Firmata l’ordinanza del campidoglio

Da Campo dei Fiori a Trastevere: ecco le zone della movida di Roma chiuse dalla Raggi

Il sindaco della capitale firma l’ordinanza con la chiusura di Campo de’ Fiori, piazza Trilussa, piazza Madonna de’ Monti e via del Pigneto

di Marco Ludovico

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(ANSA)

Il sindaco della capitale firma l’ordinanza con la chiusura di Campo de’ Fiori, piazza Trilussa, piazza Madonna de’ Monti e via del Pigneto


3' di lettura

Stop alla movida romana. Dalle 21:00 alle 24:00 di venerdì a sabato si chiudono le principali piazze della capitale dove la sera si concentrano giovani e meno giovani a bere e a conversare. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha firmato l’ordinanza e da stasera si vedranno gli effetti. Non è esclusa, nei prossimi giorni, la chiusura di altre zone. La parola d’ordine è scongiurare e scoraggiare ogni forma di assembramento. Così si vedrà, per esempio, se a Ponte Milvio - altra zona di grande afflusso della movida ma non inclusa per ora dal provvedimento del Comune di Roma - la concentrazione di persone la sera diminuirà.

Piazze chiuse ma si può accedere a locali e ristoranti
L’ordinanza della Raggi è la sintesi di un lungo confronto con gli uffici comunali, la polizia di Roma Capitale e la prefettura guidata da Matteo Piantedosi. Giovedì scorso si è svolto il comitato provinciale ordine pubblico e sicurezza a palazzo Valentini, sede della prefettura, presieduto da Piantedosi con i rappresentanti del Campidoglio, il questore Carmine Esposito e i vertici provinciali delle forze di polizia. Si allineano così esigenze del Comune, organizzazione e valutazioni dei responsabili della sicurezza pubblica. Nel dialogo tra Raggi e Piantedosi è stato fissato un principio: la chiusura delle piazze non deve impedire o mettere a rischio il lavoro degli esercizi pubblici in regola con le norme COVID-19. «Accesso e deflusso» è assicurato così come quello alle abitazioni di residenza.

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L’ordinanza

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Le zone (per ora) off limits
La prima piazza, la più affollata finora fino all’incredibile nonostante i dati sempre più tragici del COVID-19, è Campo de’ Fiori. I segnali, le denunce e gli allarmi sono stati ripetuti: una situazione «comprovata da numerose segnalazioni di cittadini e relazioni del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale e delle forze di polizia in generale» si legge nell’ordinanza. C’è anche piazza Trilussa a Trastevere «limitatamente all’area della scalinata prospicente la fontana dell’Acqua Paola»: altra zona di alta concentrazione di giovani e non. E poi piazza Madonna de’ Monti, nell’omonimo quartiere, via del Pigneto e via Pesaro nelle zone pedonali istituite di recente.

Il livello di allarme
Dall’ordinanza della Raggi si comprende il livello alto di preoccupazionE. Le affluenze incontrollate in piazza e nella movida costituiscono «concentrazioni di persone potenzialmente tali da determinare lo sviluppo di assembramenti non controllati e la conseguente possibilità di diffusione di forme di contagio del virus». La scelta di queste zone è stata fatta «con l’ausilio delle competenti strutture di prevenzione sanitaria». Le piazze e le vie off limits saranno transennate. Nuclei dei vigili urbani e delle altre forze di polizia saranno presenti a presidiare e controllare la circolazione delle persone. Non è previsto, per ora, il ricorso ai militari dell’esercito.

I timori sull’occupazione negli esercizi commerciali
Il prefetto Piantedosi, in particolare, sta seguendo anche il profilo sempre più drammatico dei riflessi economici e della tenuta dell’occupazione negli esercizi commerciali del centro di Roma. Basta fare, del resto, una camminata tra le strade della capitale, e non solo quelle del cosiddetto Tridente, per vedere a ogni piè sospinto saracinesce abbassate e locali con vendite di liquidazione per chiusura. «Abbiamo ricevuto insieme al sindaco i rappresentanti di queste categorie - ha detto ieri il prefetto di Roma in un’intervista a SkyTg24 - i dipendenti di questi esercizi solo nella città di Roma sono 80mila. Il rischio di licenziamenti si traduce in una grandissima crisi economica e sociale. Le misure devono essere ponderate e progressive».

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