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Cyber security e alta tecnologia, lavoro svolto in sicurezza ai Mondiali di sci di Cortina

I social distancing wearable hanno reso possibile il monitoraggio in tempo reale della posizione delle persone che venivano allertati in caso di assembramenti

di Marcello Frisone

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3' di lettura

Si sa, niente pubblico causa Covid-19. Ma grazie alla tecnologia applicata a Cortina tutti gli addetti ai lavori (atleti, operatori, giornalisti) ai Mondiali di sci alpino che si sono conclusi il 21 febbraio scorso, hanno potuto lavorare in assoluta sicurezza. Calato il sipario sull’attività agonistica, dunque, si tirano le somme non soltanto sui numeri riferiti ad atleti, medaglie e aziende italiane del settore, ma anche su cosa è stato effettivamente realizzato a livello tecnologico che abbia stravolto la gestione di un evento sportivo di tale portata e vissuto con le restrizioni legate all'emergenza sanitaria.

I numeri

- 37.000 download dell'applicazione distribuita per iOs e Android che ha consentito ai fan di collegarsi e fruire l'evento da ogni parte del mondo;
- 600mila visitatori unici nel sito ufficiale;
- 4,5 milioni di pagine viste soltanto nell'intervallo di tempo della durata dei Mondiali di sci alpino 2021;
- 20 milioni di visualizzazioni sui 635 contenuti pubblicati nei vari canali social dell'evento.
Ma oltre a questi numeri c'è qualcosa che, seppur non visibile ai più, ha fatto di Cortina 2021 il primo evento altamente tecnologico: il Vmc (Virtual media centre) una piattaforma in uso ai 1.100 giornalisti accreditati e collegati da ogni parte del globo.
L'hub tecnologico editoriale (realizzato Iquii, Official digital provider di Fondazione Cortina che ha curato tutto l'ecosistema digitale dell'evento) ha rivoluzionato la teoria e la pratica del giornalismo sportivo in real time: i professionisti della notizia sportiva hanno seguito le gare attraverso le oltre 300 ore di video distribuite, partecipato a 11 conferenze stampa e avuto a disposizione una cartella stampa virtuale a supporto della loro attività.
Molti di loro hanno potuto raggiungere Cortina e, oltre ai 600 atleti partecipanti, si sono potuti muovere assieme agli altri 3.500 addetti ai lavori in sicurezza grazie a un sistema tecnologico di “Digital safety and access” che ha integrato i triage medici pre-evento, i 20mila e più tamponi eseguiti in loco e il monitoraggio dei badge personali sui 35 punti di accesso.

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Monitoraggio in tempo reale

L'integrazione “phygital” (il connubbio tra fisico e digitale grazie a tecnologie che creano esperienze nuove) si è espressa al suo massimo con l'utilizzo di questi social distancing wearable che hanno reso possibile il monitoraggio in tempo reale della posizione delle persone: una volta indossati, venivano allertati del superamento della distanza consentita al fine di prevenire assembramenti, attraverso un monitoraggio costante.
Ovviamente sono stati tanti i dati generati e anche i possibili rischi per i dati sensibili, ma l’intervento tecnologico in tema di cyber security è stato forte su tutto l'ecosistema digitale.Sono state infatti eseguite una serie di implementazioni architetturali per “blindare” le applicazioni e i sistemi backend e frontend di Cortina 2021 assieme all'esecuzione di una attività di “vulnerability assessment”, un servizio di mitigazione di attacchi informatici e un servizio di monitoraggio pro-attivo di cyber security.

Una piattaforma per altri eventi

Il risultato si è concretizzato nella gestione di più di 500 minacce certificate e bloccate su un totale di oltre 5.000 eventi di security. «A un anno dal rinvio dei Fis Alpine World Ski Championships - spiega Fabio Lalli Chief business & innovation officer di Iquii - ci siamo impegnati a ridisegnare le dinamiche tecnologiche e architetturali dell’evento. Il lavoro di squadra (fatto anche con Fondazione Cortina, le società del gruppo Be e gli altri partner dell'evento) ha consentito di fissare un punto di non ritorno nella storia del digitale, nello sport e dell'entertainment. La robusta struttura dedicata alla cyber security dell'ecosistema digitale e l'attenzione nei confronti della messa in sicurezza del personale e degli atleti presenti sul posto attraverso strumenti wearables, portano a pensare che questa è la nuova strada che potrà garantire lo svolgimento di eventi di tale portata in completa sicurezza. Allo stesso modo il nostro hub, il Virtual media centre - conclude Lalli -, rappresenta uno strumento altamente tecnologico realizzato con un'attenzione particolare nei confronti di chi lavora dietro le quinte per costruire la notizia e non può più farlo secondo i vecchi schemi. L'avventura di Cortina 2021 si chiude con lo sguardo rivolto alle prossime Olimpiadi del 2026».

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