nel mirino il lavoro in nero

Reddito di cittadinanza, da Bolzano a Palermo scoperti i primi “furbetti”

di Marzio Bartoloni


Ricerca del lavoro solo per un quarto dei percettori del reddito di cittadinanza

3' di lettura

Lavoratori in nero oppure in grado di incassare milioni da commerci illegali ma apparentemente in stato di indigenza. Sono i primi furbetti del reddito di cittadinanza scoperti dalla task force di controlli messi in campo in queste settimane. I primissimi casi a due mesi dalla distribuzione delle prime card avvenuta lo scorso 18 aprile, si sono registrati a Napoli, Palermo e Bolzano. La macchina dei controlli però parte con diverse falle, come quelli anagrafici dei Comuni sui requisiti di residenza e soggiorno o quelli relativi alle verifiche su auto, moto e imbarcazioni possedute.

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I furbetti del reddito di cittadinanza scoperti e denunciati a Napoli sono cinque. A scendere in campo la task force di cui fanno parte l'Inps, l'ispettorato del lavoro e l'apposito nucleo dei carabinieri che avvalendosi dell'anagrafe sono riusciti a individuare i falsi percettori. Su diciotto lavoratori irregolari, quasi tutti in cantieri edili del Napoletano, cinque erano anche destinatari del reddito di cittadinanza. I lavoratori ora perderanno il beneficio. Non solo, sono stati segnalati all'autorità giudiziaria e dovranno rispondere penalmente; il reato potrebbe essere truffa ai danni dello Stato. «Stiamo intensificando i controlli - dice il direttore dell’Inps di Napoli, Roberto Bafundi - e stiamo verificando che la rete creata tra i diversi rami dell'amministrazione sta funzionando come presidio di legalità nel territorio metropolitano».

Sono sempre lavoratori in nero quelli scoperti a Palermo nei giorni scorsi. In particolare una donna che aveva già incassato oltre mille euro di reddito di cittadinanza, ma il marito lavorava in nero in un bar. A scoprirlo sono stati i carabinieri della Stazione di Acqua dei Corsari a Palermo insieme ai militari del nucleo Ispettorato del lavoro. Nelle scorse settimane, sempre i carabinieri, avevano scovato un uomo di 52 anni intento a eseguire lavori di ristrutturazione in un appartamento. Muratore in nero ma con in tasca già 300 euro di reddito di cittadinanza, una prima tranche degli oltre mille che a breve gli sarebbero stati corrisposti. Nelle settimane precedenti un'altra coppia era stata denunciata nelle Madonie. In quel caso durante l'ispezione in un cantiere edile privato era stato scovato un lavoratore irregolare. I controlli, però, avevano fatto emergere come la moglie dell’uomo avesse presentato la domanda, accolta ma con pagamento ancora non eseguito, per il reddito di cittadinanza per l'intero nucleo familiare.

Diverso invece il caso di un uomo a Bolzano che percepiva il reddito, e versava quindi ufficialmente in uno stato di bisogno, ma in realtà era un proprietario terriero, con alcuni possedimenti in Spagna, ed incassava ingenti guadagni da un commercio illecito di birra che è stato ora scoperto dalla polizia di Bolzano. L’uomo, un cittadino campano, è stato arrestato assieme a suo figlio ed altre cinque persone: due italiani, due rumeni e un austriaco. Sono tutti finiti nella rete della polizia, che ha portato a termine l'operazione «Free Drink». La banda, secondo l'accusa, eludeva il fisco per milioni di euro attraverso un traffico internazionale di alcolici: in particolare trasportava, con dei tir, dei carichi di birra da San Candido a Lienz in Austria e ritorno, eludendo Iva e accise in Italia e guadagnando così anche 10mila euro al mese. Alla banda viene contestato un danno erariale di circa due milioni di euro.

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