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Da Asvis a ItaliaCamp aiuti per Taranto per la sostenibilità

Il Comune di Taranto coinvolge l’Asvis, l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile guidata da Enrico Giovannini

di Domenico Palmiotti

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(AdobeStock)

Il Comune di Taranto coinvolge l’Asvis, l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile guidata da Enrico Giovannini


3' di lettura

Dalla città acciaio-dipendente e segnata da molti problemi a città che punta a riconvertirsi in chiave di sostenibilità ambientale, affrontando, attraverso il piano “Ecosistema Taranto”, la transizione economica, ecologica ed energetica, e orientando alle priorità di Agenda 2030 atti e progetti dell'amministrazione comunale: dalla rigenerazione urbana alla mobilità, dall'economia circolare all'innovazione dell'ente locale. E così il Comune di Taranto coinvolge nel suo percorso l'Asvis , l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile guidata da Enrico Giovannini. «È una opportunità per fare di Taranto non solo un caso di studio ma di rinascita come questa città deve, può e merita - afferma Giovannini firmando un protocollo di intesa col Comune -. È una sfida straordinaria, ma, soprattutto, è una grande opportunità». E l'accordo con Asvis si intreccia con l'apertura che il premier Giuseppe Conte ha fatto ad ItaliaCamp in occasione del suo decennale. «Vi sfido pubblicamente - ha dichiarato il premier rivolgendosi all'associazione il cui obiettivo é raccogliere e sostenere idee che rilancino lo sviluppo -. Come Governo, abbiamo creato un “Cantiere per Taranto, cimentatevi anche su questo. Ben venga la vostra sensibilità e la vostra creatività per nuove iniziative imprenditoriali ad alto impatto sociale”.

In quanto ad Avis, per Giovannini, “quando la presidente della Commissione Europea fa riferimento ad un caso simbolico come Taranto, questa è una opportunità da non perdere. Ma come fare questo ridisegno del futuro? E dove l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che riunisce più di 230 soggetti della società civile italiana, può aiutare? Il dialogo con la società civile, con le Università ed i giovani è indispensabile - evidenzia Giovannini - perché si tratta di programmare un futuro complesso”. “Noi contiamo di mettere a disposizione la nostra conoscenza - sostiene Giovannini -. Abbiamo anche una grande opportunità: tra il 20 maggio e il 5 giugno, tutta Italia discuterà di sviluppo sostenibile nel prossimo Festival. E vogliamo fare di Taranto un luogo centrale per portare l'Italia e tutta Europa a parlare di questa tematica”.

“Taranto - sottolinea Giovannini - è una città che affronta molte difficoltà e sopporta i danni economici, sociali e ambientali dovuti alla insostenibilità del modello di sviluppo perseguito nel passato. La scelta dell'Amministrazione comunale di immaginare un futuro diverso, basato sul paradigma dello sviluppo sostenibile proposto dall'Agenda 2030, rappresenta un'opportunità imperdibile”. Secondo Giovannini, “con “Ecosistema Taranto” nasce un progetto finalizzato a migliorare il benessere complessivo dei cittadini con un'ottica di medio-lungo termine, capace di affrontare le emergenze attuali in uno spirito cooperativo. Le organizzazioni aderenti all'Asvis - prosegue - si impegneranno per elaborare, insieme all'amministrazione di Taranto, proposte comuni per lo sviluppo sostenibile del territorio tarantino, come già fanno per l'Italia nel suo complesso”.

Va detto che Asvis non è nuova per la realtà di Taranto. L'Alleanza guidata dall'ex ministro del Lavoro ed ex presidente Istat è infatti uno dei soggetti con cui si confronta frequentemente la Camera di Commercio di Taranto, da anni è impegnata ad affermare il Bes, Benessere equo e sostenibile, come nuovo indicatore dei processi di sviluppo e delle politiche pubbliche e, soprattutto, del loro impatto sulla comunità. Con “Ecosistema Taranto”, il Comune guarda a quanto potrà derivare dal New Green Deal selezionando quattro priorità: cultura dell'abitare, accessibilità e connessione, innovazione di processo e spazio alla comunità. “Asvis - rileva il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci - ci aiuterà a comporre una matrice per misurare l'avanzamento e il progresso della nostra resilienza, della nostra capacità di ricostruzione. Ci misuriamo in particolare con l'obiettivo di Agenda 2030 che punta a città più sicure, inclusive e sostenibili. E Asvis - che ha avviato esperienze simili - dappertutto è in grado di darci gli strumenti da trasferire poi in delibere amministrative e atti di governo locale”.

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