SIDERURGIA

Da Costa Volpino agli Usa, Bendotti ringrazia Trump

di Matteo Meneghello


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2' di lettura

«All’estero andiamo bene, abbiamo piazzato ordini in Usa, Canada, Messico. Grazie a Trump». Il buon momento della siderurgia nordamericana, surriscaldata dai dazi decisi dal Governo Usa, fa bene al portafoglio ordini della Bendotti di Costa Volpino, in provincia di Bergamo, produttore di forni per siderurgia. In Italia l’azienda guidata da Michele Bendotti ha da poco raggiunto un accordo con Ori Martin per installare un nuovo forno di riscaldo in Ferrosider, realtà di cui l’acciaieria bresciana ha da poco preso il controllo.

«È un impianto che sostituisce quello attuale - spiega Bendotti -. Il vecchio forno è in ottimo stato, ma l’investimento è finalizzato a un miglioramento qualitativo della produzione, e questo forno può dare maggiori garanzie. È un walking beam, vale a dire un forno a barre mobili, con una capacità di 110 tonnellate all’ora, che alimenterà l’attuale laminatoio, nello stabilimento di Ospitaletto».
Ferrosider (circa 120 milioni di euro di fatturato) è specializzata nella produzione di laminati mercantili, barre tonde e quadre: è stata fondata nel 1972 dalla famiglia Stefana e nel 2018 Ori Martin ne ha acquisito la maggioranza. I lavori di realizzazione del nuovo forno sono già stati avviati, l’accensione è prevista entro la fine dell’anno. «L’investimento - spiega Bendotti - rientra tra quelli agevolabili dal piano Industria 4.0. Grazie alla tecnica della prefabbricazione, potremo cogliere benefici in termini di efficienza, minime emissioni in atmosfera e flessibilità, garantendo contemporaneamente una significativa riduzione dei costi di installazione».

L’investimento di Ori Martin è parte di un «pacchetto» complessivo di 30 milioni per il prossimo triennio, di cui 10 per il forno e 20 per altri impianti. «La scelta di un forno è importante, e per questo motivo ci siamo rivolti a Bendotti, che è già stato nostro fornitore in Ori - spiega Uggero de Miranda, presidente di Ori Martin -. Il forno di riscaldo consente di gestire la produzione in modo flessibile e rappresenta un’articolazione fondamentale nella gestione del processo di laminazione. Il forno installato negli anni scorsi in Ori Martin ha risposto a tutte queste caratteristiche. Per questo motivo, per il rilancio impiantistico di Ferrosider, abbiamo puntato ancora su Bendotti». Ora, prosegue Giovanni Marinoni, vicepresidente di Ori, «la sfida sarà replicare il modello Ori anche in Ferrosider. Non vogliamo uscire dal settore degli acciai mercantili, ma allo stesso tempo integreremo la qualità che facciamo a Brescia. Ci sposteremo su sezioni più grandi, con l’obiettivo di produrre una gamma più ampia in grado di proiettarci verso i mercati dell’industria meccanica».

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