Crediti deteriorati

Da Cerberus a Banca Ifis un maxi portafoglio da 2,8 miliardi di Npl

A seguito di questa operazione, il portafoglio di proprietà del Gruppo Banca Ifis ammonta oggi a 21,8 miliardidi euro di valore nominale

di Luca Davi

2' di lettura

Banca Ifis acquista un maxi-portafoglio da 2,8 miliardi lordi di crediti unsecured da Cerberus. E mette così a segno la più grande acquisizione diretta di Non Performing Loans realizzata nel 2021 in Italia, sia nel mercato primario sia secondario. Il contratto prevede la cessione da parte del fondo americano di circa 300mila posizioni di crediti non garantiti, di size limitata (cosiddetti “small tickets”), originati da alcuni istituti bancari e finanziari italiani. I crediti, vantati verso clientela retail, derivano prevalentemente da contratti di credito al consumo e dal credito retail bancario. La presa in carico delle posizioni da parte di Ifis avverrà entro il primo semestre del 2022.

«Si tratta della più grande acquisizione di Npl mai effettuata nella storia della banca - spiega al Sole 24Ore il ceo Frederik Geertman - ma è soprattutto la conferma della nostra capacità di essere leader nel segmento dei crediti unsecured: non è scontato organizzare la presa in carico di 300mila controparti, in modo fluido, nel massimo rispetto della qualità del servizio per chi vende e per i debitori».

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IL PORTAFOGLIO DI IFIS
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Con questa operazione Banca Ifis raggiunge in anticipo l’obiettivo di acquisto di portafogli Npl che per il 2021 era stato fissato a circa 3 miliardi di euro. E soprattutto dà un colpo di acceleratore importante alla crescita dello stock di Npl in gestione. Il portafoglio di proprietà del gruppo, considerate le compravendite registrate durante l’anno fino ad oggi, ammonta ora a 21,8 miliardi di euro di valore nominale, a cui si sommano 3,4 miliardi di euro in gestione conto terzi per un ammontare complessivo nominale di 25,2 miliardi di euro. Possibile peraltro che lo stock complessivo sia destinato a crescere ulteriormente, anche perchè la banca al momento sta analizzando ulteriori dossier per un valore complessivo superiore al miliardo di euro.

«Secondo le nostre stime, un quarto delle transazioni di crediti deteriorati, mercato che nel 2022 stimiamo sarà composto da 40 miliardi di Npl e 10 di Utp, è destinato a riguardare il mercato secondario, che si sta rivelando sempre più interessante», aggiunge Geertman. Dietro questa atteso di un maggior fermento del mercato legato a portafogli già oggetto di precedenti cessioni, «c’è la sottoperfomance di alcune cartolarizzazioni con Gacs: in questo senso ci aspettiamo che alcuni investitori scelgano di vendere sul mercato secondario per valorizzare l’investimento».

Di certo con questa maxi-acquisizione Banca Ifis ribadisce la fiducia verso il mercato italiano. «Nel 2021 abbiamo visto incassi record sui nostri portafogli di Npl acquistati», aggiunge Geertman e «tra i segnali che arrivano dalla banca commerciale, le stime di crescita sull’economia, l’arrivo dei fondi legati al Pnrr riteniamo che nei prossimi anni l’Italia confermi il suo appeal per gli investitori anche stranieri».

Nel frattempo la banca - che proprio domani presenterà i conti relativi al terzo trimestre - continua a lavorare sul piano industriale che dovrebbe essere presentato a inizio 2022, realisticamente a febbraio. Entro quella data, se tutto filerà liscio, è atteso il parere (favorevole) dell’Agenzia delle Entrate sull’impatto fiscale del trasferimento della sede della holding dalla banca, La Scogliera, dall’Italia alla Svizzera, con effetti positivi sul capitale regolamentare di Banca Ifis.

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