Iniziative

Da Aquisgrana a Palermo, uniti nel segno della cultura

Kultur Ensemble è ospitato nella Bottega 1, coerente esempio di riconversione industriale nell'area dei Cantieri Culturali alla Zisa

di Riccardo Piaggio

(Iurii - stock.adobe.com)

2' di lettura

In occasione della firma del Trattato Franco-tedesco di Aquisgrana, nei primi mesi del 2019, si parlò sì di tante cose care a chi governa un grande Paese (industria, difesa, economia e ancora economia), ma tutto ruotava intorno ad una timida parola: la cultura come volano di identità, coesione sociale, cittadinanza consapevole e infine sviluppo.

Cultura coltivata attraverso la nascita di nuovi reseaux (centri culturali e piattaforme digitali, in particolare) tra i due Paesi, naturalmente candidati alla guida del Continente. Due meno uno, il nostro, da anni in attesa di un accordo strategico bi(tri)-laterale, che peraltro sembra finalmente in arrivo. Si parlava, nello scarno ma chiarissimo programma del Traité, di valorizzare la lingua e la cultura franco-tedesca attraverso i 96 Institut Français e i 159 Goethe Institut nel mondo e, soprattutto, attraverso la nascita di nuovi Centri di cooperazione culturale che rappresentassero la sintesi dell'eredità culturale (e della spinta creativa) dei due Paesi. Vere e proprie infrastrutture culturali, delle quali l'Europa ha più che mai necessità.

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Zisa

Ebbene, il primogenito della nuova unione franco-tedesca, nato da poco, si trova in Italia, a Palermo ed è coordinato da due italiani ai vertici di altrettante Istituzioni culturali transalpine. Si chiama Kultur Ensemble ed è ospitato nella Bottega 1, coerente esempio di riconversione industriale nell'area dei Cantieri Culturali alla Zisa. Ed è (ecco la novità) un Centro di creazione contemporanea italo-franco-tedesco. Mentori per il primo biennio sono due nomi noti e apprezzati, come sovente accade, più oltralpe che da noi: Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e Andrea Lissoni, direttore artistico della Haus der Kunst di Monaco di Baviera.

L'impronta progettuale è di chiaro stampo francese (e in parte anche tedesca), cucita sul concetto di artista en visite, sul modello illuminista di arte “pedagogica” e su quello romantico di glorificazione della memoria storica. Alla base di tutto la nobile, ma parziale, idea che l'artista sia il volano dell'innovazione sociale. Sarà, per prima cosa, una residenza artistica per creativi dei tre Paesi, che si metteranno al servizio delle idee ma anche del territorio, animando atelier, partecipando a rassegne locali, incontrando studenti e cittadini. Kultur tedesca e civilisation francese, insieme nella straordinaria Palermo (e non nella Rinascimentale Firenze, per dire), bistrattata città di confine che abbraccia da sempre la frontiera d'Europa.

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