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Da Accenture nasce Fast, l’acceleratore per la finanza digitale

Velocizzare i processi di trasformazione nel settore dei servizi finanziari in Italia può creare un valore di 30 miliardi di euro nei prossimi 5 anni

di Stefano Elli

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(Imagoeconomica)

Velocizzare i processi di trasformazione nel settore dei servizi finanziari in Italia può creare un valore di 30 miliardi di euro nei prossimi 5 anni


4' di lettura

Per esteso si chiama Accenture Financial Advanced Solutions & Technology, acronimo: Fast. Nasce in questi giorni, sotto forma di Srl, e a regime impiegherà circa due mila persone. Top secret l’entità degli investimenti già effettuati o quelli da effettuare. Si tratta di un polo dell’innovazione tecnologica e digitale specificamente dedicato al mondo della finanza in tutte le sue declinazioni: banche tradizionali, banche online, assicurazioni, reti di distribuzione di prodotti e strumenti finanziari, ma anche società veicolo per la gestione dei crediti in sofferenza, Non performing loans o Unlikely to pay (Npl o Utp) che siano.

L’idea della creazione di una struttura di pronto intervento funzionale al sistema finanziario è nata nel 2018, con l’acquisizione da parte di Accenture della padovana Sec servizi da Banca Intesa e proseguita con l’acquisto, nel maggio 2020, di Nike consulting group. Il progetto nasce, dunque, in un contesto ancora non afflitto dalla pandemia, e proprio dopo la pandemia ha trovato drammatica conferma alla propria ragion d’essere. «Accenture Fast – spiega Massimiliano Colangelo, responsabile financial services di Accenture, si propone come un fulcro di partnership e alleanze con l’obiettivo di realizzare e mettere a disposizione di attori di grande medie e piccole dimensioni nuovi modelli di collaborazione in grado di implementare efficienza, competitività, sicurezza e creazione di valore».

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Accenture, è presente da 60 anni sul mercato italiano, (si tratta dell’evoluzione di un brand che i più anziani ricorderanno come Arthur Andersen, divenuto in seguito Andersen Consulting e, di nuovo, in seguito a una dura controversia legale, trasformato nel marchio attuale), in Italia opera con 17mila consulenti di cui 4mila stabilmente dedicati al mondo finanziario, bancario e assicurativo. Il posizionamento della società nel settore dunque è centrale.

«Così come centrale – prosegue Colangelo – è il mondo finanziario per l’economia e per la ripartenza del Paese, a patto che riesca a velocizzare il proprio percorso di innovazione. Secondo le nostre stime – accelerare i processi di trasformazione digitale nel settore dei servizi finanziari in Italia può creare un valore di circa 30 miliardi di euro nei prossimi 5 anni». Il progetto Fast prevede un’orchestrazione di competenze sia interne ad Accenure sia esterne, con società partner, ma anche Università e prevede un raccordo stretto anche con gli enti regolatori e le Authority per agire in costante armonia con le normative primarie e secondarie, comunitarie e nazionali.

Quando e chi può fare ricorso a Fast? «Una piccola banca si rende conto di avere la necessità di dare impulso ad accedere a programmi e progetti di trasformazione – illustra Colangelo – ma non lo ha ancora fatto per carenza di competenze interne o per mancanza di risorse disponibili. Ecco un tipico caso in cui noi possiamo essere utili. Forniamo loro soluzioni chiavi in mano che possono provenire sia dall’esterno sia dal nostro interno». Cinque le componenti fondamentali del Polo: soluzioni di servizi di information technology e di infrastrutture tecnologiche, già votate agli elementi di digitalizzazione necessari, percorso di trasmigrazione verso il cloud, cruscotti operativi basati su analitics. «naturalmente poi in qualche modo è obbligatoria un’attenzione mirata a tutto il mondo della security e della cybersecurity.

Il secondo anello della catena è rivolto alla gestione e all’assistenza delle atttività amministrative e di back office che vendono gestite anche grazie al ricorso alla robotica e all’intelligenza artificiale.

La terza componente è trasformativa: significa che i progetti possono essere declinati in modo diverso a seconda delle peculiari necessità delle società clienti. «Alcuni clienti – prosegue Colangelo – possono avere delle esigenze di personalizzazione delle soluzioni che noi possiamo modulare ed adattare. Curiamo – inoltre – la formazione della persone e delle loro mentalità perché se le persone non cambiano insieme alle procedure rischiano di crearsi dei pericolosi corti circuiti. La formazione può anche essere somministrata atttraverso contenuti digitali e grazie all’utilizzo degli smart phone.

Innovazione a scala. Obbiettivo innovazione su misura della dimensione del cliente, accessibile anche a clienti medio piccoli.

«Le due ultime due fasi – spiega Colangelo – riguardano la Co-creazione di prototipi innovativi e scale-up integrati con le piattaforme di business del cliente, in piena integrazione con il network globale dei centri di innovazione e la Regulatory services che mira al potenziamento e al supporto delle funzioni aziendali dedicate alla compliance ai controlli interni e al monitoraggio dell’evoluzione normativa di riferimento.

«Il nuovo Polo – spiega ancora Colangelo – farà leva sulla piena valorizzazione delle nostre soluzioni, delle competenze tecnologiche e della profonda conoscenza del settore finanziario e del mercato italiano e internazionale. Il tutto attraverso l’integrazione del nuovo Polo con il nostro network globale di centri d'innovazione e di eccellenza. In base alle analisi condotte da Accenture, focalizzarsi sulle nuove tecnologie è una priorità per banche e assicurazioni e il mercato accelererà gli investimenti nella trasformazione digitale. In particolare , l'86% dei player del mercato finanziario italiano ripenserà completamente il modo con cui interagisce e comunica con i clienti, anche alla luce dell'accelerazione dell'utilizzo dei canali digitali sperimentata durante il lockdown; il 73% rivedrà completamente processi e modelli operativi per essere più resiliente, per supportare i nuovi modelli di servizio e per far fronte in modo più agile alla volatilità del mercato; il 64% rimodellerà le dinamiche lavorative rendendo strutturale l'esperienza di smart-working implementata in emergenza durante la crisi pandemica, ripensando a come le persone lavorano e stimolando il cambiamento della cultura e della mentalità aziendali.

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