AMBASCIATORI DEL GUSTO

Da Amatrice all’Università di Barcellona grazie alle lezioni dei grandi chef

<b>Gli Ambasciatori del Gusto sono impegnati in prima linea nell'attività didattica di allievi e insegnanti e sostengono da tre anni con iniziative benefiche quella nel reatino, colpita dal terremoto, che rischiava di chiudere</b>

di Maria Teresa Manuelli


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3' di lettura

Venti chef per l'Istituto Alberghiero di Amatrice e per il progetto “Fare Formazione”, promosso dall'associazione Ambasciatori del Gusto. AdG ha scelto Napoli per la cena dell'anno 2019 dopo il successo delle prime due edizioni, a Roma e Milano. 10 grandi cuochi campani e 10 grandi cuochi provenienti dal resto d'Italia hanno cucinato insieme per sostenere, concretamente, il progetto giunto al terzo anno, con l'ambizione di aprire ad altri istituti e attività inerenti.

La serata di beneficienza, aperta alla cittadinanza, ha raccolto 15mila euro che andranno a sostegno del CFP Alberghiero di Amatrice, colpito dal terremoto di tre anni fa. “Dopo il sisma l'istituto rischiava di chiudere. Come associazione ci siamo attivati subito per sostenere la continuità dell'insegnamento”, racconta Gianluca De Cristofaro, responsabile tecnico-scientifico dell'Associazione. Nei due anni precedenti, grazie ad analoghe iniziative di beneficienza, AdG era riuscita infatti a raccogliere circa 35mila euro, permettendo alla scuola di portare avanti l'insegnamento: non solo l'istituto non ha chiuso, ma le iscrizioni sono aumentate del 20%.

Siglato un accordo con la Rete Nazionale Istituti Alberghieri

Nata il 20 giugno 2016, grazie al supporto dei primi 44 soci fondatori, l'Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto è una realtà senza scopo di lucro, espressione dell'eccellenza della ristorazione e della pasticceria italiana. Ne fanno parte cuochi, ristoratori, pizzaioli, sommelier, persone di sala, pasticcieri e gelatieri: coloro che attraverso il proprio mestiere si sono distinti nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare ed enogastronomico, riuniti per fare impresa, in Italia e nel mondo.

Il progetto “Fare Formazione” è un ciclo di percorsi formativi d'eccellenza che vede gli Ambasciatori del Gusto impegnati in prima linea nell'attività didattica per allievi e insegnanti delle scuole alberghiere. Un contributo reale alla formazione in ambito ristorativo con l'obiettivo di trasferire ai giovani che saranno i cuochi, i pizzaioli, i pasticceri, i camerieri, i maître d'Italia del domani le tecniche migliori, ma soprattutto la consapevolezza di come svolgere il mestiere al massimo livello, imparando anche a gestirne le difficoltà, grazie alla condivisione di esperienze e suggestioni.

    “Stiamo completando il ciclo triennale con Amatrice e presto allargheremo il nostro progetto ad altri istituti – prosegue De Cristofaro –. Abbiamo, infatti, appena siglato un protocollo d'intesa con Re.Na.I.A.-Rete Nazionale Istituti Alberghieri. Il progetto nasce con l'intento di colmare il gap tra formazione scolastica e richiesta del mondo del lavoro. Tropo spesso nelle varie scuole i ragazzi non sono formati per un modo lavorativo che è cambiato moltissimo negli ultimi anni”.

    Vivaio per i grandi chef

    Renato Bosco, Sandro e Maurizio Serva, Marco Stabile, Mariella Caputo e Marco Reitano, Carlo Cracco e Cristina Bowerman sono solo alcuni dei nomi che in questi anni hanno tenuto lezioni e seminari ad Amatrice. “Per gli chef che si alternano nell'insegnamento – aggiunge De Cristofaro – questo progetto rappresenta anche un vivaio da cui attingere le professionalità che troppo spesso faticano a trovare: seguendo i ragazzi per tre anni hanno la possibilità di conoscerli a fondo, pregi e difetti. Mentre gli studenti possono approfondire le conoscenze e capire da chi è sul campo cosa li aspetta nel reale mondo del lavoro. Un altro obiettivo del progetto, infatti, è quello di combattere la dispersione scolastica”. Troppi si iscrivono sulla scia dell'entusiasmo creato dai media attorno alla figura dello chef, ma pochi riescono a resistere a un lavoro in realtà durissimo con orari impossibili, stress e condizioni difficili.

    Possibilità di imparare sul campo con gli stage

    “Grazie ad Ambasciatori del Gusto – racconta Simone Cioeta, studente in corso ad Amatrice – ho potuto confrontarmi con figure di alto livello. Mi hanno trasmesso il rispetto, la voglia di fare e l'impegno. Ma soprattutto mi hanno insegnato che procedendo passo passo con tenacia i risultati arrivano”. Il progetto prevede anche degli stage presso i ristoranti aderenti e Simone ha potuto cimentarsi con diverse esperienze sul campo. “I fratelli Serva mi hanno insegnato ad apprezzare il pesce d'acqua dolce, Bosco i segreti della lievitazione, Stabile a cucinare la selvaggina. Tutte conoscenze che nessun'altra scuola mi avrebbe potuto fornire. Io vorrei andare a fare esperienza all'estero e l'associazione mi sta aiutando per entrare in un Master all'Università di Barcellona. Il valore di questo percorso è che ti aiuta a capire la tua strada e a uscire dalla scuola con un progetto preciso”, conclude Cioeta.

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