emergenza coronavirus

Da Conte a Boccia, l’altolà ai governatori leghisti sull’accesso a scuola

Per tutelare i cittadini dal contagio «invito a fidarsi di chi ha specifiche competenze», ha detto da Londra il presidente del Consiglio

di Nicola Barone


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3' di lettura

Altolà del governo a mettere in isolamento i bambini e i ragazzi che rientrino dalla Cina. «Invito i governatori del Nord a fidarsi di chi ha specifiche competenze» per tutelare i cittadini dal contagio da coronavirus. È direttamente il premier Giuseppe Conte, da Londra, a prendere le distanze dall'iniziativa dei quattro presidenti di Regione della Lega che hanno scritto al ministro della Sanità (Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Maurizio Fugatti per la provincia di Trento).

Il monitoraggio della rete scolastica
Dicono di non voler "ghettizzare" nessuno, gli esponenti del Carroccio, dando allo stesso tempo «risposta all'ansia di tanti genitori». Gli studenti, cinesi e non, che tornano dalla Cina devono essere messi in quarantena, nell'ottica, come ha spiegato il lombardo Attilio Fontana, della «massima precauzione e a tutela di bambini dei nidi e delle materne». Per l'Istituto superiore di sanità l'Italia risulta tra i paesi che hanno adottato le misure «più ampie ed articolate». Dopo la circolare inviata alle scuole, lo scorso 1° febbraio, il ministero dell'Istruzione prosegue la collaborazione con la Salute in merito al controllo della diffusione delle infezioni da coronavirus, «grazie anche al quotidiano aggiornamento con la rete degli Uffici scolastici regionali dislocati sul territorio nazionale». Tutte le persone di rientro dalle zone interessate dall'emergenza, precisa ancora l'Iss, «se manifestano sintomi delle alte vie respiratorie o se sono state in contatto con portatore di coronavirus negli ultimi 14 giorni sono soggette a controllo sanitario così come i loro contatti» .

Boccia: ognuno faccia il suo lavoro
Non è solo Conte a stigmatizzare la presa di posizione dei governatori leghisti. «Le linee guida in materia di tutela della salute in Italia sono competenza dello Stato. L'organizzazione sanitaria spetta alle Regioni. Ognuno faccia il proprio lavoro», taglia corto il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia. «Decide il ministro della Salute e le Regioni si adeguano. Tutto molto chiaro. Basta leggere la Costituzione. Se la dichiarazione dei presidenti della Lega non è ispirata da motivazioni politiche, come sono certo ben conoscendo il loro profondo rispetto delle istituzioni, il governo la accoglierà come ulteriore sollecitazione a tenere alta la vigilanza sul mondo della scuola». Per Boccia la vigilanza alta sul mondo della scuola è già attuata e le misure previste dal governo italiano «sono efficaci e garantiscono tutti». Nessun allarme anche da parte della ministra all'Istruzione Lucia Azzolina, per la quale «c'è una circolare del ministero della Salute che spiega tutti i casi punto per punto. Io mi sento di tranquillizzare gli studenti e le famiglie: la scuola resta un luogo di inclusione per cui se non ci sono situazioni come quelle che qualcuno ha descritto a scuola si va».

L'Istruzione chiede informazioni su rientri
Il ministero dell'Istruzione sta intanto chiedendo ai presidi di tutte le scuole di ogni ordine e grado informazioni sul numero di studenti e docenti attualmente in Cina o che siano rientrati in Italia negli ultimi 15 giorni dalla Cina. In particolare la rilevazione mira a sapere quale sia il numero degli studenti e dei docenti impegnati in attività di studio e formazione di cui si prevede il rientro nelle prossime settimane e il numero di studenti o di personale scolastico che sia rientrato negli ultimi 15 giorni dalla Cina.

Fontana: preoccupazione è nostra e di genitori
Parla nuovamente di «una preoccupazione che abbiamo voluto esporre al governo» il governatore Fontana, nell'attesa «che faccia le sue valutazioni e ci dica se è necessario aumentare le precauzioni o se è sufficiente quello». Il problema derivava dal comportamento tenuto dall'esecutivo «nei confronti dei cittadini che sono arrivati da Wuhan e che sono stati messi in isolamento - ha aggiunto a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università Statale di Milano -, e tenuto conto di quello che ha dichiarato l'Oms che ha evidenziato come non sia frequente, ma possibile, l'infezione anche da asintomatici».

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