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Da Big Pharma alla guerra batteriologica cinese: le 8 bufale sul coronavirus

Dal virus letale creato dai militari in laboratorio alla candeggina da bere per non essere infettati: antologia delle più celebri fake sul «corona»

di Enrico Marro

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Dal virus letale creato dai militari in laboratorio alla candeggina da bere per non essere infettati: antologia delle più celebri fake sul «corona»


4' di lettura

Se a scendere in campo contro le fake news da coronavirus è stata, da subito, la stessa Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) significa che il problema delle bufale su internet è enorme. E che rischia di fare più danni dello stesso virus. Il grido di dolore della Oms ha rappresentato allo stesso tempo una chiamata alle armi per i colossi dei social network di ogni ordine e grado, da Facebook a Twitter passando per TikTok e WhatsApp, perché sguinzaglino un plotone dei loro agguerriti algoritmi a caccia delle fake più clamorose e pericolose. Ma quali sono le bufale più incredibili sul coronavirus? Vediamone una rassegna.

1. Il virus è un’arma per la guerra batteriologica cinese
La regina delle bufale è quella sull’origine stessa del 2019-nCoV, nome in codice del “corona”: si tratterebbe di un’arma batteriologica cinese sfuggita di mano. A servire al volo la fake news già dai primi giorni della “coronafobia” è stato il Washington Times: poco credibile testata, legata al movimento religioso della Chiesa dell'Unificazione nato oltre mezzo secolo fa in Corea del Sud, che citava le dichiarazioni di tal Dany Shoham, presunto ex ufficiale dei servizi segreti israeliani. La smentita è arrivata a stretto giro dallo stesso ex del Mossad, che sottolineava come «non ci siano prove o indicazioni» di un collegamento tra il coronavirus e il programma di sviluppo di armi batteriologiche cinesi. Ma la frittata era già fatta: la fake scorrazza ancor oggi allegramente su internet, in decine di varianti, per la gioia dei fans di film sugli zombie e di chi è convinto che l'uomo non sia mai stato sulla Luna.

2. La variante statunitense: Trump colpisce la Cina a colpi di virus
La bufala della guerra batteriologica era troppo invitante per non ricamarci sopra. Ecco quindi la variante a stelle e strisce, amata in particolare dalla “disinformazia” russa: il virus sarebbe stato creato sì a tavolino dai militari, ma non nei laboratori cinesi bensì in quelli statunitensi con l’obiettivo di colpire il detestato impero del Dragone in una modalità nuova rispetto alla solita guerra commerciale. Il virus al posto degli ormai noiosi dazi e tariffe, insomma, in attesa dell'evoluzione del tutto in cyberguerra. Uno scenario hollywoodiano in cui mancano ancora (forse) i marines che combattono bambini zombie comunisti: ma qualcuno prima o poi si prenderà la briga di farli sbarcare sull’Omaha Beach dell’immensa spazzatura digitale condivisa via internet.

Leggi anche: Sovrappopolazione e deforestazione, perché si diffondono i virus

3. La variante delle case farmaceutiche finanziate da Gates
Un’altra variante davvero singolare della bufala batteriologica racconta di un “corona” creato a tavolino dalle aziende farmaceutiche finanziate da Bill Gates, pronte a fare fantastiliardi vendendo a caro prezzo il vaccino, pronto da tempo. Il filantropo miliardario di Microsoft che nella versione mister Hyde ordine di creare virus letali fa onestamente sorridere anche i bambini. L’esegesi della bufala forse è da attribuirsi a un passaggio del discorso di Gates del 27 aprile 2018 al Massachusetts Medical: «il mondo deve prepararsi alle pandemie nello stesso modo in cui si prepara alle guerre», aveva dichiarato il fondatore di Microsoft, convinto di aver pronunciato una frase intelligente e non qualcosa che l’avrebbe fatto passare per untore della nuova peste gialla. Povero Bill.

4. La variante tricolore dell’italiano bloccato in Cina
Una variante nostrana ormai celebre, diffusa in chat, è quella dell’audio di un italiano bloccato a Hefei che rilancia la bufala della Sars potenziata creata in laboratorio, aggiungendoci - per non farsi mancare nulla - i militari cinesi autorizzati a sparare a vista e un volo fantasma atterrato a Roma con duecento persone. Tutte cose che i media italiani non vogliono farci sapere, conclude l’audiobufala nostrana.

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5. La fake della cura con gli antibiotici o con la Tachipirina
Se l’Organizzazione mondiale della Sanità non si è sporcata le mani a smentire le guerre batteriologiche, una cosa si è affrettata a precisarla: a dispetto delle raccomandazioni di presunti esperti su internet, gli antibiotici non servono a niente. Per il banale motivo che combattono i batteri, non i virus come il COVID-19. Niente antibiotici contro il coronavirus, non servono né a curarlo né tantomeno a prevenirlo. E niente Tachipirina, come raccomandano altre bufale in libertà. Questo è un caso lampante di come nel mondo delle fake gli “antidoti” finiscano a volte per fare più male del virus.

6. Le diete miracolose: olio d’origano, aglio e integratori
Per combattere il virus cinese basta bere olio d’origano, dice una delle tante bufale su Facebook. Oppure olio di sesamo o aglio, fake contro la quale hanno sparato ad alzo zero persino le artiglierie dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Alla Oms è invece sfuggito il panico da birra: stando alle ossessive ricerche su Google delle ultime settimane, c’è chi associa il coronavirus con la birra Corona, che sarebbe il micidiale veicolo di infezione del COVID-19. Beviamo (rigorosamente birra Corona) per dimenticare anche questa fake.

7. Bufale geolocalizzate: la fake statunitense della candeggina diluita
A proposito di berci sopra, ricordiamo la bufala molto dannosa alla salute circolata soprattutto negli Stati Uniti: per proteggersi dal virus basta ingollare una “Miracle Mineral Solution” composta da candeggina allungata con acqua. Speriamo che nessuno l’abbia fatto, ma negli Stati Uniti mai dire mai. Una variabile della bufala, mano dannosa perché priva di candeggina, è invece circolata a latitudini sudafricane: mentre bevi acqua sei immune al virus. E giù a trangugiare litri e litri .

8. Lo aveva predetto Nostradamus
Poteva mancare Nostradamus? Ovviamente no: a ricordarsi di lui, tra gli altri, è stato un sito russo dedicato alla popolazione ucraina, che in un articolo del 24 gennaio spiega come l'astrologo francese avesse predetto tutto cinque secoli fa. E ci mancherebbe altro. Ma a proposito di predizioni, caro Nostradamus, avresti mai solo lontanamente immaginato in mezzo a quanta spazzatura ci tocca surfare ogni giorno?

Per approfondire:
Coronavirus, per l'Oms ora è allarme «infodemia». E i social si schierano
Facebook contro le fake news sul Coronavirus (che adesso è anche un virus informatico)
Coronavirus, come informarsi, a chi dare retta e i numeri per ridimensionare l'ansia da social

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