ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl cartellone

Da Busseto a Fidenza con voci e registi imperdibili

di Carla Moreni

(Agf)

2' di lettura

Rischia di confermarsi nella fama jettatoria, La forza del destino di Verdi, opera inaugurale della ventiduesima edizione del Festival dedicato al compositore delle Roncole, diventata emblema di mala sorte per quel procedere fatale e carico di morti, dove tutti perdono: a renderne turbolento il debutto, ancor prima che la musica cominci, il prossimo 22 ottobre, con la partitura in edizione critica affidata a Roberto Abbado, direttore musicale del cartellone, e la nuova produzione di Yannis Kokkos, sono infatti le proteste del Coro del Regio. Scatenate dal febbraio scorso, alla presentazione del programma, non accennano a scemare e minacciano tempesta. Collaboratori stabili, in forma di cooperativa con il Teatro, i coristi si sono visti scippare il titolo di partenza dai cugini di Bologna, Orchestra e Coro del Teatro della medesima regione. Le quattro date - un’inezia per scatenare una guerra - per collocazione risultano invece particolarmente visibili e simboliche. Scatenano timori di accorpamenti o usurpazioni.

Tutte le quattro opere si offrono in abito sperimentale

Assolti i riti scaramantici sulla prima (corroborati magari da qualche azione diplomatica, che offra garanzie economiche, sempre risolutive) gli appassionati verdiani troveranno a Parma un piatto ricco, distribuito in comodi fine settimana e date fino al 16 ottobre: tutte le quattro opere si offrono in abito sperimentale, con quella dovuta originalità che spetta a un Festival. Forse la più tranquilla, sulla carta, è proprio Forza, dal solido cast, seguita da un Trovatore che migra a Fidenza, per una esecuzione in forma scenica nella meravigliosa e idonea cornice del Magnani, raccolta bomboniera storica. Si ritorna al Regio per Simone, versione originale di Venezia: altro che “tavolino zoppo”, come sornione lo definiva l’autore: avrà gambe e testa ben forti di Valentina Carrasco, regista. A ruota, a Busseto approderà un Trovatore con voci giovani e riduzione orchestrale per ensemble da camera. Sentiremo. E mentre si annunciano imperdibili Requiem con Mariotti e Pezzi sacri uniti ai luoghi topici di Parsifal con Gatti, ospiti compagini Rai e Maggio, almeno una puntata fuori dai classici a Verdi-off è obbligatoria: sono 200 gli appuntamenti, un tripudio, un vero festival nel festival.

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