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Da Christie’s il 400 senese e Giandomenico Tiepolo guidano i dipinti antichi

Due predelle record di Giovanni di Paolo e sei disegni di Tiepolo portano ricavi nelle aspettative, nonostante l'incertezza politica ed economica

di Giovani Gasparini


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4' di lettura

L'asta serale dedicata da Christie's all'opera dei grandi maestri della pittura tradizionale si è tenuta il 3 dicembre nel contesto della settimana che Londra dedica all'arte classica prima della pausa natalizia.
Nonostante l'incertezza politica legata alla Brexit e all'incerto esito delle elezioni politiche nel Regno Unito in calendario per settimana prossima, e quindi delle possibili ripercussioni soprattutto sul mercato dei cambi, il risultato complessivo di 24,2 milioni di sterline si situa appena sopra a quello ottenuto un anno fa, grazie a 38 dei 44 lotti in catalogo venduti, pari all'86% per numero e al 94% per valore, ottimi risultati rispetto alla difficoltà di convincere i potenziali venditori a mettere in vendita opere di primo piano.

Giovanni di Paolo e il ‘400 Senese
A venire incontro alla casa d'aste è stato però il meccanismo delle restituzioni agli eredi di alcune opere oggetto di confische e passaggi illeciti di proprietà durante il periodo nazista. In particolare, gli eredi della famiglia Fuld, industriali tedeschi di origine ebrea perseguitati dal nazismo, hanno affidato a Christie's la vendita di due lavori appena ri-ottenuti, due rare predelle parte di una complessa pala d'altare dedicata a Santa Chiara e commissionata a Giovanni di Paolo, miniatore e artista del gotico senese del Quattrocento già oggetto di studio del grande storico dell'arte e direttore del British Museum John Wyndham Pope-Hennessy.
Entrambe le tavole erano in condizioni eccezionali anche grazie alla cura loro dedicata da decenni dai musei pubblici tedeschi in cui sono state esposte e valorizzate, e hanno trovato un'ottima accoglienza finendo allo stesso compratore al telefono per un multiplo delle rispettive stime, sfiorando un totale di 9 milioni di £.

A Londra i maestri antichi in asta

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In particolare, la predella più interessante, quella con Santa Chiara eroina che salva dei naufraghi, è passata di mano a 5,3 milioni di £ da una stima di 1,5-2 milioni, nuovo record per l'artista che raramente appare in asta, mentre il lotto successivo con una tempera a fondo oro di dimensioni praticamente identiche 20 x 30 cm circa sestuplicava la stima bassa di 600-800mila £ per fermarsi a 3,6 milioni con le commissioni, in proporzione un rialzo ancora maggiore data la stima più cauta legata al soggetto meno ‘contemporaneo' e più marcatamente religioso dell'Investitura di Santa Chiara da parte di San Francesco.
La rarità dell'opera, le condizioni di conservazione, la provenienza importante museale e l'assenza dal mercato da decenni hanno contribuito a realizzare questi prezzi straordinari per il settore, soprattutto per un artista noto agli specialisti ma non certo al grande pubblico.
Speriamo che il nuovo acquirente voglia prestare, magari a lungo termine, le due predelle alla Pinacoteca di Siena, ricongiungendole finalmente alla sua Pala originaria.

Sei disegni del Tiepolo e gli italiani
Il contributo dell'arte italiana ai realizzi non si è però fermato al Rinascimento: un gruppo di sei disegni (ne sono noti oltre un centinaio) di buone dimensioni (circa 35 x 45cm) di fine Settecento di Giandomenico Tiepolo (figlio di Gianbattista), dedicati alla Commedia dell'Arte ed in particolare alla figura di Pulcinella, hanno realizzato complessivamente quasi 3,9 milioni di £ con la commissioni, un buon risultato per l'unico venditore, con realizzi fra 400mila e appena sotto il milione di £ e cinque lotti oltre le stime alte, spesso al doppio della stima bassa.
Una tavola con un gruppo di uomini travestiti da Pulcinella ad un banchetto si è fermata a 995mila £, nuovo record per un lavoro su carta dell'artista veneziano.
Nell'asta solo 3 lavori hanno realizzato oltre il milione di sterline, ben tre dei sei disegni figurano fra i primi dieci realizzi, situazione non comune sintomo da un lato della giusta crescita di interesse per i lavori su carta, dall'altro di una certa difficoltà ad approvvigionare lavori importanti su tela o tavola.
Degno di nota anche un nuovo prezzo record per un altro artista italiano che operò presso i Medici, Gasparo Mola, per un crocefisso in oro fiorentino di fine ‘500 che ha raddoppiato la stima a 600mila £, dimostrando l'importanza della scultura anche in un catalogo che solitamente presenta solo opere di pittura; a confermare questo trend positivo, una caratteristica croce limosina (databile 1190-1210) veniva aggiudicata a 160mila £, il doppio della stima.
Sempre in ambito italiano, ha sfiorato la stima bassa di 600mila £ un'«Allegoria della Fortuna» di Guido Reni di grandi dimensioni, mentre hanno brillato per assenza le usuali (per questo tipo di cataloghi) vedute settecentesche del ‘Gran Tour', tranne quella di Venezia del Marieschi che è passata di mano sotto la stima a 120mila £ e due vedute di Napoli attribuibili al misterioso Gaspar Butler, operante nella prima metà del ‘700, lunghe oltre un metro entrambe stimate 150-200mila £ e rimaste invendute.

Nature morte
Buoni risultati per le quattro nature morte proposte, tutte ben aggiudicate per un totale di 3,5 milioni di £. Si tratta di ottimi esemplari di specialisti del settore, guidati da Ambrosius Bosschaert il Vecchio, la cui composizione floreale databile attorno al 1618 ha faticato a raggiungere la stima bassa di 1,5 milioni di £, superata solo grazie alle commissioni, nonostante l'eccezionale cura dei dettagli amplificata dal supporto in rame di dimensioni di poco superiori ad un foglio A4.
Ha scatenato, invece, una serie di rilanci una ben più grande (oltre il metro) tavola di Jan Breughel il Vecchio, dalle insolite dimensioni, raffigurante un vaso ornamentale straboccante di ogni genere di fiore e colorazione, conteso fino a 755mila £, un multiplo della stima di 150-250mila £.
Le dimensioni più contenute (38 x 26 cm) di un olio su rame del fiammingo Daniel Seghers non sembrano aver scoraggiato i compratori, finendo a 587mila £ da una stima di 250-350mila £, oltre le 505mila £ pagati quasi un decennio fa per un'altra natura morta che probabilmente ne faceva da pendent.
Infine, una più tarda (1672) composizione di Abraham Mignon, pittore tedesco del XVII secolo, si è fermata entro la stima di 400-600mila a 563mila £ con le commissioni.
Le aste proseguono ora con il catalogo serale proposto da Sotheby's il 4 dicembre ed i diversi cataloghi di arte classica sparsi lungo tutta al prima settimana di dicembre, mentre il mondo dell'arte contemporanea si raduna a Miami per la fiera Art Basel.

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