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Da Bulgari finanziamento da record per il restauro della Collezione Torlonia

Il marchio romano, che fa capo a Lvmh,ha contribuito al restauro di parte della collezione di statue antiche. Si tratta del sostegno più ingente mai devoluto finora. E che potrebbe estendersi a un museo e diventare una nuova collezione

di Chiara Beghelli


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3' di lettura

«Bulgari sostiene da tempo molti progetti. Ma questo è il più importante»: sotto le volte stuccate, le tele e i busti della Galleria Corsini di Roma, Jean- Christophe Babin, amministratore delegato di Bulgari, presenta così il nuovo progetto con cui il marchio sostiene il patrimonio artistico e storico della sua sua città natale, Roma.

Si tratta del finanziamento del restauro di 96 delle 620 statue della Collezione Torlonia, celeberrima raccolta di statuaria dell’Antica Roma di proprietà della Fondazione della famiglia di principi romani, che dagli anni Sessanta non era più visibile al pubblico, custodita in ambienti protetti del ministero dei Beni Culturali. Babin non ha quantificato l’ammontare dell’impegno finanziario, ma le sue parole fanno dedurre che si tratti di milioni di euro: infatti, finora la cifra più alta era stata pari agli 1,5 milioni devoluti per il restauro della Scalinata di Trinità dei Monti nel 2014.

«Quello, come il progetto per i mosaici delle Terme di Caracalla del 2016 o il più recente per il restauro dell’Area Sacra di Largo Argentina (annunciata a febbraio, ndr), sono stati interventi “on-off” - prosegue l’ad -. Stavolta è un impegno che durerà nel tempo, per anni».

Le prime statue restaurate daranno vita alla mostra “The Torlonia Marbles. Collecting Masterpieces”, che sarà inaugurata il 25 marzo 2020 nella nuova sede espositiva dei Musei Capitolini a Palazzo Caffarelli, in un’ala che riaprirà per l’occasione dopo oltre 50 anni. La mostra sarà poi itinerante in vari musei del mondo, anche se i tempi e le destinazioni sono ancora in fase di definizione. In ogni caso, dopo il tour, la collezione troverà spazio in un nuovo “Museo Torlonia”, in via permanente, per il quale si sta cercando la sede più opportuna.

«Per bellezza e completezza paragono la Collezione Torlonia ai tesori di Tutankhamon - aggiunge Babin -. Si estende su sei secoli, dalla Repubblica al Tardo impero e contribuire alla sua conservazione per noi è ancora una volta un modo per restituire a Roma l’ispirazione quotidiana che ci dona e si ritrova nei nostri gioielli».

«Ogni anno lavoriamo a vari progetti in questo senso, ma non è detto che tutti vadano a buon fine. Il 2019 è stato particolarmente fortunato in questo senso: abbiamo annunciato due progetti per la Roma antica, ma anche per quella contemporanea, rinnovando l’accordo biennale con il Maxxi», prosegue l’ad.

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Questa collaborazione con la Fondazione Torlonia, però, segna un’innovazione rispetto a quelle che l’hanno preceduta: «Restaureremo anche altre statue e non è detto che Bulgari non prenda parte anche al progetto del nuovo Museo Torlonia - spiega Babin -. E ci saranno probabilmente anche forme diverse di collaborazione con la Fondazione. Magari, potremmo pensare a una mostra che unisca le statue e l’arte antica ai nostri gioielli, d’altra parte i gioielli dell’antica Roma erano molto importanti. Questa collaborazione è una piattaforma evolutiva», prosegue.

Come i motivi dei mosaici delle Terme di Caracalla hanno ispirato la linea Diva’s Dream e le arcate del Colosseo si ritrovano nella collezione B.zero1, i marmi della Collezione Torlonia potrebbero ispirare anche una nuova collezione Bulgari? La risposta di Babin fa propendere per un sì: «Ci sono delle statue con dei dettagli incredibili, che a livello creativo possono essere estremamente interessanti».

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