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Da Acqua Sant’Anna un argine alla crisi con prodotti innovativi ed e-commerce

Il gruppo, che ha chiuso il 2019 con un fatturato di 320 milioni, conferma le previsioni per un 2020 in positivo grazie a nuovi formati e diversificazione della gamma

di Giambattista Marchetto

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Il gruppo, che ha chiuso il 2019 con un fatturato di 320 milioni, conferma le previsioni per un 2020 in positivo grazie a nuovi formati e diversificazione della gamma


2' di lettura

Nonostante la crisi dei consumi fuori casa legata al Covid 19 stia picchiando duro anche sul segmento acque, Gruppo Acqua Minerale Sant’Anna conferma le previsioni per un 2020 in positivo grazie alla diversificazione.

Archiviato un 2019 in crescita – con un fatturato di circa 320 milioni di euro (+3,5%) e vendite per circa 1,5 miliardi di bottiglie – l’azienda piemontese della famiglia Bertone ha infatti compensato le pesanti perdite tra horeca (hotel, ristoranti, bar e catering), vending e viaggi (aeroporti, stazioni, mobilità per studio e lavoro) con un ripensamento delle strategie e una forte spinta sul riposizionamento.

«Il Covid lascia strascichi importanti, nel senso che è venuta a mancare una gran fetta del mercato che per il consumo di acqua e bevande è determinante – riferisce Alberto Bertone, presidente e ad del gruppo – . Tutte le aziende stanno registrando perdite dal 30 al 50% e in questo momento si è perso il consumo dei piccoli formati (da 0,25 a 0,75), mentre è aumentato molto l’acquisto dei 2 litri o 1,5 per chi è presente in Gdo. E ora il mercato premia le marche o il primo prezzo, chi sta in mezzo è compresso».

Nuovo brand di acque funzionali

Posizionandosi su una fascia premium e con distribuzione multicanale, Sant’Anna in questo momento però continua a crescere. «Anche noi perdiamo nei segmenti colpiti dalla crisi, che valgono circa il 30% del fatturato – chiarisce Bertone –. Cerchiamo però di recuperare aumentando pressione promozionale e compensando sui formati che si consumano e su nuove linee di prodotto».

Sant’Anna ha infatti differenziato molto (dal tè all’acqua e limone) e ora ha lanciato il brand Sant’Anna Beauty: acqua con collagene e zinco, ma anche un nuovo integratore con acido ialuronico e zinco. Il prodotto sarà disponibile solo nello shop online, lanciato durante il lockdown.

Il primo semestre è stato un vero rally: gennaio e febbraio a +10% su base annua, a marzo un’impennata a +20% per il Covid, aprile ha pagato l’accaparramento con un -20%, poi maggio e giugno hanno registrato buoni risultati.

Lo scenario è complesso, ma il gruppo si aspetta un 2020 in crescita: «Adesso, per noi è il momento di attaccare e spingere per la ripartenza – chiosa l’ad di Sant’Anna – Dobbiamo star vicino a consumatore, proporre offerte e il mix dei nostri prodotti. Stiamo investendo su nuovi formati adeguandoci alla domanda». L’export – che valeva il 5% ma era destinato al raddoppio grazie a nuovi accordi – è congelato, ma anche su quel fronte il gruppo si sta riorganizzando.

Investimenti in R&S e stabilimento

Nel biennio 2018/19 il gruppo ha investito 50 milioni per potenziare al massimo la produzione nello stabilimento di Vinadio: sono state attivate 5 nuove linee di imbottigliamento che hanno portato la capacità produttiva a circa 3 miliardi di bottiglie l’anno, un record mondiale.

Anche lo sforzo importante su R&S supporta l’innovazione, con particolare attenzione al green, tema sensibile per l’azienda: dallo stabilimento in bioedilizia fino alla Bio Bottle, prodotta con un biopolimero vegetale.

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