Imprenditorialità e social media

Da atleti a imprenditori: la seconda vita degli sportivi passa da LinkedIn

Chiellini lancia una società che usa l’intelligenza artificiale per lo scouting di calciatori. Negli Usa Rodriguez diventa chairman di un’azienda di birra

di Marco lo Conte

Europei: azzurri in Italia, Mancini e Chiellini mostrano la coppa

4' di lettura

C'è chi lo usa per costruirsi una seconda carriera dopo il ritiro e chi lo usa durante l'attività sportiva per posizionarsi in modo alternativo rispetto agli altri social. C'è il cestista che annuncia proprio su LinkedIn il suo ritiro e l'atleta paraolimpico che qui trova quel tipo di visibilità che sugli altri social non otterrebbe. Se è vero che le superstar dello sport e del calcio, in particolare, incassano fior di guadagni grazie alla loro presenza su Facebook o Instagram, è altrettanto vero che sono sempre di più gli sportivi che utilizzano LinkedIn per valorizzare la propria immagine, con differenti modalità, con uno sguardo attento al post carriera sportiva.

La seconda carriera degli sportivi

Da atleta a testimonial, per poi magari dirigere una fondazione e, magari, assumere ruoli di vertice in aziende di rilievo: questo il cursus honorum che si sta consolidando per molti sportivi, nel momento in cui il posto attività agonistica entra nel loro mirino. E in ciascun caso lo sbarco su LinkedIn diventa una costante, particolarmente utile a valorizzare il secondo percorso professionale di questi personaggi amati dal pubblico.

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Giorgio Chiellini, ad esempio, capitano della Nazionale italiana di calcio che quest'estate ha vinto gli Europei di calcio. Laureato in Economia e Commercio e grande curioso di tecnologia, big data e intelligenza artificiale – come ha raccontato nella recente diretta di LinkedIn Notizie - punta alla community della piattaforma di Microsoft di cui è diventato subito LinkedIn influencer, per costruire il suo futuro post-calcio. Insieme all'ex juventino Claudio Marchisio, Chiellini ha investito nella società che lo ha seguito fin qui, Mate, agenzia di comunicazione specializzata nella gestione di talent e sportivi, dalla forte vocazione digitale che punta – tra l'altro - a valorizzare e a selezionare i calciatori sulla base dell'analisi dei dati ricavati dalle prestazioni dei calciatori in campo.

Anche Francesco Totti, indimenticato numero 10 e capitano della Roma che è sbarcato su LinkedIn come Fondatore presso CT10 Management, società di consulenza sportiva che, come recita il chi siamo del profilo social offre “una struttura di assistenza totale dell'atleta garantendo una copertura di tutti i servizi correlati al mondo del calcio”. Scouting, marketing e una gestione dell'attività sportiva professionale, il che sta diventando sempre più indispensabile con il progressivo innalzarsi del livello competitivo dell'attività calcistica, che non può più essere lasciata a strutture improvvisate.

I campioni parolimpici

Diverso il caso di Alessandro Ossola: finalista dei 100 metri piani alle recenti Paralimpiadi di Tokyo, Alessandro lancia tramite la visibilità conquistata sulla pista d'atletica più prestigiosa, il suo progetto Bionic People: associazione no profit che racconta la disabilità attraverso 37 testimonial italiani chiamati a insegnare “come non arrendersi mai nonostante le difficoltà attraverso un metodo di reazione ben preciso”. Un progetto che si sviluppa tramite gli incontri con gli studenti nelle scuole e che sta ispirando altri medagliati ai Giochi Paralimpici di Tokyo: come Giulia Ghiretti, argento nel nuoto e studentessa del Politecnico di Milano che sbarca su LinkedIn con l'obiettivo di estendere la rete di contatti professionali già avviata su altre piattaforme.

Dalla sponsorship all’impresa

Perché secondo gli esperti in social media, a chi ha già ottenuto sponsorizzazioni da importanti brand dell'alimentare o della moda LinkedIn offre la possibilità di allargare queste forme di collaborazioni ad altri soggetti, in formule che vanno dalla classica sponsorship fino al coinvolgimento imprenditoriale. Da sportivi a testimonial a imprenditori, prima di sé stessi e poi di aziende quotate in Borsa: questo è il percorso che in particolare il modello Usa propone alla platea di sportivi che escono dai riflettori sotto i quali hanno brillato – chi più chi meno – per anni e che impostano una seconda attività.

Negli Usa sono numerosi i casi che attestano come LinkedIn diventi la piattaforma preferita per chi chiude la carriera professionistica e trova un'altra platea per proporre la propria immagine e i propri contenuti. Da Tim Tebow in particolare, a Tony Gonzales, gli ex campioni di football americano diventano commentatori tv (per Espn nel primo caso, per Fox nel secondo) e parallelamente influencer LinkedIn da milioni di follower, per consolidare l'attività professionale post campi di gioco. Molto diversificato invece il business di Alex Rodriguez, ex campione di baseball di origine dominicana (e noto alle cronache rosa per essere il marito di Jennifer Lopez), che investe nell'immobiliare, nel venture capital e in start up dei settori salute, benessere, tecnologia, media e intrattenimento. Di recente Rodriguez è stato nominato diventato chairman di Presidente Usa, birra del gruppo Anheuser-Busch.

La via europea dello sport system

Un modello che in Europa si sta sviluppando in modo interessante, a partire da alcuni esempi guida: da Iker Casillas a Philippe Lahm a Thomas Muller tra i calciatori, a Paul Gasol tra i cestisti, LinkedIn offre loro la possibilità di capitalizzare l’immagine derivante dall’attività sportiva per la propria seconda carriera. Fino ai casi più “evoluti” come quello di Gary Nevill, stella del Manchester United di sir Alex Ferguson e compagno di squadra di David Beckam, Ryan Giggs, Paul Scholes, oggi è proprietario di una società di hotel e ristoranti (tra cui Hotel Football e The Stock Exchange Hotel). Attualmente lavorando a un progetto di sviluppo da 200 milioni di sterline nel centro di Manchester, oltre a prestare le sue competenze di tattica calcistica in numerose telecronache televisive.

Nel patinato mondo della F1 l' australiano Daniel Ricciardo racconta su LinkedIn il ruolo professionale di “Chief of optimism” di Optus, colosso delle telecomunicazioni e dell'intrattenimento australiano che punta molto sull'intersezione dei business di riferimento per sviluppare un ecosistema di servizi per i clienti a 360 gradi, come indicato in modo iperbolico dallo stesso Ricciardo nella sua presentazione “Il mio compito (in Optus) è quello di consentire agli australiani di dire “Sì”, perché può innescare grandi cose. È una parola potente e non voglio che gli australiani la dimentichino”.

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