha chiarito il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo, che ha spiegato: «le risorse stanziate dal Governo sono sufficienti a coprire l’intera platea dei beneficiari. Già da ieri insieme all’Inps - ha continuato il ministro - stiamo lavorando per mettere a sistema, nel più breve tempo possibile, tutte le procedure necessarie per velocizzare l’iter di presentazione delle domande ed erogare gli aiuti previsti dal provvedimento, compresi gli ammortizzatori sociali», ha concluso Catalfo.

Il Governo dunque frena sull’ipotesi di un click day per il bonus da 600 euro a marzo per i lavoratori autonomi e partite Iva. L’ipotesi era stata delineata nelle scorse ore dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico.

Lo stop al click day del vice ministro dell’Economia Misiani
«Non ci sarà nessun click day, le risorse sono ampiamente sufficienti perché calcolate sull'intera platea potenziale», ha assicurato al Sole 24 Ore Radiocor il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani riferendosi al bonus di 600 euro previsto per autonomi e partite Iva, aggiungendo che «semmai le domande dovessero essere eccedenti lo stanziamento, rifinanzieremo la misura con il decreto di aprile». Misiani ha spiegato che le domande dovranno essere semplicemente inviate telematicamente e gestite dall’Inps che sta per emanare la relativa circolare. «Si tratta dello stanziamento più grande di sempre per questo tipo di lavoratori, 5 milioni di potenziali beneficiari con fondi per circa 3 miliardi. Lavoreremo comunque - ha assicurato - per migliorare la misura nel decreto-legge di aprile». «Non mi sembra un criterio che sta in piedi, non possiamo fare a chi prima arriva prima alloggia», ha aggiunto in un intervento a Radio Capital, il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta. «È una comunicazione fatta dall'Inps, non una decisione del governo - ha spiegato - i ministeri del Lavoro e dell'Economia stanno ancora valutando». Quanto al rischio che i soldi stanziati (2,16 miliardi) non bastino, Baretta ha assicurato che «nel caso le risorse saranno reintegrate».

Bellanova: il click day per autonomi sarebbe immorale
Sulla stessa lunghezza d’onde il ministro per le politiche agricole Teresa Bellanova: «Bisogna correggere gli errori, il click day è uno strumento immorale, non si può mettere in competizione le persone in questo momento, bisogna sapere le risorse che si hanno e avere la responsabilità di dire ai cittadini e alle cittadine che questo è quello che possiamo fare e lo strumento deve essere immediatamente fruibile».


Sindacati: no click day o guerra tra poveri
Uno stop all’ipotesi click day è giunto anche dai sindacati. «L’ipotesi, circolata in queste ore, di utilizzare il criterio del click-day per vagliare le domande delle tante indennità, previste dal Decreto Cura Italia, in favore di lavoratori stagionali del turismo, di quelli agricoli e del settore dello spettacolo, nonché per il lavoratori autonomi e per i collaboratori, è inaccettabile» perché si rischierebbe «di scatenare una guerra tra poveri». È quanto hanno sottolineato Tania Scacchetti (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Ivana Veronese (Uil) chiedendo che venga piuttosto fissata una data entro la quale inviare le domande.

L’ipotesi di Tridico
Era stato dunque Tridico a ipotizzare un click day per chiedere l’indennizzo destinato ai lavoratori autonomi colpiti dall’emergenza Coronavirus previsto dal decreto “Cura Italia” si stava ragionando su un “click day”. Tridico ha ricordato nei giorni scorsi che le modalità per ottenere il bonus da 600 euro previsto per liberi professionisti con partita Iva, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla gestione separata, commercianti, artigiani, lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, operai agricoli e lavoratori dello spettacolo che hanno subito danni a causa dell’emergenza coronavirus, saranno indicate in una circolare che dovrebbe uscire entro questa settimana. I pagamenti potrebbero arrivare già ad aprile.

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Coinvolti oltre 300mila professionisti e collaboratori
A essere interessati dal bonus da 600 euro sono anzitutto 339mila liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata . L'indennità non concorre alla formazione del reddito ed è erogata dall'Inps, previa domanda dell'interessato, entro i limiti di spesa previsti.

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Interessati 3,6 milioni di commercianti e artigiani
La platea numericamente più consistente è quella formata da 3,6 milioni di lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'Ago, l'assicurazione generale obbligatoria, in prevalenza commercianti e artigiani, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Un sostegno per i lavoratori dello spettacolo e del turismo
Seguono gli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo. Secondo stime del governo sono 660mila. Poi ci sono i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto legge, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del Dl: ad essere interessati sono in 173mila.

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Destinatari anche gli iscritti al Fondo pensioni spettacolo
Tra i destinatari dell'una tantum ci sono anche 81mila lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 al medesimo Fondo, con un reddito non superiore a 50mila euro, e non titolari di pensione.

Articolo aggiornato il 19 marzo 2020

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