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Amazon, da Brandizzo a Colleferro i driver si fermano e chiedono ritmi più sostenibili

L’azienda scrive ai clienti per spiegare che i lavoratori sono la priorità. A tutti, anche ai dipendenti dei fornitori terzi offriamo un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi tra i più alti del settore, benefit e ottime opportunità di crescita professionale

di Cristina Casadei

3' di lettura

Da Brandizzo a Colleferro i lavoratori di Amazon si fermano e chiedono solidarietà per i tempi e i ritmi del loro lavoro. «L’adesione allo sciopero è variegata, ma siamo intorno al 70-75%», dice il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio.
«Le lavoratrici ed i lavoratori di Amazon scioperano per ristabilire il diritto alla contrattazione aziendale, per salari adeguati e ritmi di lavoro più umani, rispettosi delle normative sui tempi di riposo per consentire il recupero psicofisico, contro il cottimo, per costruire un'organizzazione del lavoro negoziata e superare forme inaccettabili di arbitrio dell'azienda su precariato selvaggio e continui turnover di personale», spiega il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra.
Quello della Uil, Pierpaolo Bombardieri aggiunge che «in tutta la filiera, dai magazzinieri ai corrieri, chiediamo ad Amazon di affrontare positivamente con il sindacato questioni come i turni, i carichi di lavoro e la stabilità occupazionale dei lavoratori. Amazon e tutte le multinazionali rispettino il sindacato e si assumano la responsabilità sociale».

La filiera si ferma

La filiera di Amazon si è fermata chiedendo il riconoscimento del sindacato come interlocutore per tutta la filiera, non solo per i lavoratori dipendenti diretti, ma anche per quelli che lavorano nelle 90 società che sono rappresentate da Assoespressi.
L’obiettivo di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti è «costruire un sistema di relazioni industriali corretto tra le parti anche per tutto il secondo livello di contrattazione».
A questo si aggiunga che la contrattazione di secondo livello, secondo quanto chiedono i sindacati deve entrare nel merito delle tempistiche e dei ritmi delle consegne che oggi, come è possibile ricavare da molteplici testimonianze, arrivano anche a 180 al giorno per ogni driver.
Un elemento dirimente è poi la clausola sociale: «Le società per cui operano i driver che fanno l’ultimo miglio sono sostanzialmente monocommittenti e quindi nel momento in cui Amazon decide di cambiarle perdono tutta la loro attività - spiega Danilo Morini della Filt Cgil -. È quindi importante che i driver in caso di cambio di fornitura vengano assorbiti dal nuovo fornitore».

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Le richieste su ore di lavoro e parte economica

Sul limite delle 44 ore settimanali i sindacati vorrebbero aprire una discussione, ma questo apre un ragionamento che è forse più sul piano nazionale che su quello di secondo livello. Allo stesso modo rappresentano capitoli fondamentali la formazione e la salute e sicurezza. Da ultimo citiamo tutta la parte più propriamente economica che va dal premio di risultato fino al buono pasto e all’indennità Covid che «va negoziata. L’attribuzione unilaterale dell’indennità Covid fa trasparire un approccio non corretto alle relazioni industriali. Il cosiddetto rapporto one to one, azienda e lavoratore, non funziona, bisogna passare dal sindacato».

Nel giorno del primo sciopero nazionale che attraversa tutto il paese con i lavoratori che chiedono ai clienti di essere al loro fianco per avere condizioni di lavoro migliori, anche l’azienda si rivolge ai clienti.
A farlo è Mariangela Marseglia, la country manager di Amazon.it e Amazon.es. che informa del fatto che «è previsto uno sciopero organizzato a livello nazionale da alcune sigle sindacali. In Amazon rispettiamo il diritto di ogni individuo ad esprimere la propria posizione e voglio ringraziare personalmente i colleghi e i dipendenti dei fornitori dei servizi di consegna che ogni giorno lavorano per assicurare che possiate ricevere i vostri ordini».

L’emergenza sanitaria tutt’ora in corso «ha avuto un grande impatto sulla vita di tutti noi - continua Marseglia - Prendiamo molto sul serio il nostro compito di continuare a fornirvi un servizio utile, così come quello di proteggere la salute e la sicurezza di tutto il nostro personale, permettendovi di acquistare e ricevere i prodotti di cui avete bisogno restando a casa il più possibile». Per la manager i fatti dicono che «noi mettiamo al primo posto i nostri dipendenti e quelli dei fornitori terzi offrendo loro un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, con salari competitivi tra i più alti del settore, benefit e ottime opportunità di crescita professionale. Usiamo le più avanzate tecnologie e le mettiamo al servizio dei nostri lavoratori e fornitori per migliorare la sicurezza sul lavoro e semplificarlo».

Solidarietà è stata espressa dalle altre sigle sindacali presenti in Amazon e che rappresentano il commercio e le telecomunicazioni e da tutti i partiti, dal Pd a Forza Italia, al Movimento 5 stelle. L’eco è arrivato anche oltreoceano e alla telefonata ricevuta dai sindacati nei giorni scorsi da Jennifer Bates che sta cercando di portare il sindacato in Amazon, in Alabama, è seguito un video: «Vogliamo augurare a tutti voi, fratelli e sorelle italiani, buona fortuna per il vostro sciopero nazionale. Questa è una lotta globale, una lotta di giustizia e siamo dalla vostra parte. Vogliamo ringraziarvi, esprimere la nostra solidarietà e condividere il nostro sostegno».

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