Giornata per le donne e le ragazze nella Scienza

Da Bracco ad Aspi, imprese in prima linea per avvicinare le ragazze alle materie Stem

La ministra Messa: «Servono più borse di studio per le lauree scientifiche e aiuti alla mobilità delle ragazze»

di Cristina Casadei

(pressmaster - stock.adobe.com)

4' di lettura

Le materie scientifiche e tecnologiche appassionano e incuriosiscono il 54% delle adolescenti a scuola. A dirlo è l’ultima ricerca realizzata da Ipsos per Save the Children che, in occasione della Giornata Internazionale per le Donne e le Ragazze nella Scienza 2022 sottolinea come occorra incentivare la partecipazione delle ragazze al mondo scientifico perché siano non solo come beneficiarie, ma anche agenti di cambiamento. Nel 2021 in Italia le immatricolazioni universitarie hanno registrato un aumento delle donne iscritte alle facoltà Stem (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica), in particolare in informatica e tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Itc) con un +15,74%. Le ragazze che scelgono corsi scientifici sono il 22% sul totale delle iscritte.

La ricerca Ipsos evidenzia che le ragazze pensano di poter dare un contributo concreto alle grandi sfide del futuro, quali l’invecchiamento della popolazione (34%), la produzione di energia sostenibile (31%) e la diminuzione delle emissioni inquinanti dei mezzi di trasporto (27%). «L’acquisizione di una piena ’cittadinanza scientifica’ è considerata oggi da molte come un diritto fondamentale per rispondere alle sfide ambientali e della salute. Tuttavia il divario di genere è molto presente e si radica, sin dai primi cicli di istruzione, negli stereotipi, ancora oggi diffusi, che vorrebbero le ragazze poco portate verso le materie scientifiche e che bloccano sul nascere i loro talenti», dice Raffaela Milano Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children.

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La ministra dell’Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa ha indicato due misure per sostenere le donne nella lotta contro le disparità di genere in ambito di istruzione e lavoro e cioè più borse di studio per le ragazze Stem e sostegni alla mobilità. «Abbiamo messo in atto una serie di misure di incoraggiamento e di incentivazione per le ragazze a iscriversi alle lauree Stem - ha ricordato la ministra - una misura messa in atto aumentando le borse di studio per le più capaci e meritevoli, in particolare con un aumento del 20% sulle delle borse di studio per le donne che si scrivono a lauree Stem». Per quanto riguarda i pregiudizi, ha spiegato la ministra, il peso della famiglia sulle scelte delle donne è spesso molto grande, non sempre le donne possono inseguire le possibilità fuori dalla loro città: «Puurtroppo, in molti casi, si fanno ancora differenze tra la laurea del maschio e della femmina». Il meccanismo delle borse di studio è secondo Messa valido per contrastare anche queste problematiche, «perché sono anche un importante misura per chi non vive nelle grandi città. Abbiamo investito quasi un miliardo anche per le residenze per gli studenti. Una parte è già stata bandita, l’altra metà lo sarà entro fine anno. Misure che cercano di favorire la mobilità e che dovrebbero facilitare anche le giovani ragazze». Questa giornata «è stata un’intuizione fondamentale per definire una delle sfide principali che abbiamo nel tempo che ci attende: investire in educazione, formazione e valorizzazione del femminile anche nell’ambito scientifico, aumentare le competenze per le ragazze e rimuovere ogni barriera o stereotipo che ancora oggi purtroppo esiste e che induce troppe ragazze a non scegliere le materie scientifiche perché pensano di non essere adatte», è la visione della ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

Su questi temi le aziende hanno ormai da molto tempo avviato progetti per sensibilizzare le giovani, fin dalle scuole primarie, ad avvicinarsi alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria e alla matematica. «Nessun Paese può fare a meno del contributo delle donne. Per questo in ogni campo si deve investire sul potenziale femminile, impegnandosi nella lotta contro ogni tipo di condizionamento e di discriminazione», afferma Diana Bracco, imprenditrice che ha portato avanti con la Fondazione Bracco numerosi progetti e si è fatta ’paladina’ dell’empowerment femminile. «Tutti devono anche impegnarsi nella lotta contro gli stereotipi, soprattutto in Italia dove le resistenze culturali sono più radicate: nella società, nelle aziende e nelle stesse famiglie. La parità di opportunità e di diritti va realizzata infatti contestualmente in diversi ambiti: dall’istruzione alla formazione, dall’occupazione al supporto all’imprenditorialità, dal credito alle donne al bilanciamento tra impegni familiari e lavorativi, possibilmente con l’ausilio anche di politiche sulla diversity nelle imprese e programmi di welfare aziendale».

Superare il gap di genere che storicamente caratterizza il mondo delle infrastrutture, mettendo in campo alleanze con università e centri di ricerca è l’obiettivo che si è data Autostrade per l’Italia, stabilendo alleanze azienda-università per assicurare i saperi necessari ad affrontare le grandi sfide della mobilità sostenibile. Un’azione che mira ad alimentare il coinvolgimento dei talenti femminili in un settore, quello dell’ingegneria civile, che ancora oggi in Italia laurea solo il 19% di donne. Una strategia, asse portante del Piano di trasformazione di Aspi, che si concretizza nel programma Diversity & Inclusion del Gruppo, come spiega Gian Luca Orefice, direttore Human Capital Organization & Hse Aspi: «Sostenere le competenze come elementi universali in grado di garantire equità e inclusione. La forza del sapere come architrave dell’integrazione e della crescita interna di tutti e per tutti». Un presupposto che si traduce in una serie di iniziative tra cui l’adesione al programma Girls@Polimi a cui hanno aderito diverse imprese, tra cui Fastweb.

Questa settimana Feralpi Group ha promosso con Canossa Campus il programma Deploy your talents, promosso da Csr Europe e da Fondazione Sodalitas, per favorire e sensibilizzare le giovani studentesse verso le materie tecnico-scientifiche. Secondo le ultime statistiche tratte dal Gender Gap Global Report, solo il 18% delle ragazze, infatti, sceglie percorsi di studio in questo ambito e, se si guarda ai soli ruoli apicali in azienda (dirigente e quadro), solo un manager Stem su 5 è di genere femminile. Molteplici gli incontri, a cui ne ha fatto seguito uno in stabilimento. Le professioniste di Feralpi in classe hanno presentato le opportunità tecnico-scientifiche che propone l’ambito siderurgico, e, come ci spiega Antonio Cotelli, direttore HR di Feralpi Group, «che un'azienda siderurgica abbia ancora una prevalenza di personale di genere maschile, in particolare nelle aree operative, è innegabile. L’evoluzione dell’attività, con una crescente componente votata alla tecnologia, alla digitalizzazione e una sempre maggior propensione all’ambiente ha permesso di rendere anche il nostro settore maggiormente propositivo. Sono nate professioni che non esistevano. Ecco perché il nostro compito nell’ambito di questo progetto è stato quello di presentare l’azienda per come è: un luogo dove tutti possono dare il proprio contributo. Le competenze non hanno genere».

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