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Da contract e digitale la spinta per la ripresa

Presentazioni online e stock di magazzino hanno dato un buon livello di ordini

di Giovanna Mancini

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Infra-structure, Di Vincent Van Duysen

Presentazioni online e stock di magazzino hanno dato un buon livello di ordini


2' di lettura

Sei settimane di «lavoro matto e disperatissimo». Altro che lockdown. Roberta Silva, dallo scorso giugno ceo di Flos, era abituata a lavorare da remoto: prima di arrivare nell’azienda bresciana (parte, a sua volta, del gruppo Design Holding) gestiva da Milano il network internazionale dei negozi Bose e le riunioni su Microsoft Teams erano la sua quotidianità.

«Il passaggio a remoto è stato rapido e indolore – dice la manager – e abbiamo usato queste settimane per accelerare il processo di trasformazione digitale già avviato da Flos. Abbiamo mantenuto una comunicazione costante e produttiva con i nostri clienti nel mondo e i nostri siti produttivi in Spagna e negli Stati Uniti, abbiamo lavorato sulla parte progettuale e sul lancio online dei prodotti nuovi, confrontandoci con i nostri rivenditori, architetti e buyer internazionali».

La produzione nelle fabbriche si è dovuta fermare per qualche settimana (15 giorni prima del fermo imposto dal governo, vista la difficilissima situazione sanitaria nel Bresciano), ma dalla metà di aprile è ripresa la spedizione delle merci e questo ha permesso di “difendere” le vendite nella seconda metà del mese. «Per fortuna nello stabilimento di Bovetto abbiamo un bello stock di prodotti che ci ha consentito di far fronte agli ordini – spiega Silva – considerando che noi lavoriamo in gran parte sul progetto e il contract, che non si sono mai del tutto fermati».

Gli ordini non mancano, anche se ovviamente c’è un decremento rispetto al 2018 e la ripresa delle attività sarà comunque graduale. «La Cina è ripartita – dice ancora la manager –. Non è una ripresa a V, ma a U, perché c’è una grande voglia di ripartenza con molti progetti, ma c’è un problema di liquidità e questo impatterà sulla ripresa. Ma siamo fiduciosi perché i segnali sono positivi e indicano un modello di consumi che va verso la qualità e il design». Le incertezze maggiori riguardano gli Stati Uniti, che stavano andando molto bene, ma ora sono in difficoltà e le elezioni d’autunno rischiano di rallentare ulteriormente il mercato. E l’Europa, che tanto per cambiare viaggia a diverse velocità, con i Paesi scandinavi in crescita, la Germania che si sta rialzando, ma tanti mercati in frenata.

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