Idroelettrico

Cva ora spinge l’acceleratore su impianti eolici e fotovoltaici

di Filomena Greco

2' di lettura

Un piano di investimenti da 617 milioni in cinque anni, con oltre la metà dell’importo destinato alla realizzazione di nuovi impianti di produzione da fonte rinnovabile, fotovoltaico ed eolico. E nuovo modello di business che punta a una clientela consumer – alla ricerca di una offerta totalmente green – anche fuori dalla Valle d’Aosta.

La valdostana Cva punta ad allargare la gamma di fonti green per la produzione di energia affiancando alla storica specializzazione sull’idroelettrico. Il Gruppo gestisce uno dei più importanti parchi idroelettrici italiani con 6 dighe e 32 centrali per una potenza pari a 934,5 MW – quote significative di eolico e solare.
«Siamo nati green – sottolinea il presidente Paolo Cantamessa – e ora la sostenibilità è diventata indirizzo strategico che guida le nostre scelte, con un business verticalmente integrato grazie a distribuzione e vendita al nostro interno».
L’investimento in nuove tipologie di impianti di produzione energetica risponde all’esigenza di diversificare, per Cva, le tecnologie di produzione e anche le aree geografiche. «Investiremo risorse per 380 milioni nel quinquennio» aggiunge Cantamessa, con l’obiettivo di rafforzare la diversificazione del gruppo valdostano per bilanciare sempre più l’ebitda a fronte delle fluttuazioni indotte dall’andamento meteo. Riprende quota, dunque, la strategia di acquisizione di nuovi impianti in un’ottica di co-sviluppo e co-progettazione, insieme a partner industriali.
La società valdostana è in campo sul fronte dell’efficienza energetica sulla spinta del Superbonus 110% sia in Valle d’Aosta che, in collaborazione con alcune Esco, in altre regioni, con cantieri aperti per qualche milione di euro. «Al di là del superbonus – anticipa Cantamessa – continueremo ad avere attività nell’ambito dell’efficienza energetica che crediamo sia il primo vero step nell’ambito di una strategia a favore della sostenibilità».
Per una società a controllo pubblico il tema degli investimenti sull’efficienza della rete – per un totale di 39 milioni – resta prioritario, «anche alla luce di un trend di mercato – aggiunge Cantamessa – che vede aumentare la migrazione delle utenze verso l’elettrico, con riscaldamento e mobilità. In questa prospettiva la rete di distribuzione rischia di diventare un collo di bottiglia».
L’attenzione di Cva verso le comunità energetiche rientra poi in una strategia che punta, insieme alla rete dei Politecnici di Torino e Milano, a sperimentare nuovi modelli di consumo che anticipano future evoluzioni di mercato. Infine, la mobilità elettrica: Cva, in collaborazione con BeCharge, sta installando 200 colonnine nella regione autonoma.

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