DOPO LE DIMISSIONI DI CONTE

Da «affari correnti» a «Ursula», dizionario della crisi politica

Con l’avvio delle consultazioni si apre una fase in cui sono possibili diversi scenari. Ecco una guida ai termini più ricorrenti del dibattito politico di queste ore

di Riccardo Ferrazza

Quirinale: Conte ha rassegnato dimissioni, consultazioni domani

Con l’avvio delle consultazioni si apre una fase in cui sono possibili diversi scenari. Ecco una guida ai termini più ricorrenti del dibattito politico di queste ore


3' di lettura

La crisi di governo che si è aperta ufficialmente con le dimissioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Spetta ora al presidente della Repubblica trovare una soluzione: il primo passo obbligato è l’avvio delle consultazioni delle forze politiche. In questo momento tutti gli scenari sono possibili. Dal reincarico a un governo Ursula ecco una guida lessicale alla crisi politica.

Affari correnti

Con le dimissioni e fino al giuramento di un nuovo Esecutivo nelle mani del Capo dello Stato, il governo uscente rimane in carica per lo svolgimento degli affari correnti, vale a dire di normale amministrazione. Tra questi rientra l’eventuale emanazione di decreti legge in casi di necessità e urgenza.

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Consultazioni

La prassi delle consultazioni dei partiti al Quirinale si è instaurata per dar modo al capo dello Stato di scegliere la persona che possa avere la fiducia delle Camere: viene attuata a inizio legislatura, per le crisi di Governo e in caso del venir meno del rapporto di fiducia. Per consuetudine, il capo dello Stato ascolta anche i presidenti delle Camere e gli ex presidenti della Repubblica. Quelle che si aprono mercoledì 27 gennaio sono le quarte consultazioni da Capo dello Stato per Sergio Mattarella: le precedenti sono quelle che portarono alla formazione del governo Gentiloni (dicembre 2016) e le due per gli esecutivi Conte I (in carica dal 1° giugno 2018) e Conte II (dal 5 settembre).

Governo di unità nazionale

È una formula nella quale, in situazioni di emergenza, i partiti sono invitati a governare assieme. L’esempio più noto è quello dei governi di unità antifascista fino al 1947. L’ipotesi è stata rilanciata da Silvio Berlusconi sabato scorso e talvolta viene evocata da Matteo Renzi. Da premier dimissionario Giuseppe Conte ha parlato di un «governo che offra una prospettiva di salvezza nazionale».

Mandato esplorativo

In situazioni di incertezza, il capo dello Stato può chiedere ad una personalità (di solito una carica istituzionale) di esplorare le intenzioni dei partiti. Nel 2018 Mattarella affidò un mandato esplorativo prima alla presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati e poi al presidente della Camera Roberto Fico.

Semestre bianco

Negli ultimi sei mesi del suo mandato settennale il presidente della Repubblica non può esercitare la prerogativa costituzionale che gli permette di sciogliere anticipatamente le Camere (la legislatura scadrà nel marzo 2023). Sergio Mattarella, dodicesimo presidente della Repubblica, è stato eletto il 31 gennaio 2015. Il “semestre bianco” comincia perciò il 31 luglio 2021. Dopo quella data non potrà perciò decretrare il ritorno anticipato alle urne. La Costituzione, tra l’altro, non indica quando si possono (o si devono) sciogliere le Camere ma lascia all’apprezzamento del capo dello Stato la decisione. I precedenti dicono che il presidente della Repubblica decide per lo scioglimento e conseguenti nuove elezioni quando abbia constatato che le Camere non sono in grado di esprimere un governo capace di funzionare.

Ter

Sarebbe un governo (il terzo) guidato da Giuseppe Conte nel caso in cui il premier dimissionario ricevesse dal capo dello Stato un reincarico a formare un nuovo esecutivo. Al momento, però, mancano i numeri per sostenere questa ipotesi: la scorsa settimana Conte ha incassato la fiducia al Senato con 156 voti, tre dei quali erano di senatori a vita. La maggioranza assoluta a Palazzo Madama è 161.

Ursula (governo)

Il “governo Ursula” è una formula lanciata da Romano Prodi nell’agosto 2019 ai tempi della crisi del governo giallo-verde (Lega-M5S) e ricalca la maggioranza che in Europa ha votato a favore della presidente della commissione: Ppe, Pse e Movimento 5 Stelle. Tradotto nel Parlamento italiano significherebbe l’ingresso di Forza Italia in una maggioranza con Pd e Cinque stelle ma anche l’apporto potenziale di +Europa-Azione, Cambiamo Idea e Udc.

Volenterosi

È un potenziale gruppo di parlamentari, detti anche “responsabili” (come messo insieme da Denis Verdini nel 2010 per salvare il governo Berlusconi) o “costruttori” (una citazione dal discorso di fine anno di Sergio Mattarella: «Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori»): rispondendo all’appello di Giuseppe Conte nelle sue comunicazioni al Parlamento della scorsa settimana, dovrebbe sostenere una nuova maggioranza formata da Pd, M5S e Leu senza l’apporto di Italia viva di Matteo Renzi. Al Senato un nuovo gruppo parlamentare che ha preso il nome di “Europeisti Maie Centro democratico”. Al momento, però, non assicurano a un eventale Conte ter la maggioranza assoluta a Palazzo Madama (161 voti).

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