I 36 MILIARDI PER LA SANITÀ

Da Bankitalia alle Regioni, sempre più forte il pressing sull’uso del Mes

Secondo il governatore Visco «la soluzione dal punto di vista economico ha solamente vantaggi». Asse bipartisan nell’ambito dei presidenti di Regione: c’è bisogno di aggiustare una macchina sanitaria messa a durissima prova dall'emergenza Covid

di An.C.

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Secondo il governatore Visco «la soluzione dal punto di vista economico ha solamente vantaggi». Asse bipartisan nell’ambito dei presidenti di Regione: c’è bisogno di aggiustare una macchina sanitaria messa a durissima prova dall'emergenza Covid


2' di lettura

L’ultima sponda all’adesione al Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, è giunta dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco. «Da un punto di vista economico - ha ricordato in un intervento al Festival dell’economia di Trento -, ha solamente vantaggi. È un prestito a condizioni migliori di quelle del mercato e per un periodo prolungato», ha spiegato.

Servono risorse per la sanità: il pragmatismo dei Governatori

Un assist che è giunto da una figura tecnica, non politica, ma che pesa sui rapporti di governo. Se in questo contesto quei 36 miliardi da usare per investimenti nel sistema sanitario,per rafforzare la sanità pubblica nelle regioni e da restituire entro 10 anni a tassi vicini allo zero senza alcuna condizionalità piacciono a tutti gli alleati, meno che al M5s che continua a fare muro, nelle Regioni si delinea un fronte di governatori che, alla ricerca di fondi da destinare agli ospedali (i 209 miliardi del Recovery Fund arriveranno a partire dalla primavera del prossimo anno ma già ora c’è bisogno di aggiustare una macchina sanitaria messa a durissima prova dall'emergenza Covid), chiede all’esecutivo di sciogliere definitivamente la riserva, di smettere di temporeggiare, e di prenotare le risorse. Ha preso via via corpo nell’atteggiamento dei presidenti di Regione un approccio pragmatico.

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Il pressing di Zingaretti su Conte

Il capofila è Nicola Zingaretti, governatore della regione Lazio ma soprattutto segretario di quel Pd che, all’indomani del risultato positivo ottenuto nelle ultime elezioni regionali, è tornato in pressing sul capo del Governo Giuseppe Conte, affinché indirizzi quanto prima l’esecutivo verso il Sì a questo strumento e chieda l’attivazione del prestito Salva Stati. I governatori del Pd sono compatti nel chiedere l’attivazione del prestito. Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini in un’intervista al Corriere ha confidato: «Ho il massimo rispetto per le fibrillazioni di tutti-, ma come si fa a rinunciare a 36 miliardi di euro?». Le «fibrillazioni di tutti» sono quelle del M5s. E non sembrano in via di soluzione. A dire sì è anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, quello della Puglia Michele Emiliano.

I sì nel campo del centrodestra

Favorevoli a prendere le risorse del Mes sono anche Governatori di centrodestra, dal presidente della Liguria Giovanni Toti a quello del Piemonte Alberto Cirio, che a sua volta ha messo in evidenza la necessità di liberare la spesa da ostacoli burocratici. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha detto che se effettivamente non ci sono condizioni, e solo in questa ipotesi, «nessuno si può lamentare se vengono date delle risorse».

Mes, Gentiloni: per Italia vantaggio maggiore di altri

Il commissario all'Economia Paolo Gentiloni rispondendo a una domanda sul Mes ha messo nuovamente in evidenza la mancanza di condizionalità. «Ho ripetuto più volte che il lavoro fatto a Bruxelles sul Mes è stato togliere le condizionalità che erano nei programmi economici generali dello scorso decennio, quindi oggi questo prestito non è soggetto a condizionalità - ha spiegato -. La decisione spetta ai singoli governi ma certamente l'Italia ha bisogno di migliorare il sistema sanitario, che ha dato ottima prova durante la crisi ma ha messo in luce necessità di miglioramenti. E certamente l'Italia è tra i Paesi che possono avere un vantaggio maggiore rispetto ad altri visti i nostri tassi di interesse».

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