made in Italy

Da Brescia ai confini del sistema solare:  Camozzi costruirà il telescopio Magellan

Il Gruppo si è aggiudicato la gara internazionale: accordo da 135 milioni di $

di Antonio Larizza


default onloading pic
Sguardo sull’Universo. Il Giant Magellan Telescope sarà terminato nel 2029 e sorgerà all’interno dell’Osservatorio Las Campanas, nel deserto di Atacama, in Cile

3' di lettura

Per riuscire a guardare per primo e meglio di tutti i pianeti collocati oltre i confini del sistema solare, il Giant Magellan Telescope (GMT) ha rivolto lo sguardo verso la tecnologia Mede in Italy.

La Gmto corporation - l’ente che realizzerà il telescopio terrestre di nuova generazione che avrà una vista dieci volte più acuta degli attuali telescopi - ha scelto Camozzi Group per produrre, assemblare e testare il meccanismo di precisione da 1.300 tonnellate di acciaio che dovrà sostenere la parte ottica e gli specchi del GMT.

Il Giant Magellan Telescope sarà terminato nel 2029 e sorgerà all’interno dell’Osservatorio Las Campanas, nel deserto di Atacama, in Cile. Il gruppo bresciano opererà attraverso la società controllata Ingersoll Machine Tools con sede a Rockford (Illinois), in collaborazione con la tedesca Mt Mechatronics.

La prima realizzerà il cuore d’acciaio del telescopio, la seconda sarà responsabile della progettazione, della meccanica e del sistema di controllo del telescopio. La commessa vale in totale 135 milioni di dollari e richiederà 9 anni di lavoro. Per aggiudicarsela, il Gruppo Camozzi ha partecipato a una gara competitiva internazionale la cui procedura è durata due anni. La cordata italo-tedesca ha battuto la concorrenza dei più importanti player mondiali dell’automazione.

Tutta la struttura peserà 2.100 tonnellate
Il cuore d’acciaio da 1.300 tonnellate Made in Italy sosterrà e garantirà il movimento senza attriti della struttura ottica, grazie a una tecnologia idrostatica che sfrutta brevetti del Gruppo Camozzi. La struttura del telescopio, che completa di specchi e di tutta la strumentazione peserà 2.100 tonnellate, galleggerà su un film d’olio spesso solo 50 micron, capace di garantire un movimento senza attrito per compensare la rotazione terrestre e seguire i corpi celesti da osservare.

«La tecnologia idrostatica applicata a grandi strutture è stata brevettata nel 1975 da Innse, azienda del nostro gruppo, e da allora abbiamo acquisito competenze avanzata in questo ambito», spiega Lodovico Camozzi, presidente e amministratore delegato di Camozzi Group. Competenze giudicate decisive dai soci istituzionali dell’ente Gmto: 12 università e istituti scientifici tra cui l’Harvard university e il Carnegie institution for science.

L'azienda italiana Camozzi costruirà il Giant Magellan Telescope

Sguardo oltre il sistema solare
Il telescopio avrà un diametro di 24,5 metri: lo specchio primario avrà sette segmenti circolari di 8,4 metri di diametro. Una volta acceso, il GMT avrà il compito di studiare i pianeti situati oltre il sistema solare: sfrutterà la sua super-vista per cercare segnali di vita, aumentare le conoscenze dei buchi neri e dell’energia oscura. Secondo gli scienziati, questo telescopio di nuova generazione potrebbe favorire scoperte in grado di cambiare la visione che oggi abbiamo dell’Universo.

Ingersoll dovrà consegnare la commessa entro il 2024. Poi toccherà alla tedesca Mt Mechatronics prendere in consegna il cuore d’acciaio da 1.300 tonnellate e metterlo in funzione.

Nove anni di lavori
Nel complesso, i lavori dureranno 9 anni. «Da italiani siamo molto orgogliosi di essere a bordo di questo progetto scientifico che cambierà le conoscenze umane sull’Universo - aggiunge Camozzi -. Far parte del team che realizzerà questo telescopio terrestre di nuova generazione genererà positività in tutto il nostro capitale umano, non solo nelle 40 persone che nei prossimi quattro anni saranno occupate a tempo pieno nel progetto».

Il gruppo Camozzi, multinazionale italiana con sede a Brescia specializzata nella produzione di componenti e sistemi per l’automazione industriale, è presente in 75 paesi con 30 filiali, 5 divisioni e 18 siti produttivi. Attualmente occupa 2.600 dipendenti. La società ha chiuso il 2018 con un fatturato pari a 419 milioni di euro, per l’85% generato all’estero.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...