Il nuovo capo della protezione civile

Curcio, l’ex vigile del fuoco specialista in emergenze

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, non conferma Angelo Borrelli alla guida della Protezione Civile - Priorità assoluta, il piano vaccini

di Marco Ludovico

Fabrizio Curcio è il nuovo Capo Dipartimento della Protezione civile (imagoeconomica)

2' di lettura

Per Fabrizio Curcio è un ritorno auspicato e desiderato. Alla Protezione civile è già stato il numero uno dal 2015 al 2017. Ora torna in sella al dipartimento in via Ulpiano, cinque minuti a piedi da palazzo Chigi. Ingegnere, 56 anni, da funzionario dei Vigili del fuoco affronta il terremoto di Umbria e Marche nel 1997. Ha un’esperienza anche al Sisde (oggi Aisi, agenzia informazioni e sicurezza interna) e poi appproda alla Protezione civile con Guido Bertolaso. E cresce di ruolo e responsabilità quando Franco Gabrielli sostituisce Bertolaso.

Una sequenza di emergenze

Curcio fa i conti con il sisma de L’Aquila (2009), in Emilia Romagna (2012) e nello stesso anno la rimozione della Costa Concordia. Suo braccio destro è Titti Postiglione, oggi dirigente di prima fascia a palazzo Chigi e moglie di Gabrielli, nel 2015 nominato prefetto di Roma: per Curcio è il salto definitivo alla guida del dipartimento della Protezione civile. Dove combatte con le nuove emergenze, il terremoto del centro Italia del 2016 e 2017 innanzitutto. Poi si scatena una grave emergenza personale - per fortuna poi risolta - e Curcio si fa da parte. Sono stati «due anni e mezzo entusiasmanti» scrive all’allora premier Paolo Gentiloni, ma rassegna le sue dimissioni non potendo garantire «il cento per cento della mia concentrazione» in un ruolo da svolgere «giorno e notte H24».

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Il culto dell’organizzazione metodica

Affabile ma riservato, infaticabile e determinato, Curcio non rinuncia alle caratteritiche tipiche dell’’ingegnere: la ricerca della soluzione e i mezzi per raggiungerla, l’organizzazione del lavoro e del gruppo, una certa serietà costante e necessaria a tenere sempre alta l’attenzione sul problema. In più, ma indispensabile in Protezione civile, il senso del coinvolgimento del gruppo, della squadra, della partecipazione di ogni risorsa e competenza per riconoscere lo scenario e intervenire al meglio e al più presto. Fu lui nel cuore della notte - circa le 4:00 - del 24 agosto 2016 a svegliare l’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per dargli la notizia del terremoto. Adesso ritorna con un’emergenza H24 irrisolta, la pandemia.

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