ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’agenda

Da Bruxelles al G20 di Bali, i primi viaggi all’estero di Meloni per accreditarsi presso le cancellerie

A differenza di Draghi, la leader di una forza politica di destra che in passato ha espresso posizioni sovraniste e anti Ue, dovrà costruire un rapporto di fiducia reciproca con gli alleati tradizionali. Un’impresa non facile, che è partita in salita a causa delle parole, catturate in un audio, dell’alleato Silvio Berlusconi sulla guerra in Ucraina e Putin

di Andrea Carli

Articolo aggiornato il 22 ottobre, ore 21:00

Aut-aut di Meloni: "Governo atlantista o non si fa"

5' di lettura

Quando si è insediato il premier uscente Mario Draghi non ha avuto difficoltà a convincere gli alleati europei e gli Usa sull’orientamento filo atlantista del nuovo esecutivo. Un orientamento che, nel momento in cui la Russia ha deciso di invadere l’Ucraina, ha registrato un’ulteriore conferma. «L’Ue - ha ribadito Draghi a margine del suo ultimo appuntamento internazionale da capo del governo italiano, il Consiglio europeo sull’energia - è un concetto rilevante per tutti i nostri Paesi. Tutti guardano all’Ue come a una fonte di sicurezza, stabilità e pace: dobbiamo tenerlo a mente come stella polare per il futuro, soprattutto in tempi difficili come questi».

L’aut aut di Meloni sull’atlantismo

Un messaggio per il nuovo governo di centrodestra. A differenza dell’ex presidente della Bce, Meloni, prima donna presidente del Consiglio della storia d’Italia, leader di una forza politica che in passato ha espresso posizioni sovraniste e anti Ue, dovrà costruire un rapporto di fiducia reciproca con gli alleati tradizionali. Un’impresa non facile, partita in salita a causa delle parole, catturate in alcuni audio, dell’alleato Silvio Berlusconi sulla guerra in Ucraina e Putin. Parole che hanno spinto la stessa Meloni a chiarire che «l’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica», e a lanciare al contempo un aut aut agli alleati: «Chi non fosse d’accordo con questo capisaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo». Antonio Tajani, coordinatore di FI e braccio destro dell’anziano leader, nuovo ministro degli Esteri (e vicepremier), ha deciso di raggiungere Bruxelles per assicurare i colleghi del Partito popolare europeo (del quale è vicepresidente dal 2002) sulla fede atlantista ed europea del partito e, in seconda battuta, dell’esecutivo che sta per nascere. Non è una questione del solo centrodestra: il leader di M5S Giuseppe Conte, forza politica di opposizione, ha chiarito il «no» all’invio di nuovi aiuti militari all’Ucraina, chiarendo che non voterà altri decreti.

Loading...

La telefonata con Ursula Von der Leyen e il prossimo viaggio a Bruxelles

La premier sa che tutti gli occhi sono puntati su di lei, in Italia e all’estero, e non ci saranno sconti al primo passo falso. I primi contatti internazionali dopo il giuramento nella mani del Presidente della Repubblica sono giunti con le telefonate con Ursula Von der Leyen e i vertici delle istituzioni europee con cui, ha sottolineato Meloni, il nuovo governo di centrodestra è «pronto a collaborare». L’ esito del Consiglio europeo, crisi energetica, guerra in ucraina, attuazione del Pnrr e politiche di coesione, un prossimo viaggio a Bruxelles: secondo quanto si è appreso sarebbero stati questi i principali temi al centro dei colloqui telefonici tra la presidente del Consiglio italiano e i vertici delle Istituzioni europee. Meloni ha ringraziato via social tutti i leader stranieri che le hanno fatto gli auguri per l’incarico, compresi Viktor Orban e il polacco Mateusz Morawiecki. Al presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito che l’Italia sarà «sempre» dalla parte dell’Ucraina

Il 15 e 16 dicembre il primo Consiglio europeo

Non a caso Draghi nelle sue ultime ore da premier ha posto l’accento sul fatto che «la credibilità acquisita in questi anni è lo strumento migliore per ottenere i risultati a cui aspiriamo». I primi banchi di prova per il nuovo governo Meloni saranno il 7 novembre, quando si terrà una riunione dell’Eurogruppo, dove parteciperanno i ministri delle Finanze, il 14 e 15 novembre, in occasione del Consiglio Affari esteri e, soprattutto, il 15 e 16 dicembre - in piena manovra di bilancio - quando Meloni debutterà al primo Consiglio europeo, a Bruxelles. In quell’occasione si vedrà se Meloni giocherà di sponda con il duo Francia - Germania o se invece metterà in campo una strategia più in linea con i movimenti di Polonia e Ungheria.

