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Da Cdp 680 milioni di finanziamenti per sostenere il settore alimentare

Tra il 2019 e il 2020 sono state 2.891 le imprese finanziate (28 medio grandi) con un aumento delle somme erogate del 209%

di Silvia Marzialetti

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L’agroalimentare è tra le principali aree di finanziamento di Cdp su prodotti diversi e anche su intere filiere

Tra il 2019 e il 2020 sono state 2.891 le imprese finanziate (28 medio grandi) con un aumento delle somme erogate del 209%


3' di lettura

Cresce la presenza di Cassa depositi e prestiti nel settore agroalimentare: tra il 2019 e il 2020 sono state 2.891 le imprese supportate con oltre 680 milioni di euro. Tra queste ci sono mid cap e large corporate come Molino Casillo, Consorzio Casalasco, Fileni Alimentare, Latteria Soresina, Gruppo Italiano Vini, Andriani, che hanno ricevuto finanziamenti ordinari per 288 milioni di euro e una galassia di Pmi sostenute indirettamente attraverso le banche e altri intermediari finanziari con 291 milioni di euro.

L’operatività di Cassa depositi e prestiti è più marcata nel 2020, anno in cui le risorse erogate a imprese hanno spiccato un salto del 209% rispetto al 2019: un exploit dovuto alla pandemia – è il caso di Sammontana, 10 milioni di euro di liquidità Covid-19, su un plafond da 85 milioni di cui hanno usufruito anche altre quattro aziende – e all’apertura di nuove sedi operative di Cdp sul territorio. A spingere l'intervento della spa controllata dall’Economia ha contribuito anche l’accordo siglato nel 2019 con Coldiretti e Filiera Italia, per fornire un servizio di supporto alle aziende associate su capitale circolante, risk sharing, credito agevolato. Effervescente – ma è presto per tirare le somme – si preannuncia anche il 2021, che si è aperto con la sottoscrizione di una quota di 60 milioni (garantiti da Sace) del prestito obbligazionario emesso da Newlat Food.

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Agroalimentare settore strategico

L’agroalimentare rientra tra i primi cinque settori su cui via Goito focalizza la propria attenzione. Il perché lo spiega Paolo Calcagnini, vicedirettore generale e chief business officer di Cassa Depositi: «Riteniamo fondamentale, soprattutto nell’attuale momento di difficoltà del Paese, sostenere un comparto d’eccellenza e strategico per l’Italia, caratterizzato da imprese che vogliono investire nel futuro senza tralasciare la forza della tradizione, leve fondamentali del made in Italy nel mondo».

Uno degli strumenti più utilizzati in agricoltura è il fondo rotativo di sostegno alle imprese, che coinvolge ministero delle Politiche agricole, Cassa depositi e sistema bancario attraverso bandi pubblici. In pool con le banche, Cdp finanzia a medio-lungo termine, a condizioni economiche agevolate, i soggetti che realizzano gli investimenti ammessi alle agevolazioni pubbliche. La quota di finanziamento agevolato copre di norma il 50% del finanziamento, raggiungendo il valore massimo del 90% nei programmi di ricerca, sviluppo e innovazione.

In ambito agroalimentare sono stati 62 i contratti chiusi nel biennio, per un valore complessivo di 43 milioni (la quota Cdp). Nella maggior parte dei casi si tratta di iniziative interregionali focalizzate su specifici comparti, come nella filiera cerealicola “grano Armando zero residui”, che ha finanziato 43 aziende tra Puglia, Basilicata, Campania e Abruzzo. Più di 26 milioni di euro gli investimenti attivati, finalizzati alla produzione e commercializzazione di pasta di grano duro con un residuo di agrofarmaci sotto la soglia di 0,01 mg/kg. L’elenco dei cosiddetti Fri annovera anche contratti della filiera pataticola (49,7 milioni di euro di investimenti attivati), bovina (25 milioni), ortofrutticola (contratto da 23 milioni) e vitivinicola (28 milioni di investimenti, di cui 10 milioni di finanziamenti Cdp a condizioni agevolate).

La peculiarità del comparto agroalimentare favorisce anche tecniche innovative di finanziamento come l’inventory financing, «uno strumento finanziario particolarmente funzionale alle imprese di questo settore, che utilizza il magazzino di prodotti agroalimentari come garanzia del credito», spiega ancora Calcagnini. Cinque le operazioni concluse nel biennio, tra cui Consorzio Casalasco e Latteria Soresina. Nel primo caso Cdp ha partecipato con 15 milioni di euro a un finanziamento complessivo da 160 milioni, per supportare la struttura finanziaria della cooperativa che, oltre ai prodotti a marchio proprio come Pomì o De Rica, opera attraverso i marchi della grande distribuzione, o in qualità di co-paker per le multinazionali del settore.

L’operazione Soresina-Cdp-Iccrea

L’accordo di finanziamento con Latteria Soresina – la più grande azienda produttrice al mondo di formaggio Grana Padano Dop – è stato siglato insieme con il gruppo bancario cooperativo Iccrea: un’operazione da 30 milioni complessivi, a cui Cdp ha partecipato con un finanziamento da 10 milioni di euro. «In diversi ambiti dell’agroalimentare – spiegano in Cdp – uno dei componenti che assorbe liquidità è la costruzione del magazzino. Nel frattempo, però, occorrono risorse per sostenere produzione e personale». Fino a oggi le operazioni di inventory financing sono rimaste circoscritte alle filiere citate, ma in Cassa depositi si sta ragionando sulla possibilità di estenderle ad altri comparti come il vino e il grano.

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