SICUREZZA

Cybercrime, crescono gli attacchi ai siti istituzionali

Rapporto Clusit: nei primi 10 mesi del 2019 triplicate le azioni di spionaggio e sabotaggio informatico. Il 60% sono contro enti governativi (erano il 36% nel 2017)

di Marco Ludovico

Cybercrime: poca consapevolezza dei rischi per persone e aziende

Rapporto Clusit: nei primi 10 mesi del 2019 triplicate le azioni di spionaggio e sabotaggio informatico. Il 60% sono contro enti governativi (erano il 36% nel 2017)


2' di lettura

In Italia cresce senza sosta il cybercrime. Si triplicano le azioni di spionaggio e sabotaggio informatico. E gli attacchi on line a enti governativi passano dal 36% del 2017 al 60% dell’anno scorso.
Oggi a Roma esce il primo rapporto Clusit (associazione italiana per la sicurezza informatica) del 2020 con dati sui primi dieci mesi dell’anno scorso. I numeri sono ancora più allarmanti del solito. Per le imprese e, in particolare, per le infrastrutture critiche e gli enti di governo. La sicurezza nazionale è in allerta.

Minaccia in aumento su tutti i fronti
Gabriele Faggioli, docente al Politecnico di Milano e presidente Clusit, illustra il report al convegno “Spazio cibernetico bene comune: protezione dei dati, sicurezza nazionale” organizzato dal Garante per la privacy. Partecipa il presidente del Copasir, Raffaele Volpi, in platea tra gli altri dirigenti di forze di polizia e di Dis, Aise e Aisi. Incombe sempre di più il tema 5G. Ma è la minaccia cyber, ormai dilagante, a farla da padrone.
Lo spionaggio/sabotaggio verso le infrastrutture critiche passa dal 24% (2017) al 37% del 2019. Tra le tecniche di attacco, aumenta il ricorso al malware: dal 26% (2017) al 40% (2019). Nei confronti dei “government contractors”, inoltre, c’è una «crescita esponenziale del malware (dal 15% del 2018 al 44% del 2019) e dei Data Breach (Unknow) dal 33% nel 2017 al 45% nel 2019».

Sale la spesa delle imprese
Su un campione di 698 imprese, l'Osservatorio Information Security & Privacy spiega come il mercato dell’information security è arrivato a un valore di un miliardo e 317 milioni (2019) con una crescita dell’11% rispetto all’anno scorso. I timori sono sempre più alti visto che «il 51% delle grandi aziende ha dichiarato di aver aumentato il budget». Ma c’è anche «un dato fortemente negativo: nel 40% delle organizzazioni non esiste una specifica funzione Informationn Security» si legge nel rapporto dell'Osservatorio Information Security & Privacy .

«Sinergia tra protezione dati e cyber security»
Antonello Soro, presidente del Garante privacy, sottolinea come tra cyber sicurezza e protezione dei dati ci siano sinergie «non soltanto normative ma che attengono a un livello più profondo e strutturale: tendono entrambe alla protezione della realtà digitale, dei dati e i sistemi considerati non isolatamente, ma nelle loro reciproche inferenze». L’ultimo caso, l’allarme sul 5G: lanciato tra i primi proprio dal Garante e rilanciato di recente dal comitato presieduto da Volpi. Per Soro infatti è «condivisibile la preoccupazione, espressa dal Copasir, per la possibile recessività delle esigenze di cyber security rispetto agli interessi commerciali, che coglie fino in fondo le implicazioni proprie di un certo tipo di neo-imperialismo digitale».

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