Intervista a Olimpia Zagnoli

Da Apple a Barilla, l’illustratrice che colora diversità e inclusione

di Giampaolo Colletti


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Olimpia Zagnoli

2' di lettura

«Stiamo vivendo tempi cupi, per raccontarli ci vorrebbero dei colori che non sono nella mia palette abituale. Uso quindi colori vivaci, come reazione al clima politico del momento». Così Olimpia Zagnoli, 35enne illustratrice nata a Reggio Emilia e dai sei anni trasferita a Milano con mamma e papà, in tasca una maturità classica e un diploma all'Istituto Europeo di Design. È proprio questa artista poliedrica e globetrotter ad aver firmato l’ultima copertina del New Yorker, uscita pochi giorni fa e dedicata al mese del Pride.

L’ultimo numero del New Yorker con l'illustrazione dedicata al mese del Pride realizzata da Olimpia Zagnoli

«Il mio lavoro è interpretare ciò che vedo e tradurlo in immagini che evocano non solo il soggetto, ma anche la cultura che lo circonda. Disegnare due donne che si baciano come individui colorati, forti, liberi è il mio modo di contribuire ad una rappresentazione più onesta delle persone», afferma Zagnoli, chiamata a firmare per New York Times, Washington Post, Guardian. Le sue immagini vivaci sono state scelte da Google, Apple, Barilla, Perugina, Fiat. E ancora dai colossi della moda Fendi, Marella, Prada. Qualche mese fa proprio al New Yorkers ha raccontato i suoi esordi, quando ha iniziato a disegnare fin da bambina con qualsiasi strumento e su qualsiasi supporto: dai bastoncini di legno sulla sabbia ai rossetti sullo specchio. Passione di famiglia quella di Olimpia, con mamma e papà artisti come lei.

Come sei arrivata a questo tuo stile?
Ho cercato di trovare un linguaggio che potesse essere una sintesi di tutte le cose che amo, un mio modo di vedere la vita. Sono piuttosto introversa, quindi trovo più facile comunicare con le immagini che con le parole. Così ho scelto un vocabolario di forme e colori che spero possano ispirare le persone.

Nel segno dell’inclusione hai lavorato per Barilla e stamattina sarai impegnata per Apple.
Per Barilla ho realizzato uno speciale packaging blue box legato a Spaghetti Nº5. Si è trattato di un’edizione limitata legata al Pasta World Championship. Per Apple sarò in piazza Liberty a Milano per un’installazione che celebra diversità e inclusione. Realizzerò una macro-illustrazione che ricoprirà i gradini della piazza.

Con quali colori racconteresti l’inclusion marketing?
Inclusione vuol dire tante cose e coinvolge tante categorie. Non parlerei di inclusion marketing. Piuttosto di sensibilizzazione verso certi temi e un certo tipo di attenzione nel rappresentare la realtà in tutte le sue sfumature.

    I colori dell’arcobaleno dettano la narrazione dei brand?
    Come illustratori ci rifacciamo spesso a quei clichè narrativi che possano essere compresi da chiunque. In questo senso la bandiera arcobaleno è un grande simbolo, ma sicuramente non è l’unico per rappresentare la comunità lgbtq+.

    Cosa pensi di questa attenzione delle marche all'inclusione?
    I brand che stanno manifestando supporto alla comunità lgbtq+ sono tanti, mi auguro che questa sensibilità non sia solo di facciata, ma che possa tradursi in un concreto appoggio.

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