RITRATTO

Da Beirut alla Libia del dopo Gheddafi: chi è Buccino, il nuovo ambasciatore a Tripoli

di Andrea Carli


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Giuseppe Maria Buccino Grimaldi è stato designato in Consiglio dei ministri nuovo ambasciatore italiano in Libia. Sostituisce Giuseppe Perrone, da mesi ormai lontano da Tripoli per motivi di sicurezza. Napoletano, classe 1961, Buccino Grimaldi è stato già ambasciatore a Tripoli dal 2011 al 2015 (foto Ansa)

2' di lettura

Per lui è un ritorno al passato. Alla fine il governo M5s-Lega, e il ministro degli Affari esteri Moavero Milanesi in particolare, ha deciso di puntare sul napoletano Giuseppe Maria Buccino Grimaldi per sostituire Giuseppe Perrone, l’ambasciatore italiano in Libia richiamato a Roma a fine agosto dopo che esponenti del parlamento di Tobruk, legati al feldmaresciallo Haftar, lo avevano definito «persona non gradita», a causa di un’intervista nella quale aveva messo in evidenza che nel paese del Nord Africa non c’erano le condizioni di sicurezza per andare alle elezioni in tempi stretti.

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Una decisione, quella di richiamare Perrone, che aveva costretto l’Italia ad organizzare la Conferenza internazionale di Palermo sulla Libia, che si è tenuta a novembre, senza il “contributo sul campo” di un ambasciatore a Tripoli (la sede diplomatica era rimasta aperta, e lo è tuttora). Ora l’ambasciatore c’è. Buccino è stato designato dal Consiglio dei ministri a prendere il posto di Perrone.

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Napoletano, classe 1961, Buccino Grimaldi è stato già ambasciatore a Tripoli dal 2011, anno della caduta di Gheddafi al 2015. È un diplomatico “di lungo corso”. Nel giugno del 1991 è all’Ambasciata d’Italia a Beirut. La guerra civile è da poco terminata e il Paese è impegnato nella ricostruzione economica e sociale. Tre anni dopo, dicembre 1994, passa alla Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles. Segue nei primi due anni le relazioni con i paesi dell’Europa centrale e orientale e con quelli dell’ex Unione Sovietica. Presiede, durante il semestre di presidenza italiana della prima metà del 1996, il Gruppo di lavoro “Asia”. Negli ultimi due anni e mezzo di permanenza a Bruxelles segue le questioni istituzionali e la conclusione della Conferenza intergovernativa di Amsterdam.

A dicembre 1999 rientra al ministero degli Affari esteri. Fa parte della delegazione italiana che negozia la Conferenza intergovernativa che si conclude a Nizza l’11 dicembre del 2000. Contribuisce alla elaborazione dei documenti sulla posizione dell’Italia. Da gennaio 2001 fino al marzo 2004 è a capo dell’Ufficio VI della neo-istituita Direzione generale per l’integrazione europea, competente in materia giuridico –istituzionale. Nel 2001 segue la preparazione della dichiarazione sul Futuro dell’Europa finalizzata dal Consiglio Europeo di Laeken. Partecipa nel 2002–2003 ai lavori della Convenzione europea. Terminata la Convenzione, durante la Presidenza italiana del secondo semestre 2003, segue i lavori per la Costituzione europea.

Da aprile 2004 al 31 luglio 2008 è presso l’Ambasciata a Doha (Qatar), quindi assume, fino al 14 settembre del 2011, l’ufficio diplomatico presso la Presidenza della Repubblica.

Dal giugno 2009 è Consigliere diplomatico aggiunto del Presidente Giorgio Napolitano. Il 15 settembre 2011 diventa ambasciatore a Tripoli, fino al maggio del 2015, quando assume l’incarico di Direttore generale per l’Unione Europea presso la Farmesina.

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