IL MINI TOUR 

Da Articolo 1 alla commemorazione dell’ex Dc Sullo, tutte le kermesse del Conte Due

Con la nascita dell’esecutivo M5S-Pd-LeU-Italia Viva e la fine dell’esperienza alla guida dell’esecutivo targato M5S-Lega, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha messo al centro della sua strategia politica la promozione di un dialogo tra tutti gli attori politici, anche quelli apparentemente più lontani dalla sua linea. Una scelta che si è manifestata in concreto in una partecipazione più assidua da parte del capo di governo a una serie di kermesse

di An.C.

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Il premier Giuseppe Conte si fa un selfie in un gremito Teatro Carlo Gesualdo di Avellino, dove è intervenuto alla commemorazione dell'ex Dc Sullo (foto Ansa)

Con la nascita dell’esecutivo M5S-Pd-LeU-Italia Viva e la fine dell’esperienza alla guida dell’esecutivo targato M5S-Lega, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha messo al centro della sua strategia politica la promozione di un dialogo tra tutti gli attori politici, anche quelli apparentemente più lontani dalla sua linea. Una scelta che si è manifestata in concreto in una partecipazione più assidua da parte del capo di governo a una serie di kermesse


4' di lettura

Festa Articolo 1, Atreju (Fratelli d’Italia), Cgil, Italia5Stelle a Napoli. E poi, l’ultimissima tappa: Avellino, al convegno organizzato dalla Fondazione Sullo (ex Dc). Con la nascita del Conte due e la fine dell’esperienza alla guida dell’esecutivo targato M5S-Lega, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha messo al centro della sua strategia politica la promozione di un dialogo tra tutti gli attori politici, anche quelli apparentemente più lontani dalla sua linea. Una scelta che si è manifestata in concreto in una partecipazione più assidua da parte del capo di governo a una serie di kermesse.

Conte alla commemorazione di Sullo, storico esponente Dc
L’ultima di queste partecipazioni, in ordine di tempo, avviene nelle ultimissime ore. Lunedì 14 ottobre: Conte è ad Avellino. Interviene a una commemorazione di Fiorentino Sullo, storico esponente della Dc, più volte ministro, e “padre” della A16, l’autostrada che collega Avellino con il resto d’Italia. Tra i presenti nella platea del teatro Carlo Gesualdo, oltre al sindaco Avellino Gianluca Festa e al presidente della Fondazione Sullo Gianfranco Rotondi, ci sono, tra gli altri, Gerardo Bianco, Clemente Mastella, Nicola Mancino e Ciriaco De Mita. E all’ex premier, prima dell’inizio della cerimonia, viene chiesto se Conte possa essere considerato un erede della scuola Dc. «No», risponde De Mita, che poi aggiunge: «Quando i politici fanno le cose buone si dice che sono democristiani, è un criterio che non mi piace».

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La standing ovation a Italia 5 Stelle
Il 12 ottobre il premier è a Napoli, dove partecipa a Italia 5 Stelle, le kermesse pentastellata presso la Mostra d’Oltremare all’Arena Flegrea. Conte ricopre il ruolo di “guest star”. È accolto da applausi e cori da stadio a testimonianza della grande popolarità di cui gode il premier presso i sostenitori del Movimento.

Dialogo Conte-Landini. Leader Cgil: ora i fatti
Il 22 settembre Conte partecipa alle Giornate del lavoro della Cgil, all’ultima giornata dell’appuntamento ormai annuale a Lecce. Il capo dell’esecutivo è protagonista sul palco di un “dialogo” con il segretario generale del sindacato, Maurizio Landini. Accolto da strette di mano e selfie, Conte dal palco si dice «sorpreso» di essere il primo presidente del Consiglio ad aver accettato l’invito alle Giornate della Cgil. Bisogna infatti andare indietro negli anni per ricordare l’ultima volta di un premier a una iniziativa della Cgil: al 1996, con Romano Prodi ospite al Congresso di Rimini, allora guidato da Sergio Cofferati. Ed è lo stesso Conte a definire una «iattura» lo stare «chiusi nelle stanze di un palazzo senza confrontarsi con gli attori sociali». La sua presenza e le sue parole segnano un «passaggio importante», afferma Landini in attesa di «giudicare il merito», ma rimarcando che «uomini soli al comando non sono mai piaciuti» al sindacato e auspicando che il dialogo possa essere fruttuoso, perché «abbiamo tanto da fare per cambiare in meglio questo Paese».

A “casa” Fdi liquida Salvini e tende mano a Renzi
Il 21 settembre il capo del governo M5S-Pd-LeU-Italia Viva interviene alla kermesse di Fratelli d’Italia Atreju, a Roma. Conte puntella il governo giallo-rosso e tende la mano a quella che è la principale mina all’esecutivo: Matteo Renzi. «Non ho motivo di credere che sia un Demolition Man», sottolinea il premier prendendo così le distanze dall’allarme lanciato poche ore prima dall’Economist. L’avvocato liquida Salvini («La Lega in Ue si è isolata»). Conte alla fine del suo intervento prende un solo applauso. Ma i fischi si contano sulle dita di una mano. E l’avvocato, con il passare dei giorni, comincia ad ampliare il tono politico dei suoi discorsi. Non smentendo, ad esempio, una sua futura discesa in campo. «Il presente è già tanto sfidante, mettermi qui a ragionare del futuro è un salto nel buio. Per realizzare un progetto politico ho accettato questa sfida...», sottolinea.

Mini tour al via: è la volta di Articolo 1
Il 19 settembre Conte partecipa alla Festa nazionale di Articolo 1 presso la Città dell’Altra economia a Roma. Inizia così il mini-tour da neo-leader. Articolo 1 è la forza più a sinistra tra quelle di governo. Il presidente del Consiglio sale sul palco di Testaccio una manciata d'ore dopo il graffio del pentastellato Alessandro Di Battista che, dopo giorni di silenzio, avverte il M5S: «il Pd è ipocrita e pericoloso, non vi fidate». Parole alle quali Conte replica: «io mi fido del Pd perché è una forza che responsabilmente ha deciso di sostenere quest’esperienza di governo», sottolinea. Non si nasconde, Conte, di fronte alla domanda se lo abbia infastidito la mossa di Renzi: «Mi hanno sorpreso i tempi - afferma -, poteva esserci un’interlocuzione diretta, anche nel loro interesse, ma non è venuta meno la sostenibilità del progetto di governo». Conte è accolto al Testaccio dagli applausi dei militanti di Articolo 1 e dalla “benedizione” di Massimo D’Alema che, prima di stringergli la mano davanti ai flash dei fotografi, afferma: «mi fido di lui».

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