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D’Alleva: 2.200 domande inoltrate al Fondo indennizzo risparmiatori

Il titolare del servizio Fir: «Le roblematiche del portale sono state affrontate e risolte, nessun danno per gli utenti»


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(Adobe Stock)

2' di lettura

Dal 22 agosto è possibile inoltrare alla Consap le domande per ottenere gli indennizzi a favore dei risparmiatori vittime delle risoluzioni bancarie tra il 2015 e il 2017, operazione per la quale sono stati stanziati 1,5 miliardi di euro. Secondo le associazioni dei consumatori, però, la procedura telematica messa a disposizione dei richiedenti è complessa e non intuitiva. Alla trasmissione Due di Denari condotta da Debora Rosciani e Mauro Meazza su Radio 24 è intervenuto Massimiliano D'Alleva, titolare del servizio Fir, il Fondo Indennizzo Risparmiatori, la cui operatività è affidato a Consap, la società del Ministero dell'Economia incaricata di gestire varie tipologie di fondi di risarcimento. «Il sistema di inserimento delle richieste nel portale è complesso perché la norma lo richiede. Il sito appositamente creato, ricalca pedissequamente lo schema del decreto, che prevede una serie di documenti che devono essere caricati. Questo non vuol dire che l’utente sia stato danneggiato in alcun modo. Tant'è vero che il termine è ancora lungo: ci sono 180 giorni che non sono decorsi e ad oggi riscontriamo una facilità di registrazione dell'utente sicuramente maggiore rispetto a quella del 22 agosto».

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Le domande ad ora già inoltrate sono sono 2.200, circa 6000 in fase di compilazione e oltre 13mila sono gli utenti registrati. «Gli utenti in fase di registrazione - continua D’Alleva - sono in costante aumento di circa 1000 - 1500 al giorno. Questo ci fa presumere che i risparmiatori si stiano giustamente attivando. Alcuni non si sono registrati perché attendono di avere in mano tutta la documentazione per poterla inviare già completa e non incorrere in rischi di integrazione istruttorie. Mi aspetto, statisticamente, che come sempre nel periodo finale ci sia sempre l'afflusso più consistente di registrazioni e quindi di domande».

Una volta scaduti i 180 giorni di tempo per presentare la domanda, «volta per volta noi daremo un esito istruttorio e l’avente diritto riceverà la comunicazione del suo esito. Poi si dovrà attendere per la materiale erogazione dell'indennizzo. Arriverà quindi un accoglimento, un rigetto o una richiesta di integrazione», spiega ancora D’Alleva, il quale smentisce che alcune banche – presso le quali i risparmiatori hanno sottoscritto azioni e obbligazioni degli istituti risolti – sarebbero escluse dalla procedura.

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