private banking

Da Banca Aletti architettura aperta per l’arte

di Maria Adelaide Marchesoni e Marilena Pirrelli


4' di lettura

«Il nostro servizio di Art Advisory è dedicato ai clienti con masse superiori al milione di euro. È molto apprezzato dalla nostra clientela, viene prestato in architettura aperta ed è gestito internamente da un team dedicato che si avvale anche delle competenze dei primari operatori del mercato dell'arte (tra le altre Christie's, Finarte, Pandolfini, Il Ponte )» spiega Alessandro Varaldo, amministratore delegato di Banca Aletti del Gruppo Banco Bpm che conta 270 private banker e 30 consulenti finanziari. «Gestiamo masse per 28 miliardi di euro dei nostri 20mila clienti private. Possiamo contare su prestigiose partnership che ci consentono di supportare la nostra clientela più evoluta nella gestione, valorizzazione e trasmissione del proprio patrimonio, artistico ma non solo».
La richiesta di servizi per l'arte dei clienti private com'è cambiata negli ultimi tre anni?
Le richieste dei clienti che si rivolgono al nostro team di Art Advisory sono diventate sempre più sofisticate. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un graduale passaggio dal mero interesse alla valutazione del proprio patrimonio artistico alle recenti richieste di assistenza per la partecipazione ad aste estere sulle piattaforme più evolute. Il mercato stesso è molto cambiato e, accanto ai clienti più tradizionalisti, abbiamo clienti intraprendenti e sempre più aggiornati. Di pari passo con la diffusa crescita della cultura in ambito artistico, Banca Aletti ha deciso di farsi promotrice della conoscenza e della passione per l'arte promuovendo eventi, dedicati alla nostra clientela, mirati a valorizzare l'enorme patrimonio artistico dei nostri territori

Quali sono i servizi che la clientela richiede maggiormente?
Il nostro servizio di Art Advisory è studiato per soddisfare le esigenze di due principali categorie di clienti: chi già possiede un patrimonio artistico, da un lato, e chi ha deciso di investire per costituirne uno ex novo o incrementare una raccolta già esistente, dall'altro. Il servizio maggiormente richiesto dalla prima categoria di clienti è la valutazione ai fini della successiva vendita, mentre per la seconda categoria di clienti possiamo offrire il monitoraggio del mercato in base ai criteri di ricerca individuati dal collezionista stesso. Nell'ambito della valutazione per la vendita, le casistiche sono ampie per epoca e per tipologia: dall'antico, al moderno passando per l'ottocento, dagli arredi ai dipinti, dagli argenti alle ceramiche. Chi cerca, invece, opere da acquistare risulta oggi più focalizzato su opere del XX secolo

Potete indicare le preferenze in ordine di scelta e motivare le ragioni?
La richiesta di valutazione per una collezione ereditata è spesso dettata dalla volontà del proprietario di vendere sul mercato le opere possedute, poiché le preferenze di chi ha collezionato sempre più frequentemente non coincidono con quelle di chi ha ereditato. E questo fenomeno va di pari passo con il cambio del gusto comune: dall'antico al moderno. In particolare, gli arredi antichi sono spesso oggetto di attenzione, poiché accade che le nuove generazioni non condividano le scelte di investimento che hanno guidato la formazione del patrimonio artistico di famiglia.
La richiesta di monitoraggio del mercato è motivata, invece, dalla volontà di incrementare la propria collezione, avvalendosi delle informazioni specializzate che vengono messe a disposizione dall'art advisor interno alla banca.

Nei portafogli dei vostri clienti private in che percentuale è presente l'arte?
La nostra consulenza sul patrimonio artistico è concepita al servizio delle esigenze spontaneamente manifestate dai nostri clienti e prescinde pertanto dalle logiche e dai parametri tradizionalmente utilizzati per altri strumenti di investimento.

Quali sono i periodi artistici preponderanti?
L'attenzione del pubblico che segue il mercato è sempre più concentrata sul comparto del moderno e del contemporaneo, ma diversi operatori tengono viva la fiamma dell'antico, dell'Ottocento, degli argenti, degli arredi e forse, un giorno, le tendenze attuali saranno invertite. Noi seguiamo tutti i settori dell'arte con attenzione, con un sano distacco dai trend del momento.

Sono acquisti recenti o provengono dal patrimonio di famiglia?
Accanto alla valutazioni di beni artistici ereditati, spesso ci viene richiesta la stima di mercato di opere acquistate più recentemente dal nostro cliente che ci manifesta l'esigenza di rivendere per un cambio di gusto o per il desiderio di variare indirizzo alla propria collezione.

Valorizzate (comprate e vendete) l'arte nei portafogli della clientela?
Il servizio prevede l'assistenza al cliente in fase di acquisto ed in fase di vendita, ma per operare sul mercato ci affidiamo ai nostri partner.

Se sì, come viene fatta la valutazione, con il supporto di chi (art advisor, banche dati, società di valutazione indipendenti)?
Il nostro Private Banker intercetta la necessità del cliente e la canalizza verso l'art advisor interno alla banca che esamina le opere e la documentazione trasmessa, effettua gli opportuni approfondimenti e successivamente decide a quale, tra le autorevoli controparti esterne con le quali collaboriamo, inoltrare la richiesta di valutazione. La scelta viene operata in base alla tipologia di opere sottoposta ed alla fascia di mercato coperta dalla controparte.

I vostri private banker propongono l'arte come asset alternativo alla clientela wealth?
L'arte non viene proposta come un investimento alternativo a quelli tradizionali. Il servizio è strutturato per rispondere alle necessità manifestate dalla nostra clientela.

Il servizio di Art Advisory viene fatto pagare o rientra nella consulenza a 360 gradi per la clientela Private?
Rientra in un concetto più ampio di consulenza evoluta ed è volto a supportare i nostri clienti nelle scelte di valorizzazione del loro patrimonio complessivo.

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