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Da 100mila aule 4.0 a 650mila prof formati: ecco il piano Bianchi da 5 miliardi

Tutti i progetti del ministero dell’Istruzione e le risorse Ue per istituti più moderni: dai laboratori Stem alle app per pagamenti e comunicazioni con famiglie e segreterie.

di Claudio Tucci

2' di lettura

Da aule e laboratori per le “professioni del futuro” agli ambienti attrezzati con dispositivi digitali per l’apprendimento delle discipline scientifico-tecnologiche (Stem). Dalle reti cablate e banda ultra larga all’uso (nel mondo scuola) di strumenti come pagoPA, Spid e Cie, fino ad arrivare al maxi piano di formazione digitale che coinvolgerà, nei prossimi 5 anni, 650mila docenti (praticamente l’intero corpo insegnante).

Il piano scuola digitale

Tutto questo si chiama «piano scuola digitale», e Patrizio Bianchi ha deciso di investirci, dall’inizio del suo mandato, circa 5 miliardi dei fondi aggiuntivi Ue, tra Pnrr e React Ue (poi ci sono i Pon e le risorse nazionali, ndr) - di cui una fetta già messa in campo - con l’obiettivo «di fare della scuola il centro della trasformazione tecnologica della comunità». Si tratta, come ci anticipa il ministero dell’Istruzione, di 10 linee di intervento, in parte avviate, che, per la prima volta rispetto ai vari interventi del passato (Buona Scuola inclusa), oltre a mobilitare fondi consistenti, provano a coinvolgere tutti e tre gli attori della scuola, vale a dire gli studenti, con aule attrezzate e ambienti di apprendimento innovativi; le famiglie, con la modernizzazione dei rapporti amministrativi, dai pagamenti al dialogo con prof e segreterie, e i docenti, con il maxi piano di formazione su didattica 4.0 e transizione digitale.

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Le 100mila aule 4.0 e i nuovi laboratori

La fetta principale dei 5 miliardi andrà alla realizzazione di 100mila aule innovative in tutte le scuole di primo e secondo grado (Next generation classrooms). Qui il Pnrr mette a disposizione 2,1 miliardi, con l’intento di trasformare aule oggi prevalentemente dedicate a processi di didattica frontale in ambienti e laboratori di apprendimento innovativi, connessi e 4.0. Un miliardo e 296 milioni stanno per essere ripartiti tra le scuole: ciascun istituto potrà trasformare almeno la metà delle classi attuali, progettando nuovi ambienti e una nuova didattica secondo le proprie esigenze. Altri 424 milioni andranno alla realizzazione, nelle scuole di secondo grado, di laboratori (Next generation labs) in cui sviluppare competenze digitali specifiche nei diversi ambiti tecnologici avanzati (robotica, intelligenza artificiale, cybersicurezza, comunicazione digitale).

Formazione dei prof

Con 800 milioni Pnrr si accelera poi sulla formazione digitale dei docenti: qui tra gli obiettivi c’è quello di creare una rete integrata di poli formativi territoriali; di attivare un catalogo di circa 20mila corsi di formazione in tutte le discipline del curricolo scolastico; di realizzare «Patti per l’educazione digitale e le competenze per il futuro» inclusivi e sostenibili.

Schermi interattivi e reti cablate

Con 455 milioni React-Ue si punta a dotare le aule di schermi interattivi e con altri 445 milioni sempre React-Ue si lavora per completare l’attivazione di reti cablate e wifi in tutte le scuole.

Ambienti attrezzati per l’apprendimento delle “Stem”

Con altri 99 milioni si allestiranno, negli istituti, ambienti di apprendimento attrezzati con dispositivi digitali per l’apprendimento delle discipline Stem, in larga parte oggi “introvabili”. Altri 600 milioni vanno al piano per portare nelle scuole reti a banda ultra larga.

pagoPa, Spid e Cie nelle scuole

Sempre con il ministero della Transizione digitale sono a disposizione delle scuole 90 milioni per favorire la migrazione al cloud e circa 60 per consentire l’uso di pagoPA, Spid e Cie.

Ambienti didattici innovativi anche all’infanzia

Spazio inoltre a 250 milioni per realizzare ambienti didattici innovativi anche all’infanzia.

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