ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùPolo dell’acciaio

Da ArcelorMittal polveri su Taranto

Inchiesta della Procura, ispezione del ministro Costa ed esposto del sindaco Melucci

di Domenico Palmiotti

default onloading pic
(13705)

Inchiesta della Procura, ispezione del ministro Costa ed esposto del sindaco Melucci


3' di lettura

ArcelorMittal in una nuova bufera per la nube di polvere minerale e ferrosa che sabato 4 luglio, a seguito di una tromba d’aria, si è sollevata dal siderurgico e si è abbattuta pesantemente su due quartieri di Taranto, Tamburi e Paolo VI, molto vicini alla fabbrica. Per un’ora, dalle 15 alle 16, quest’area urbana è stata sovrastata da una cappa di colore rossastro. E ora dopo la valanga di proteste sui social, scattano le prime iniziative. La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta e ha delegato gli accertamenti ai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Che già il 7 luglio hanno compiuto un primo sopralluogo in stabilimento per acquisire elementi utili all’indagine. Insieme ai Carabinieri, nella stessa giornata sono arrivati anche Arpa Puglia, Asl e Spesal, il Servizio Asl che si occupa della sicurezza dei luoghi di lavoro. Non ci sono indagati, per ora, da parte della Procura perché si tratta anzitutto di capire cosa è successo, perché è successo e se e come poteva essere evitato. Ma se l’indagine avrà sviluppi e individuerà responsabilità e reati, va detto che per ArcelorMittal, gestore della fabbrica, adesso non c’è più la copertura dello scudo penale, abolito l’anno scorso dal Parlamento.

Il ministro Costa Muove Ispra

«Appena ho saputo della tempesta di polveri su Taranto, ne ho subito parlato con il presidente di Ispra, Stefano Laporta, e abbiamo deciso di inviare un’ispezione straordinaria, quindi a sorpresa, anche con Arpa, che si è svolta nella giornata di oggi», dice il ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, con riferimento al sopralluogo in ArcelorMittal del 7 luglio. «Stiamo attendendo gli esiti – afferma Costa – ma vogliamo che Taranto sappia che non è sola e che l’appello lanciato nella lettera aperta scritta dai comitati cittadini non è caduto nel vuoto. Abbiamo preferito rimanere silenti fino all’ispezione per non vanificare l'effetto sorpresa».

L’esposto del sindaco di Taranto
Alla Procura si è rivolto anche il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, con un esposto firmato insieme agli assessori. Nell’esposto, sindaco e assessori chiedono «che vengano verificate le fonti emissive delle polveri, verosimilmente provenienti dall’area industriale ex Ilva, sollevate dalla tempesta che si è abbattuta su tutto il territorio cittadino». «Si richiede, inoltre – prosegue l’esposto –, che venga accertata l’avvenuta attuazione di tutte le prescrizioni e delle procedure previste dalle norme in materia ambientale, individuando nel caso chiunque risulti responsabile della eventuale commissione di condotte illecite e dei danni occorsi alla salute dei cittadini e al territorio».

Per il sindaco di Taranto «Non si capisce perché Taranto debba essere di serie B. Quello che è accaduto sabato – prosegue – è inaccettabile in uno Stato moderno che parla di green deal. Abbiamo depositato un esposto in Procura perché crediamo che occorra indagare ben oltre i ricorsi al Tar e le ordinanze, perché, evidentemente, ci sono delle responsabilità anche sulla tenuta attuale dello stabilimento siderurgico». «Quanto è successo, è frutto anche dell'assenza di manutenzioni ordinarie e straordinarie. Lo denunciamo da mesi che gli impianti non sono più tenuti in condizioni di efficienza, altro che fabbrica moderna che tutti ci invidiano» commenta Biagio Prisciano, segretario Fim Cisl Taranto.


Arpa Puglia: superato valore soglia Pm10
«Anche se limitato per un’ora, dalle 15 alle 16 di sabato 4 luglio a causa della tromba d’aria alla quale è seguita la pioggia, il fenomeno delle polveri dal siderurgico di Taranto e il conseguente superamento dei valori soglia di PM10 nel rione Tamburi, è stato rilevante. In un caso soprattutto», dice l’Arpa, l’Agenzia per l’ambiente della Regione Puglia che ha messo a punto una relazione. Arpa osserva che, a parte l’evento atmosferico, la nube di polvere ferrosa si è sollevata anche perché non tutte le opere di copertura – pensate proprio in funzione antipolvere e prescritte dall’Aia – sono state ultimate. Non sono infatti complete le coperture del parco fossile, attiguo a quello minerali, che è invece ultimata, dei parchi minori e dei nastri trasportatori. Ilva in amministrazione straordinaria prima e ArcelorMittal poi, hanno avuto dal ministero dell'Ambiente proroghe su proroghe circa il completamento delle misure di risanamento, «e noi, in conferenza dei servizi, abbiamo sempre detto noi, ma alla fine anche noi dobbiamo adeguarci alle norme» commenta infine Arpa Puglia.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti