INDUSTRIA 4.0

Cyber security nel mirino di imprese e università campane

di Vera Viola

Cyber security e analisi dei dati: le competenze Ict che fanno aumentare lo stipendio del 20%


3' di lettura

La Cyber security acquista un posto di rilievo nei programmi di innovazione tecnologica e digitalizzazione del sistema campano di imprese, università e centri di ricerca. Un sistema che, spinto dalle necessità di ammodernamento secondo i parametri di industria 4.0, si organizza in diverse articolazioni. Questo quadro è emerso dal roadshow su «Cyber Security. L’evoluzione della sicurezza nell’ecosistema 4.0», che si è svolto a Napoli, organizzato da Nòva 24 - Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Unione Industriali Napoli, Università Parthenope e Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica).

Nuova tappa di un percorso, iniziato nel 2017 a Milano e Roma, e che continua nel 2018 sul territorio italiano, per affrontare un tema ampio e fortemente sentito dal Paese. «Ci stiamo attrezzando ad affrontare le sfide della digitalizzazione – chiarisce il presidente di Unione industriali Napoli Ambrogio Prezioso – Lo stiamo facendo con la istituzione di Campania Digital Innovation hub, con il competence center di Campania e Puglia. Strumenti che ci aiuteranno a collaborare. Al tempo stesso è necessario difendersi dai numerosi pericoli insiti nel processo di diffusione delle tecnologie informatiche».

La sicurezza prima
Ma è tempo di cambiare modo di approcciarsi ai temi della sicurezza. L’invito viene dal mondo universitario: dal rettore dell’Università Parthenope, Alberto Carotenuto, e da Luigi Romano, responsabile del “Nodo Parthenope” del Laboratorio nazionale Cini. «Cambiare paradigma – dice Romano – la sicurezza va programmata dapprincipio e non dopo tutto il resto». E aggiunge: «Tutte le università italiane hanno aderito al Cini e si sono messe in rete». Poi denuncia: «I finanziamenti all’It sono ancora sporadici e incerti, ciò crea grave danno soprattutto alle università e al sistema pubblico».
«La protezione del dato è esigenza non rinviabile – precisa Antonio Palumbo, sales manager public and private business market Campania and Basilicata di Tim – i dati descrivono l’identità delle imprese. Essi sono il nuovo asset aziendale alla pari di un capannone industriale. La loro protezione richiede un insieme di competenze quali la gestione delle reti fisse e mobili, la conoscenza dei modelli di cloud computing e l’integrazione di tecnologie hardware e software».

La formazione non frena la fuga di cervelli
Si discute con enfasi di formazione invocando ancora una volta un rapporto sempre più stretto di collaborazione tra università e imprese. «Riceviamo numerosissime richieste di giovani laureati – racconta Antonino Mazzeo, presidente del centro regionale information communication technology scrl (Cerict) della Federico II – i laureati della triennale vengono subito assorbiti dall’industria. Tanto che poi non riusciamo a soddisfare la domanda di giovani con laurea magistrale. Devo anche segnalare che tra questi ultimi la maggioranza se ne va all’estero dove trova migliori opportunità e trattamento economico». Il paradosso è descritto da Rocco Mammoliti, responsabile della sicurezza informatica di Poste Italiane: «Mentre i cervelli italiani fuggono all’estero – registra con rammarico – il servizio sicurezza di Poste cerca figure che non riesce a reperire: analisti della sicurezza, consulenti di processi, architetti. Solo per fare pochi esempi».
Per ovviare alla fuga di cervelli, industria, servizi e sistema universitario devono cooperare sempre più. Il Cerict va in questa direzione. Come vanno nella stessa direzione, con attenzione anche alle Pmi, gli studi sulla misurazione della sicurezza. Valentina Casola, professore associato del Dipartimento di ingegneria elettrica e tecnologie dell’informazione della Federico II, spiega: «Ci siamo posti l’obiettivo – dice – di misurare i sistemi di sicurezza. Ciò è necessario per le imprese che chiedono questo servizio a provider. Utile anche per un piccolo provider privato che potrà beneficiare di questo approccio».
Sicurezza delle infrastrutture critiche
Misurare e certificare sono temi che ricorrono. Rita Forsi, direttore dell’Iscom chiarisce che il Dpcm Gentiloni ha previsto l’istituzione di un centro di valutazione e certificazione nazionale per la verifica delle condizioni di sicurezza delle infrastrutture critiche. Come difenderle? Temi caldi ancora allo studio, come quelli legati ad atti notarili a distanza, che il Consiglio Nazionale del Notariato sta studiando. Michele Nastri, consigliere responsabile del settore informatico e presidente di Notartel richiama attenzione sulla funzione e sul valore del documento scritto nel sistema giuridico italiano.
Esperienze di ciber security
«Dosare la tecnologia necessaria allo scopo da perseguire», è il consiglio di Giorgio Mosca, strategy & technology director della security division di Leonardo. Secondo il quale tra semplicità del sistema e sicurezza esiste uno stretto rapporto. E sistemi di sicurezza che siano attenti ad attacchi mirati, non più generici, è la ricetta proposta da Alberto Meneghini, managing director Accenture. Per concludere, una proposta al nuovo governo: «Introdurre il tema della security in ambito 4.0», la avanza Giuseppe Mocerino, ceo di Netgroup.

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