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Da Brescia e Mantova i progetti pilota

di Cristiana Gamba

2' di lettura

Consapevole della gravità dei dati relativi al calo demografico, l’Unione degli industriali di Varese, poco meno di sei mesi fa, ha dato vita al progetto People, l’impresa di crescere insieme per diffondere una cultura d’impresa favorevole al benessere del singolo lavoratore e alla genitorialità dei dipendenti.

«Come imprese - ha spiegato il presidente Univa, Roberto Grassi - dobbiamo avere lo sguardo strabico con l’occhio sull’oggi ma anche una visione di medio-lungo periodo. E se vogliamo mantenere dinamico e attrattivo il nostro territorio dobbiamo agire sul tema della denatalità». I dati parlano di un calo del 30% delle nascite nel periodo 2009-2021: ecco quindi l’idea del progetto. People è nato con il coinvolgimento di una quindicina di aziende, che inizialmente non hanno fatto altro che raccontare le proprie best practise, esempi virtuosi capaci di creare un vero e proprio clima di comfort nell’ambiente di lavoro. Si è quindi creata una community - ora le aziende sono una cinquantina - che con il passa parola si sono aiutate reciprocamente. «Il meccanismo del contagio culturale funziona - ha aggiunto Grassi - ed è trasversale: le piccole aiutano le grandi, e viceversa». Ovviamente l’iniziativa non si limita allo scambio di esperienze; gli industriali varesini hanno messo a disposizione un team di esperti, dal commercialista al fiscalista e al giurista di lavoro, per comporre piani di welfare personalizzati.

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È anche nata una help line per favorire la conciliazione vita-lavoro, un aiuto alle neo mamme e neo papà che rientrano dopo il congedo parentale. In quest’ottica vengono incentivati i servizi salvatempo (lavanderia, farmacia o consegna dei pacchi), la flessibilità dell’orario di lavoro o i turni agevolati per il personale con i figli piccoli. Infine sono in rampa di lancio, ma ancora devono essere definiti gli ultimi passaggi, linee di credito su misura per aiutare i figli dei dipendenti negli studi o per le rette di asili e scuole.

Sempre al tema del calo demografico Confindustria Mantova ha dedicato parte della sua assemblea, con l’intervento della professoressa Maria Rita Testa. Per la città i pronostici sono allarmanti dal momento che, secondo le stime, si passerebbe dagli attuali 400mila residenti a poco meno di 200mila nel 2100. «La questione demografica è determinante e prioritaria, per questo abbiamo deciso di lanciare un allarme», ha dichiarato il presidente di Confindustria Mantova, Edgardo Bianchi. Accanto ai servizi di welfare aziendale, l’associazione punta ad attrarre più persone sul territorio, sia dall’Italia che dall’estero.

«Per fare questo - ha aggiunto Bianchi - dobbiamo offrire principalmente un lavoro. L’impegno è di colmare un gap infrastrutturale che si trascina da decenni, e che nel 2020 era stato calcolato in 5,5 miliardi di euro. Non solo strade, soprattutto quelle verso Milano, ferrovie e ponti, ma anche la via d’acqua. Il Canal Bianco, canale navigabile tutto l’anno, ci collega direttamente al Mar Adriatico, ma necessita di rialzare due ponti nel Rodigino per diventare fruibile alle chiatte di quinta classe. L’intermodalità di trasporto delle merci (gomma-ferro-acqua) ha reso il Porto di Valdaro il candidato naturale per il riconoscimento della Zls (zona logistica semplificata), il cui iter abbiamo fatto nascere e sollecitato, insieme alla Camera di Commercio, Ance e Confartigianato».

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