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Da Bergamo al Delaware, Unigasket acquisisce Mto

Il gruppo di Villongo rileva la maggioranza della società americana e si rafforza negli Stati Uniti. L’operazione si inserisce nel percorso di sviluppo, che prevede il raddoppio dei ricavi entro tre anni

di Giovanna Mancini

3' di lettura

Se è vero che le imprese di medie dimensioni sono il segmento più dinamico e produttivo della manifattura italiana, una «best practice» da manuale arriva dalla provincia di Bergamo, da quel distretto delle guarnizioni del Sebino dove oltre 30 anni fa Vittorio e Danilo Calissi hanno fondato Unigasket, azienda specializzata nella progettazione e produzione di tubi e guarnizioni industriali in PTFE, silicone, polimeri termoplastici dalle svariate applicazioni industriali.

Controllata al 75% da Palladio Holding a partire dal 2018, l’azienda bergamasca ha accelerato negli ultimi anni il percorso di investimenti e di crescita, sia organica, sia per linee esterne, attraverso acquisizioni. Questo l’ha portata, lo scorso anno, a sfiorare i 100 milioni di euro di fatturato (60% di export), con circa 500 addetti e oltre 2mila clienti nel mondo. Oltre al quartier generale di Villongo, dove ha uno stabilimento di circa 16mila mq, il gruppo conta oggi anche due siti produttivi in Romania e Polonia, e una rete distributiva che poggia su basi logistiche e filiali commerciali negli Stati Uniti, a Hong Kong, in India, Spagna e Paesi Bassi.

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Il nuovo anno si è aperto segnando subito un passo avanti in questo percorso che, spiega il presidente Calissi, dovrebbe portare il gruppo a raddoppiare i ricavi nei prossimi tre anni, così come accaduto negli ultimi tre, nonostante lo stop segnato dalla pandemia. Proprio oggi, infatti, Unigasket firmerà l’accordo per completare l’acquisizione della maggioranza di Mto Hose Solution, azienda statunitense con sede nel Delaware (e una filiale in Texas) attiva da oltre 20 anni nel mercato medicale, aerospaziale, automotive, farmaceutico, chimico, dei semiconduttori e dell’oil&gas, con un fatturato di circa 10 milioni di dollari nel 2022.

«Il mercato americano è uno dei più vasti e importanti per il nostro settore – spiega Calissi –. Negli anni abbiamo tentato di crescere e consolidarci, ma abbiamo capito da subito che solo attraverso una distribuzione capillare, con sedi in loco, potevamo avere successo. Così, assieme a un soci statunitensi, anni fa abbiamo fondato la Mto, di cui finora avevamo detenuto però solo una quota di minoranza. Ora, in concomitanza con un passaggio generazionale in Mto, abbiamo deciso di investire ulteriormente per assumerne il controllo, con l’obiettivo di rafforzare la nostra posizione negli Usa e diventare uno dei gruppi leader di settore in ambiti come l’aerospazio e i semiconduttori».

Mto sarà integrata nel gruppo, sul modello di quanto avvenuto nel 2021 con l’acquisizione della società italiana Allegri Cesare e di quella olandese Polyfluor Plastic. «La guida strategica di tutte le controllate è nelle mani di Unigasket», precisa Simone Giovannelli, senior partner di PFH Palladio Holding. «L’operazione dà ulteriore impulso allo sviluppo commerciale dei prodotti dell’azienda, che negli anni ha ampliato la propria gamma e rafforzato la leadership sul mercato dei polimeri fluorurati , sempre rimanendo nella fascia alta – aggiunge Giovannelli –. I nostri prodotti trovano applicazione in molti segmenti industriali, inoltre Unigasket ha un elevato know-how produttivo e grande conoscenza del mercato: tutto questo ci permette di cogliere le migliori opportunità in giro per il mondo, anche nelle piccole nicchie di valore aggiunto».

Grazie a importanti investimenti in ricerca e sviluppo (circa 4-5 milioni di euro l’anno negli ultimi quattro anni), l’azienda bergamasca è riuscita a costruire un portafoglio prodotti ampio e variegato, spendibile su diversi mercati e in diversi ambiti industriali, dall’oleodinamica al medicale, dagli elettrodomestici all’automotive, fino all’aerospazio, «Questo negli anni ci ha permesso di evitare le crisi – osserva Calissi - perché nel momento in cui un mercato calava, noi ne cercavamo altri e siamo sempre riusciti ad registrare crescite importanti».

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