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Da Botteghe oscure a Palazzo Marini: così gli immobili della politica diventano hotel di lusso

Gli investimenti in vista del Giubileo ridisegnano la “geografia” dei palazzi romani

di Riccardo Ferrazza

Il “Bottegone”, palazzo di via delle Botteghe oscure a Roma, già sede del Pci (Imagoeconomica)

3' di lettura

Là dove si faceva politica, ci sarà un albergo di lusso. È la tendenza in atto a Roma dove, con la spinta del Giubileo, gli investitori si espandono e invadono gli spazi tradizionalmente occupati da partiti e istituzioni. Accade a via delle Botteghe Oscure, storica sede del Pci, è toccato all’antico Collegio del Nazareno (ma la permanenza della sede nazionale del Partito democratico non sarebbe a rischio) e da ultimo è il destino di Palazzo Marini, l’immobile di piazza San Silvestro che per anni ha ospitato la mensa e gli uffici dei deputati: diventerà un albergo Four Season, catena che attraverso Cascade Investment ha tra i suoi soci Bill Gates.

Botteghe oscure di lusso

Negli ultimi venti anni l’idea di trasformare quello che fu il tempio del comunismo italiano in un albergo di lusso ha trovato sempre molti oppositori tra le file degli ex compagni, che mal digerivano che le stanze che hanno ospitato Palmiro Togliatti (anche in versione privata in un miniappartamento all’ultimo piano teatro della sua storia d’amore con Nilde Iotti), Longo, Ingrao, Cossutta e Berlinguer, potessero diventare luoghi di vacanza di ricchi turisti. Alla fine è rrivato l’annuncio della finanziaria Tosinvest e del suo presidente Giampiero Angelucci: il palazzo al civico 4 in via delle Botteghe Oscure comprato da Palmiro Togliatti per 30 milioni di lire diventerà un albergo di lusso. A ricordare il passato rimarrà l’ingresso voluto da Berlinguer e ideato da Gio’ Pomodoro: per terra, nella pietra, una grande stella a cinque punte di bronzo, e incastonate nelle pareti un busto di Gramsci, una falce e martello incrociate, e una bandiera rossa della Comune di Parigi.

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Collegio del Nazareno (Imagoeconomica)

Gran Hotel Nazareno

Stessa destinazione per l’antico Collegio del Nazareno, risalente al 1630, non lontano da piazza di Spagna: si trasformera’ nel Grand Hotel Nazareno, anche se non dovrebbe mettere ai rischio la permanenza della sede nazionale del Partito democratico che dal 2008 viene ospitato al secondo e terzo piano dell’edificio. Gli uffici Dem avranno un ingresso laterale visto che nelle intenzioni della Grand Hotel Nazareno srl’ la facciata principale sara’ l’entrata dell’albergo. A fondare il Collegio fu Giuseppe Calasanzio, per garantire l’istruzione ai ragazzi poveri di cui si sono sempre occupati i padri Scolopi fino a poco tempo fa, quando ospitava ancora un liceo classico, uno scientifico e un linguistico. Ma l’edificio è diventato celebre in tutta Italia per ragioni politiche: è un quelle stanze che fu siglato nel 2014 il famoso “patto del Nazareno” tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi procedere con una serie di riforme fra cui quella del titolo V della Costituzione, la trasformazione del Senato in “Camera delle autonomie” e l’approvazione di una nuova legge elettorale. Patto che durò poco perché decadde l’anno dopo con l’elezione di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica.

Palazzo Marini (ANSA / Umberto Battaglia)

Bill Gates nella Capitale

Aveva fatto discutere a maggio del 2022 la notizia (non ufficiale) della gestione di Palazzo della Rovere, in via della Conciliazione, affidata al Four Seasons di Bill Gates per trasformarlo in un hotel di lusso. Il fondatore di Microsoft raddoppia l’investimento a Roma e, secondo quanto riportato dal Corriere della sera, avrebbe puntato su Palazzo Marini: un’operazione da 165 milioni di euro per trasformare in una struttura di lusso la proprietà di prestigio a piazza San Silvestro appartenuta alla società Milano 90 di Sergio Scarpellini, uno dei più noti immobiliaristi di Roma, morto nel 2016. Fino al 2015 Palazzo Marini era afittato dalla Camera dei deputati. Il rapporto si era concluso dopo che Scarpellini aveva rifiutato la valutazione del canone di affitto fatta dall’Agenzia del Demanio, inferiore del 57% rispetto alla richiesta del locatore.

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