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Da contabile a stratega: così cambia il ruolo del Cfo in azienda

di Christian Vasino *


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(AFP)

3' di lettura

Quella del direttore finanziario è una delle figure che più si è evoluta negli ultimi anni. A partire dagli anni Ottanta, con l’aumento della complessità delle organizzazioni, è cresciuto anche il ruolo del direttore finanziario. Quarant’anni di globalizzazione hanno trasformato questa funzione dalla mera contabilità alla gestione strategica di alto livello, attività di negoziazione e pubbliche relazioni. Oggi il Cfo deve possedere ottime capacità manageriali che si manifestino in più ambiti, come per esempio nel rapporto con le risorse umane dell’azienda, rimanendo un punto di riferimento e di sostegno al lavoro del Ceo.

La funzione si è evoluta fino a definire una sua ampia partecipazione al business e alle decisioni operative, e non solo a quelle finanziarie. Ma lo sviluppo continua, e il direttore finanziario sta diventando un partner aziendale fondamentale, le cui skillls sono cresciute gradualmente. Strategia, leadership e buona interazione coi colleghi sono diventate le competenze imprescindibili che vanno al di là di quelle economiche. Nel momento in cui il Ceo cerca un Cfo che sviluppi al meglio il business aziendale, guarderà quindi a una persona con un ampio ventaglio di capacità, cercando qualcuno che si concentri maggiormente sulle attività produttive del quotidiano, ma che abbia anche esperienza e abilità nel condurre le trattative e finalizzare i business.

I migliori Cfo sono quelli che hanno fatto il salto, applicando all’interno della propria azienda il concetto di efficacia/efficienza, ovvero quelli che hanno capito l’importanza di investire nella formazione e sviluppo di tutti gli asset aziendali: dal personale alle tecnologie, andando così contro il rischio di cadere nell’obsolescenza. Per esempio è molto importante il rapporto Cfo/Risorse umane. I dipendenti sono spesso la voce di costo più alta in azienda, ma identificare il capitale umano come una semplice voce di costo non porta benefici alla crescita. Il Cfo è chiamato a comprendere il valore delle persone e i relativi investimenti necessari per farle rendere al meglio, soprattutto al giorno d’oggi dove le competenze e i talenti sono sempre più difficili da trovare e trattenere.

La forza lavoro è il motore dell’innovazione e non un costo da gestire. I Cfo che non riconoscono la rilevanza del talento per il successo, rischiano di relegare la propria organizzazione in una posizione svantaggiata. Se l’azienda non è in grado di attrarre il personale più valido del settore a causa di investimenti inadeguati, lo farà la concorrenza, e le aziende che non riescono a trattenere i propri dipendenti perdono un’esperienza preziosa e sprecano risorse nella formazione dei sostituti.

I direttori finanziari più competenti sono quindi quelli che sanno tradurre i complessi messaggi economici in termini comprensibili per i Ceo, i direttori di altre divisioni, gli investitori, i clienti, i fornitori, i finanziatori e gli analisti che esaminano le prestazioni finanziarie. Ciò che i Cfo raccontano influisce sulla valutazione dell’azienda. Per far fronte alle nuove sfide, il Cfo di oggi deve possedere una padronanza di base del business, mostrare una solida conoscenza dei dati finanziari e relativi al capitale umano, essere in grado di comunicare complessi messaggi finanziari, collaborare in maniera efficiente con i direttori Hr, i Cio e i Ceo. Potremmo quindi dire che l’attuale ruolo del Cfo è quello di colui che tiene in mano i fili di tutta l’azienda. In un mondo così fortemente competitivo, l’ottimizzazione delle risorse finanziarie di una società non può non passare attraverso anche a quella delle risorse umane e tecnologiche. Ogni elemento è strettamente connesso all’altro, e il Cfo è colui che deve fare in modo che queste connessioni funzionino al meglio.

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