il manifesto per le elezioni europee

Da Berlino i Verdi europei si lanciano contro il populismo (e il cambiamento climatico)

di Isabella Bufacchi


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2' di lettura

I Verdi sono un partito monocolore ma non di certo monotematico. O comunque, non più. Oltre al clima e all’ambiente, il manifesto dei Verdi europei che viene definito oggi a Berlino, contestualmente all’elezione di due co-candidati per le elezioni europee del prossimo maggio, è tinto di un forte europeismo e animato dalla difesa a spada tratta di valori come la democrazia, lo stato di diritto, la solidarietà, la libertà, l'inclusione sociale, la lotta contro la violenza sulle donne e la massima tolleranza verso gli immigrati. E poi ancora: la creazione di nuovi posti di lavoro e l’aumento della spesa europea per maggiori investimenti per esempio nella digitalizzazione, nei trasporti transfrontalieri.

Un programma economico velatamente contro il capitalismo sfrenato che crea povertà e contro la disuguaglianza. Senza dimenticare, naturalmente, il cambiamento climatico contrastato dall'energia rinnovabile e la tutela dell'ambiente e la sostenibilità che restano centrali.

Nel congresso di tre giorni che si tiene nel cuore di Berlino dal 23 al 25 novembre, e che riunisce 500 membri dei partiti Verdi provenienti da 35 Paesi, lo slogan che più tiene banco per ora è presto riassunto: abbasso i populisti sovranisti autoritari, viva l'Europa della tolleranza, dei valori democratici e della difesa dei diritti e del sociale.

La scelta di Berlino per il lancio della piattaforma europea verde in vista delle elezioni europee non è casuale. I Verdi tedeschi hanno inanellato di recente due risultati elettorali da record, in Baviera e in Assia, raddoppiando i consensi e puntando così a diventare il secondo partito dopo Cdu/Csu e prima dello storico Spd. Evidentemente i Verdi europei sperano di poter volare sulle ali dei Bündnis 90/Die Grünen.

Aprendo i lavori ieri, tuttavia, la leader dei Verdi tedeschi Annalena Baerbock ha pronosticato che le prossime elezioni nella ex-Germania dell'Est saranno più difficili e dure rispetto a Baviera e Assia. «Abbiamo bisogno di candidati forti e carismatici alle europee», ha detto, con un discorso che a più riprese è stato applaudito da una platea popolata da giovanissimi e da anziani. «I politici in Europa non hanno più il coraggio di prendere decisioni forti – ha tuonato la leader verde – sono bloccati sulla crisi finanziaria e sul populismo».

I politici in Europa non hanno più il coraggio di prendere decisioni forti sono bloccati sulla crisi finanziaria e sul populismo

La Baerbock ha parlato di un'Europa dei verdi che «protegge i posti di lavoro tanto quanto il clima» e che difende la sicurezza sociale tanto quanto l'ambiente. «L'Europa ha bisogno di più investimenti nella difesa, nel digitale e allora serve un budget europeo più grande», ha sostenuto con piglio, puntualizzando che la solidarietà per i Verdi significa in Europa che «i Paesi più forti pagano di più, quelli più deboli pagano di meno».

Resta da vedere se i tre candidati che oggi si contendono la guida dei Verdi europei, il fiammingo Petra De Sutter, l'olandese Bas Eickhout e la tedesca Ska Keller, la pensano così. E se il Manifesto dei Verdi europei che uscirà oggi in forma definitiva confermerà un ambizioso programma che va ben oltre il clima e per l'appunto il verde.

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