il caso “la linea verde”

Da Brescia al resto d’Europa: l’irresistibile ascesa delle insalate made in Italy

di C. A. F

2' di lettura

Trecento milioni di fatturato e un incremento del 26% rispetto all’esercizio precedente. Sono i due numeri che identificano il 2018 dell’azienda bresciana La Linea Verde, specializzata in insalate IV gamma e piatti pronti freschi.

Il risultato si spiega sia con la progressiva, maggiore penetrazione sui mercati europei, sia con un’acquisizione. Lo scorso anno, infatti, il gruppo lombardo ha finalizzato l’acquisizione dello stabilimento di Naturvega (nella regione della Navarra) e di nuove serre per le coltivazioni (nella Murcia), in Spagna, consolidando una presenza che risale al 2008 con la sede Vegetales Línea Verde.

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L’internazionalizzazione della Linea Verde però riguarda anche altri Paesi europei, a cominciare dalla Serbia, dove è stato avviato un nuovo polo produttivo dedicato alla IV gamma – attivo sia per la marca DimmidiSì sia come co-packer per catene di rilievo –, ed è stata ampliata la superficie destinata alle serre. In Francia e in Russia, invece, il gruppo guidato dal fondatore e presidente Giuseppe Battagliola, dal fratello Domenico (co-fondatore e amministratore delegato) e dal figlio Andrea (fresco di nomina a direttore generale) è presente con sedi commerciali.

La scelta di guardare sempre più ai mercati internazionali sembra pagare, considerato che oggi il gruppo di Manerbio è presente in 25 Paesi con i suoi prodotti e il 35% del giro d’affari della sede principale è legato all’estero. «A oggi – spiega Andrea Battagliola –, sono oltre 60 i marchi che hanno scelto La Linea Verde come co-packer. Questo è anche merito della capacità dell’azienda di cogliere i nuovi trend legati a tutto ciò che è vegetale e all’alta qualità della nostra filiera: corta, integrata e certificata».

Sul fronte italiano, l’azienda bresciana sta portando a termine un investimento triennale di 15 milioni di euro per l’ampliamento delle linee produttive a Manerbio. Parallelamente a quelli strutturali gli investimenti riguardano anche il capitale umano, con un incremento degli addetti del 14% nel corso del 2018, che oggi sono circa 1.500.

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