verso le regionali in emilia

Da Calenda a Pizzarotti, il centrosinistra a Bologna si riorganizza. Aspettando il M5s

Il pensiero del Pd è già rivolto al 26 gennaio, quando i cittadini emiliano-romagnoli si recheranno alle urne per scegliere se confermare il governatore uscente Stefano Bonaccini o optare per la sfidante leghista sostenuta da tutto il centrodestra Lucia Borgonzoni

dall'inviata Emilia Patta


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3' di lettura

BOLOGNA. Il pensiero di tutto il Pd, in questa tre giorni bolognese dedicata alla “rifondazione” del partito e che si concluderà con la votazione del nuovo statuto da parte dell’assemblea nazionale, è già rivolto al 26 gennaio. Quando i cittadini emiliano-romagnoli si recheranno alle urne per scegliere se confermare il governatore uscente Stefano Bonaccini o optare per la sfidante leghista sostenuta da tutto il centrodestra Lucia Borgonzoni.

Altissima la posta in gioco
Chiaro che la posta in gioco è altissima e che tutto il resto - futuro del Pd, futuro del governo, futura coalizione di centrosinistra - dipende dalla tenuta della regione “rossa” per eccellenza. I sondaggi continuano a dare Bonaccini in testa su Bergonzoni, ma il voto di lista continua a premiare il centrodestra, con la Lega molto forte.

In Emilia occhi puntati sul M5s: con o contro Bonaccini?
In queste condizioni è dirimente la scelta che farà il capo politico del M5s nei prossimi giorni: se presentare un candidato proprio che finirebbe per drenare consensi a Bonaccini, se entrare nella coalizione di centrosinistra sostenendo Bonaccini o se optare per una sorta di desistenza non ostile rinunciando a presentare la lista del movimento. Quest'ultima, al momento, sembra la soluzione più probabile. «Sulle elezioni in Emilia Romagna decideranno nei prossimi giorni – ha ribadito in queste ore Di Maio – Dobbiamo presentarci dove siamo pronti, perché dove non lo siamo dobbiamo essere onesti con i cittadini».

Intanto il centrosinistra si riorganizza: da Calenda a Pizzarotti
Con o senza il M5s il “fortino” va comunque difeso. E il Pd si sta organizzando contando sulla credibilità personale del governatore uscente, giudicato un buon amministratore e stimato anche dagli elettori del centrodestra. Matteo Renzi, che ha un buon rapporto con Bonaccini, parteciperà con i candidati di Italia Viva nella lista civica intitolata al governatore (l’apporto in termini di voto della lista “personale” è stimato al 10% circa). Ci sarà la sinistra di Leu. E se il M5s confermerà nei prossimi giorni la volontà di non entrare in coalizione ci saranno anche altre piccole liste di area centrosinistra: dal movimento del sindaco di Parma Federico Pizzarotti a + Europa di Emma Bonino fino al nascente partito di Carlo Calenda.

L’invito a Calenda di Della Vedova
Un invito a fare cartello pro Bonaccini è venuto dal segretario di +Europa Benedetto Della Vedova, che ha proposto un apparentamento all’ex ministro dello Sviluppo dei governi Renzi e Gentiloni. «Dico a Calenda di unirci sul campo proprio a partire da queste regionali in Emilia Romagna. Mettiamoci assieme, misuriamoci con il consenso attraverso una lista comune “Azione- Più Europa” per un’Emilia Romagna che cresce – dice Della Vedova -. Ho sentito Bonaccini in queste ore e gli ho detto che siamo interessatissimi a partecipare promuovendo liste europeiste, liberal-democratiche alle regionali a partire dall’Emilia».

Le regionali laboratorio del centrosinistra?
Aspettando la decisione di Di Maio, chissà che queste regionali non finiscano per essere anche un laboratorio per il centrosinistra che verrà. Intanto nel Pd nessuno sottovaluta la portata della sfida. Ma si comincia a pregustare la sconfitta di Salvini. «Pensate che botta che prende - è il commento che si sente tra i dirigenti dem -. Perché se come lui dice questa dell’Emilia Romagna diventa la battaglia del secolo non è che vale solo per Zingaretti, vale pure per lui».

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