L’incontro con Macron a Roma

Meloni sarà chiamata pertanto a fare “piazza pulita” delle ambiguità sulla fede atlantista del nuovo esecutivo, così da scongiurare per quanto possibile il rischio di incappare fin dal debutto in un isolamento europeo. Una partita che dovrà giocare fin da subito: lunedì 24 ottobre la neo premier dovrebbe incontrare il presidente francese Emmanuel Macron, per un primo, probabilmente breve, faccia a faccia che serve a riallacciare i rapporti dopo l’incidente delle parole della ministra francese Laurence Boone («vigileremo sul rispetto dei valori e dello stato di diritto», aveva detto all’indomani della vittoria elettorale del centrodestra). Il presidente francese è in visita nella capitale ì per un evento organizzato dalla Comunità di S.Egidio (vedrà il Capo dello Stato Sergio Mattarella e il Papa). Macron non ha escluso di poterla incontrare, se ci saranno le condizioni.

Il G20 di Bali

Un’altra data già segnata in agenda è il 15 novembre, quando di aprirà a Bali, in Indonesia, il G20. Qui il tema potrebbe essere ancora l’Ucraina, considerato che il presidente indonesiano, Joko Widodo ha annunciato la presenza di Xi e Putin. La presenza del due all’incontro, se alla fine sarà confermata, creerebbe una sorta di resa dei conti con il presidente americano, Joe Biden, e altri leader democratici: tutti, infatti, si incontrerebbero di persona per la prima volta dall’invasione russa dell’Ucraina partita il 24 febbraio.

Vertice Euromed il 9 dicembre ad Alicante

Un’altra occasione per Meloni sarà il vertice tra nove Paesi del Mediterraneo EuroMed, inizialmente programmato per il 30 settembre. L’incontro, come ha anticipato il premier spagnolo Pedro Sánchez, si terrà il 9 dicembre ad Alicante. L’appuntamento, per il quale è prevista anche la partecipazione dell’Italia, era stato posticipato a causa della positività al Covid dello stesso Sánchez.

Mano tesa di Biden al nuovo governo, Italia alleato vitale

Infine, ma non in ordine di importanza, il rapporto con gli Usa. Joe Biden ha atteso il giuramento formale di Meloni come premier per mandarle ufficialmente le sue congratulazioni e dettare la linea della futura cooperazione, anche a livello di G7, nel quadro dell’alleanza transatlantica. Un messaggio che potrebbe preludere al loro primo incontro a margine del G20 di Bali, per suggellare la continuità della cooperazione dopo il monito sulla svolta a destra in Italia. E in futuro ad una visita alla Casa Bianca. «L’Italia - ha affermato il commander in chief in una nota - è un vitale alleato Nato e un partner stretto mentre le nostre nazioni affrontano insieme le sfide comuni globali. Come i leader del G7, sono impaziente di continuare a lavorare per far avanzare il nostro sostegno all’Ucraina, chiedere conto alla Russia delle sue responsabilità per le sue aggressioni, garantire il rispetto dei diritti umani e dei valori democratici e costruire una crescita economica sostenibile». Un messaggio subito raccolto e rilanciato da Meloni, che ha ringraziato il presidente americano ricordando che «Stati Uniti e Italia sono uniti da una profonda amicizia e dalla partnership transatlantica, fondata su valori comuni» che non vede l’ora «di rafforzare ulteriormente, battendoci insieme per la libertà e la sicurezza internazionale». A Biden ha fatto eco su Twitter il segretario di stato americano Antony Blinken, che ha esteso le congratulazioni al suo collega Antonio Tajani, definendo «eccellente» la partnership con l’Italia. L’anno prossimo, probabilmente in primavera, in occasione della riunione del Conservative Political Action Conference, la conferenza politica annuale dei conservatori Usa che si tiene di solito a fine febbraio, cui partecipano attivisti conservatori e politici da tutti gli Stati Uniti e leader internazionali, Meloni potrebbe raggiungere gli Usa. Potrebbe essere quella l’occasione per un incontro con le principali rappresentanti istituzionali.

Il messaggio di Biden è giunto dopo che un paio di volte lo stesso presidente Usa aveva lanciato un monito su quello che è successo in Italia, come esempio di quello che potrebbe accadere anche in Usa a Midterm se vincesse un partito repubblicano sempre più dominato dagli estremisti trumpiani “Maga” (acronimo dello slogan “Make America Great Again”) e dalla loro ideologia a sfondo “fascista”. Parole da contestualizzare in eventi elettorali ma che avevano spiazzato la linea ufficiale di prudente apertura al nuovo governo e mandato in fibrillazione le diplomazie dei due Paesi.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti