ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLE FAQ SUL DPCM

Coronavirus: da Capri a Courmayeur, rischio corsa alle seconde case

Le località di villeggiatura, al mare o in montagna, plaudono all’interpretazione meno restrittiva del provvedimento data dall’esecutivo. Mettono in evidenza che si delinea un primo passo verso la normalità, pur sottolineando che saranno mantenute le regole per evitare la diffusione dei contagi

di Andrea Carli

Coronavirus, nuovo dpcm: ecco cosa si può fare e cosa no

6' di lettura

Un’apertura che desta reazioni diverse, se non opposte, che vanno dal plauso alle perplessità. Il chiarimento del Governo sul fatto che a certe condizioni è possibile raggiungere le seconde case fuori regione da una parte registra il plauso degli amministratori delle località di mare e di montagna che intravedono la possibilità di una lieve ripresa delle attività economiche sul loro territorio, una sorta di ritorno alla normalità, e per questo danno volentieri il “benvenuto” a chi arriverà mettendo al contempo in evidenza che non sarà un “liberi tutti”, e che verranno rispettati gli accorgimenti basilari contro l’epidemia.

Dall’altra quella che nella sostanza si configura come un’apertura desta qualche perplessità in chi teme che questa interpretazione estensiva possa determinare in concreto un aumento dei contagi Covid. Anche perché, in un contesto di divieti e zone rosse (allo stato attuale Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano e Sicilia) che rendono sempre più opprimente la vita nelle grandi città, l’allentamento della stretta potrebbe preludere a scene di assalto alle abitazioni di villeggiatura.

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Il sindaco Capri: ritorno vacanzieri passo verso normalità

Il sindaco di Capri, Marino Lembo, rientra nel primo gruppo. Considera la possibilità di raggiungere le seconde case un passo verso la normalità.

Nell’isola, infatti, il numero delle seconde case, appartamenti e ville storiche, appartenenti agli habitué è molto alto.«Il ritorno dei vacanzieri che hanno casa sull'isola è ben gradito e riporterà un po' di vita nel nostro contesto urbano - afferma - e vogliamo considerarlo un primo passo per il ritorno alla normalità, ma voglio anche sottolineare che non si tratterà di un liberi tutti, e la nostra attenzione resterà sempre molto alta, in modo da non vanificare l'impegno messo in campo finora. Amministratori e cittadini isolani hanno infatti compiuto grandi sforzi per tenere sotto controllo la situazione dei contagi, che sono stati molto limitati e quasi tutti con sintomi lievi. In varie occasioni abbiamo toccato quota zero contagi in tutta l'isola, e pertanto vogliamo continuare su questa strada di prudenza».

Anche Anacapri accoglie positivamente la novità delineata nelle faq del governo sul nuovo Dpcm. Dice il vicesindaco Francesco Cerrotta: «Siamo felici che le nuove disposizioni di sicurezza prevedano la possibilità per i proprietari delle seconde case di poter raggiungere l'isola, il cui contesto è sicuro e quindi adatto a riaccogliere queste persone che da tanti anni fanno parte del nostro tessuto sociale. Noi abbiamo sempre chiesto di poter essere oggetto di provvedimenti differenziati, specialmente per le scuole, dato che il contesto specifico dell'isola è molto diverso da quello della terraferma. Ora - conclude - sapremo accompagnare queste graduali aperture con il massimo dell'attenzione richiesta dalla situazione attuale dei contagi, certi, come sempre, di poter contare sulla collaborazione di tutti i nostri cittadini, residenti e non».

E così, con i contagi isolani che si avvicinano ormai allo zero, Capri ed Anacapri si preparano ad accogliere nuovamente alcuni dei loro storici frequentatori, con un occhio sempre attento alle disposizioni di contrasto alla pandemia.

Sestriere non teme esodo, ok seconde case è boccata ossigeno

Dal mare alla montagna, cambia l’ambientazione ma non diminuisce l’attesa per un miglioramento della situazione. Il via libera alle seconde case darà «una boccata d'ossigeno all'economia locale», confida il sindaco di Sestriere Gianni Poncet. La perla delle Alpi è meta degli appassionati di montagna provenienti anche da fuori Piemonte. Anche Poncet mette in evidenza che «si tratta comunque di una situazione da gestire con buon senso, nel rispetto delle norme anti Covid», Il primo cittadino non è per nulla preoccupato della possibilità che nel fine settimana scatti l'esodo dalle città verso le montagne. «Già durante le vacanze di Natale abbiamo registrato una occupazione del 30-40% degli alloggi, quindi direi che siamo preparati», spiega. «Gli impianti sono chiusi - aggiunge -, si sa, ma siamo in grado di offrire escursioni e passeggiate all'aria aperta, nel rispetto del distanziamento e di tutte le altre misure anti Covid».

Il Trentino valuta ordinanza

L’altra faccia della medaglia è rappresentata da chi teme che l’arrivo di persone da altre regioni possa determinare un aumento dei contagi, il che significherebbe anche una maggiore pressione sulle strutture ospedaliere e la necessità di promuovere ulteriori misure restrittive. Occorre regolare la nuova situazione, è il ragionamento che ricorre in queste zone. Ecco perché sugli spostamenti nelle seconde case in Trentino la Provincia autonoma valuterà una ordinanza. Che si vada verso questa soluzione lo ha anticipato il dirigente generale della Protezione civile del Trentino, Raffele De Col. «Attendiamo questo fine settimana ed eventualmente, se la situazione non è gestibile in un modo compatibile con i comportamenti e la diffusione del contagio, vedremo di intervenire - ha affermato -. Anche perché qui fortunatamente i dati stanno scendendo tanto che stiamo puntando alla zona bianca». Il maggior numero di seconde case in Trentino sono di persone residenti in Lombardia ed Emilia Romagna, mentre quelle di residenti in Veneto sono meno, salvo nella zona del Primiero, anche per ragioni di vicinanza al confine. L'ordinanza potrebbe essere articolata in base al colore dell'area di provenienza dei proprietari di seconde case in Trentino: «Il colore non si attacca alla persona, ovviamente - ha sottolineato De Col -. Non vogliamo mettere il bollino a nessuno, ma serve continuità comportamentale. Giuridicamente le zone sono definite per aree territoriali, non per le persone. Ma siccome il virus circola con le persone la trasposizione è che chi ha una restrizione sul proprio Comune, cioè è in zona arancione, se viene nella seconda casa in Trentino deve rimanere nel proprio Comune. Quindi, ad esempio, se un proprietario ha la seconda casa a Pinzolo dovrà rimanere nel Comune di Pinzolo. Se invece ha una restrizione al proprio domicilio, cioè viene da una zona rossa, dovrà usare lo stesso criterio in vigore nella zona in cui proviene e si potrà muovere solo per i casi consentiti dalla zona rossa», ha concluso il dirigente.

Courmayeur punta su anti struscio

Un piano “anti-struscio” per regolare la passeggiata dello shopping e garantire la sicurezza sanitaria dei villeggianti nel centro di Courmayeur: in vigore già a Natale sarà questo lo strumento con cui nei prossimi fine settimana e, soprattutto, nel periodo di carnevale l'amministrazione comunale della località del Monte Bianco intende far fronte al probabile aumento di presenze dopo il via libera di Palazzo Chigi alla possibilità di raggiungere le seconde case. Inoltre saranno potenziate le navette verso la val Ferret, una delle mete più frequentate delle Alpi. «Non ci aspettiamo un'affluenza grandissima, ma pensiamo che incominci ad esserci un po' più di gente anche perché il numero di seconde case a Courmayeur è elevato e, a parte lo sci alpino, tutto il resto si può fare: passeggiate, sci nordico, escursioni di scialpinismo, ci sono molte possibilità», spiega il sindaco Roberto Rota. «La zona di assembramento più probabile è il centro di paese - aggiunge Rota - dove saranno in vigore le indicazioni di prevenzione anti-Covid sull'uso della mascherina, sui comportamenti e sulla viabilità pedonale: credo che queste regole siano sufficienti, dovessero però esserci troppi assembramenti abbiamo pronte misure più restrittive».

Bolzano boccia l’apertura del governo

Qualcuno mette nel mirino la strategia di contenimento del virus promossa a livello centrale, rispetto alla quale, viene messo in evidenza, non mancano le incongruenze. «L'accesso alle seconde case anche da altre regioni non ha nessuna logica», attacca l'assessore alla salute altoatesino Thomas Widmann, aggiungendo: «Prima ci fanno zona rossa, mentre i nostri dati dicono ben altro, e poi i proprietari di seconde case - anche da zone rosse - possono venire da noi, mentre gli altoatesini non dovrebbero neanche lasciare i propri Comuni».

In Liguria seconde case già occupate da chi fa smart working

C’è infine chi, come la Liguria, minimizza l’impatto che questa interpretazione del Dpcm è destinata a produrre. Alla fine la sensazione è che non cambierà poi molto. Le seconde case sono già occupate da chi lavora in smart working, quindi non solo l’esodo dovrebbe essere scongiurato, ma la situazione non dovrebbe registrare novità di rilievo. «Qualche mese fa abbiamo avuto diversi problemi con le seconde case, quando le regole non erano chiare. Ora, però, è tutto sotto controllo», osserva Adolfo Bormida, vicesindaco facente funzione di Bergeggi (Savona).
«Diverse case - continua - sono occupate da persone che, grazie allo smart working, sono arrivate già prima delle vacanze natalizie e sono rimaste qui a lavorare. Per il resto, non registriamo difficoltà». Molte seconde case anche a Varigotti, frazione di Finale Ligure: «Dando per scontato il rispetto delle Faq diffuse dal Governo, do il benvenuto a tutti coloro che vorranno raggiungere le loro seconde case - chiosa il sindaco Ugo Frascherelli - Naturalmente nel rispetto di queste disposizioni che, come sindaco, farò rispettare». A questo punto, non c’è altro da fare, nella speranza che l’allentamento della stretta non scateni l’assalto alle seconde abitazioni. E, con esso, il rischio di una nuova impennata del virus.

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